Anteprima Arrietty

L'ultimo film dello Studio Ghibli presto in Italia

anteprima Arrietty
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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Il videoblog giornaliero di produzione di Arrietty ha visto l'inaspettata intrusione di Hayao Miyazaki in data 18 Febbraio 2010. Inaspettata perchè il regista della Città Incantata qui ha solo curato la sceneggiatura, rifiutando a priori la direzione di un lungometraggio che pure si ispirava ad uno dei suoi libri preferiti da bambino, I Rubacchiotti di Mary Norton.
Fu lui a fare il nome di Maro (il soprannome dell'animatore Hiromasa Yonebayashi), lui a intervenire in prima persona quando si accumulò un certo ritardo nella lavorazione tale da pregiudicare l'iniziale data d'uscita di Luglio dell'anno passato nei cinema giapponesi. Con addosso come suo solito il grembiule d'artigiano, Miyazaki dimostrò a favore di camera una volta di più la propria abnegazione e l'integerrimo spirito di sacrificio che ha sempre posto in tutti i progetti da lui diretti o anche solo seguiti con la bonarietà di un padre.
Centrare la consegna prevista di Arrietty era un obiettivo irrinunciabile per lo Studio Ghibli, che proprio con tale film si apprestava ad inaugurare una nuova fase produttiva spalmata nell'arco di un quinquennio. Un film all'anno e cinque registi diversi. A spingere verso tale pianificazione, si direbbe quasi comunista, la necessità di mantenere presa all'interno dell'industria dell'animazione e ipotizzare un futuro successivo al pensionamento dei due grandi vecchi, Miyazaki e Takahata.
Il primo è stato appunto Arrietty di Hiromasa Yonebayashi, il secondo è quel Kokoriko Zaka-Kara di Goro Miyazaki che ha debuttato in Giappone in questi giorni, quindi The Tale of the bamboo cutter di Isao Takahata e un nuovo progetto per Miyazaki (si parla insistentemente di un seguito di Porco Rosso denominato The last sortie). Ne manca uno, giusto? E infatti resta ignoto tanto il nome del quinto film, quanto il regista (probabilmente un altro esordiente) incaricato di coordinare i lavori.
Restiamo, per ora, su Arrietty di cui è giunto finalmente tra le nostre braccia il Blu Ray nipponico. Il film comunque arriverà il 14 Ottobre anche in Italia: le primissime informazioni sul nostrano adattamento le trovate a pagina 2.

Ladruncoli in via d'estinzione

Hiromasa Yonebayashi è essenzialmente un animatore. Cresciuto notevolmente all'interno dello Studio Ghibli e nella crew miyazakiana, alla fine si è dimostrato sufficientemente maturo per dirigere un lungometraggio, pur non avendo nemmeno quarant'anni.
Nonostante la sorveglianza speciale sia in fase di stesura della sceneggiatura sia dello storyboard da parte del regista di Totoro, Yonebayashi incappa in leggerezze registiche e narrative sin dalle prime fasi del film. La pellicola infine scorre piacevolmente, ma fatica a mantenere un ritmo risoluto, complice la presenza di poche scene d'azione miste a dialoghi molto risicati. Vi sono molti momenti di puro silenzio, vuoti che faticano a fare da filo conduttore all'intera vicenda che infatti arriva con inattesa stanchezza ad un finale comunque riuscito e commovente.
L'inizio è impacciato e maldestro, la sovrapposizione tra il canto e i dialoghi è roba da alunno di prima elementare. Esattamente come La Città Incantata Arrietty si apre con la cronaca di un viaggio, un tragitto in auto forse non voluto verso l'amena campagna, ma necessario per il giovane Sho viste le sua fragili condizioni di salute. Nel giardino del casolare dove risiede, nota uno strano esserino aggirarsi tra la vegetazione rigogliosa. Facciamo la conoscenza di Arrietty che, insieme al padre Pod e alla madre Homily, abita sotto il pavimento del luogo di villeggiatura di Sho. Essi sono Borrowers, da noi prendimprestito: tali e quali a noi, ma alti poco più di un pollice, sopravvivono spiluccando qua e là dalle stanze degli umani. Con un cubetto di zucchero possono dolcificare il the per un mese o due. Un ago da cucito per loro diventa un appuntito fioretto.
Sono rimasti in pochi ormai: avendo le dimensioni di un insetto, fronteggiano gli stessi pericoli di una formica e inoltre, se vogliono continuare a rubacchiare dai casolari degli esseri umani, sono tenuti alla massima discrezione.
Le cose infatti si increspano quando Sho si accorge della presenza di Arrietty. Sciocca la curiosità di quest'ultima! Sarà questo gesto a mettere a repentaglio decenni e decenni di sopravvivenza tra quelle mura. Schiacciati dal mondo, l'apparente tranquillità di Arrietty e della sua famiglia si dissolve per anticipare forse la crudele estinzione.

Stoffa d'animatore

Yonebayashi amplifica artificialmente (cioè registicamente) lo sfasamento di proporzioni tra umani e borrowers. Agisce in primis girando verso destra la manopola degli effetti sonori, per poi dilatare oltremodo gli occhi e le labbra di Sho, quindi rinforza ogni elemento del mondo esterno, dalla goccia di rugiada ai baffi del gatto. Le spettatore deve percepire il costante pericolo a cui sono esposti i borrowers non appena mettono il proprio piede fuori dalla casetta. Sono costretti ad aggirarsi di notte, sfruttando passaggi e carrucole ricavate tra le intercapedini dei muri interni.
Per la giovane Arrietty questa attività è eccitante e fonte di continuo stupore: il regista ricorre addirittura alla computer grafica (ignorata in gran parte delle produzioni dello Studio Ghibli) mentre anima l'ipercinetico passaggio da un piano ad un altro all'interno di un ascensore rudimentale.
Tanto il comparto d'animazione, quanto le scelte cromatiche, sono ineccepibili e Yonebayashi tiene fede agli insegnamenti ricevuti. Non dovendo sottostare ai desideri del regista, ricoprendo lui stesso quel ruolo, dimostra una grande creatività nello sperimentare alcune situazioni inedite, incentivando ad esempio il volo di un corvo che pare fuoriuscire dallo schermo o dimostrando una rinnovata sensibilità nella gestione dei fluidi.

Musicalità inusuali

Al talento grafico degli animatori nipponici si aggiunge una colonna sonora strepitosa e inaspettata. Lo studio ha assoldato la compositrice bretone Cecile Corbel, particolarmente agile tra le corde dell'arpa. Il produttore Toshio Suzuki voleva una sonorità celtica che potesse riconnettersi alle atmosfere immaginate dalla Norton, ma per puro caso si è imbattuto nelle melodie della Corbel. Anche I racconti di Terramare di Goro Miyazaki aveva sonorità nord europee, ma gran parte del lavoro fu svolto da artisti giapponesi.
Suzuki fu incuriosito dal cd inviatogli perchè avvolto da un pacchetto scritto a mano, una cosa davvero rara al giorno d'oggi. "Fu sedotto - spiega la compositrice - sin dalle primissime note di arpa e dal suono della mia voce". Nel giro di un mese eccola già al lavoro sul tema principale Arrietty's Song: la sua versione cantata accompagna le struggenti note finali, ma è possibile udire la versione strumentale in alcuni frangenti della pellicola, quando Arrietty attraversa in tutta fretta le stanze della casa o scala con determinazione l'edera rampicante lungo le pareti esterne la camera di Sho.
"Il regista Yonebayashi-san mi ha inviato alcune poesie che aveva scritto e che ha fatto tradurre in inglese per aiutarmi a trovare l'ispirazione. La canzone doveva focalizzarsi sul personaggio di Arrietty e introdurre il suo carattere".
Lo Studio Ghibli chiese un cospicuo numero di modifiche, finendo per respingere nove versioni del medesimo brano. Con l'approvazione della decina, a Cecile Corbel fu inoltre chiesto di realizzare l'intera colonna sonora. L'approccio scelto è stato molto meticoloso, "tematico": "un tema dedicato a ciascun personaggio - spiega - ma anche alcuni per le ambientazioni come il giardino o la casa. Tutti questi temi sono derivati dalla canzone che ho scritto inizialmente".
Nonostante le primissime fasi del film tradiscano l'inesperienza dell'artista in questo campo, le restanti si rivelano davvero pregiate, grazie all'amalgama che si è andato a costruire sul calco dell'Arrietty's Song.
"Lo Studio Ghibli procede sempre in questo modo. Iniziano ogni volta con una serie di canzoni. Da queste canzoni rilasciano ciò che chiamano Image Album che è pubblicato mesi prima dell'uscita del film ed è usato come ispirazione per gli artisti che lavorano alla pellicola". L'Image Album di Arrietty peraltro pullula di melodie cantate dalla stessa Corbel, alcune in giapponese ed altre in inglese, ridotte drasticamente ad appena un paio nella versione finale della colonna sonora.

Il doppiaggio italiano

Mentre scriviamo, Arrietty è già stato distribuito nei cinema francesi con notevole successo, mentre è praticamente prossima l'uscita in Inghilterra, ma non negli Stati Uniti dove è stata rimandata all'anno prossimo con un doppiaggio differente curato da Disney.
Lucky Red distribuirà il film diretto da Hiromasa Yonebayashi il prossimo 14 Ottobre nelle sale cinematografiche italiane. Lo scorso anno però, Arrietty fu presentato in versione sottotitolata per la prima volta all'esterno del Giappone in occasione del Festival del Cinema di Roma, nel corso di una rassegna incentrata sulla ventennale carriera dello Studio Ghibli.
Il doppiaggio in lingua italiana è da poco terminato ed è stato curato da Gualtiero Cannarsi, già responsabile dei nostrani adattamenti degli ultimi film della casa d'animazione, inclusi i "ritardatari" Il mio vicino Totoro e Porco Rosso.
La voce di Arrietty è di Giulia Tarquini, d'età poco superiore alla diciassettenne che ha doppiato il personaggio nella versione originale. Sho è Manuel Meli, giovanissimo talento del doppiaggio italiano, la cui interpretazione è stata sin da subito apprezzata dallo Studio Ghibli. Il personaggio più complesso da interpretare è stato Homily, la madre di Arrietty: dal punto di vista anagrafico non arriva nemmeno alla quarantina, ma ha un carattere all'antica. La sua mentalità da massaia e la totale fedeltà al marito sono probabilmente qualità scomparse nelle quarantenni d'oggi.

Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento Arrietty è un progetto rischioso per lo Studio Ghibli. La sperimentazione di un nuovo modello di organizzazione e il debutto alla regia di Hiromasa Yonebayashi hanno pressato lo staff e l'opera ne risente senz'altro. in generale, però, Arrietty è un film molto piacevole, con un convincente messaggio sottotraccia e valori produttivi di grande qualità, come ci hanno abituati Miyazaki e soci. In particolare la colonna sonora, forte di suggestioni inedite per il cinema d'animazione giapponese, impreziosisce notevolmente l'impronta qualitativa finale. La versione italiana è in dirittura d'arrivo, distribuita da Lucky Red: l'appuntamento è fissato per il prossimo 14 Ottobre.