Anteprima Beck

La musica come non l'avevate mai vista!

Articolo a cura di

Beck

La musica come non l'avete mai vista. La musica di Koyuki, Ryuusuke, Chiba, Maho, Taira. La musica così com'è. La musica di Beck.
Beck non è altro che una fetta di vita di un gruppo di ragazzi che dal nulla diverranno un gruppo musicale che verrà ricordato negli anni.
Tutto comincia da quando Koyuki (vero nome Yukio: il nomignolo deriva da KO = piccolo, derivante dalla bassa statura di Koyuki), studente delle medie, conosce il sedicenne Ryuusuke, strano ragazzo dalla lunga chioma che lo introduce nel mondo dei live house, club dove gruppi musicali amatoriali (e anche lo stesso Ryuusuke) suonano.
Ma non è tutto rosa e fiori: prestatagli una chitarra da Ryuusuke, lo sfortunato Koyuki la romperà per una sfortuna paradossale. Così facendo, per ripagare il danno, il gracile ragazzino troverà un lavoro part-time presso la casa di Saitou, il suo istruttore di nuoto che, caso vuole, è anch'esso appassionato di musica.
Così, mentre Koyuki guadagna soldi per riparare la chitarra distrutta, verrà introdotto al mondo della musica imparando a fatica la difficile arte di suonare uno strumento. Finito il periodo lavorativo, il signor Saito gli presterà la sua amata White Falcon, famosa per essere una delle chitarre più belle al mondo. Ryuusuke, rivisto Koyuki, decideràsi di farlo provare a suonare col suo gruppo: i Beck, che è anche lo stesso nome dell'ambiguo cane che Ryuusuke possiede.
Finalmente entrato nei Beck, Koyuki conoscerà il mondo del live house, dei concerti per ragazzi coetanei, della difficoltà di creare nuovi pezzi.
Primi amori, litigi e bulli a scuola, sfide a distanza con un altro gruppo musicale. Piccoli frammenti che compongo questo magnifico puzzle che è Beck.
La semplice ma magica storia raccontata si rispecchia ironicamente nella realizzazione che raggiunge a malapena la sufficenza.
E' quindi facilmente notabile a vista d'occhio che la serie non eccelle a livello visivo: animazioni più che scarse, disegni a volte abbozzati. La realizzazione tecnica è pero' altalenante, con fondi del genere, ma picchi che vanno nell'uso dei colori e nella realizzazione eccellente di alcune animazioni in computer grafica (CG) durante sessioni musicali.
La bellezza di Beck sta forse proprio in questa mancanza di una eccellente caratura tecnica, che lo lascia magicamente diverso da tutti gli altri anime. La storia narrata semplice, ma di grande spessore deve il suo fascino appunto ad animazioni scarse che la rendono particolare, e quindi memorabile.
Strani silenzi, movimenti ed espressioni particolari, comicità atipica: forse per caso, i realizzatori (Studio Madhouse) sono riusciti a fare qualcosa di unico nel genere.
Genere pero' riproposto dal "simile" e atipico Paradise Kiss, in onda proprio ora nelle tv giapponesi. Oltre a queste due serie, Madhouse è famosa per altre opere televisive come Chobits, Getbackers e 100% Fragola (di cui abbiamo le versioni cartacee in Italia), Ninja Scroll, Gungrave (presente il gioco per Playstation 2), fino a famosissimi La città incantata e Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki.
Quasi inutile è elencare le note positive a livello musicale. La maggior parte delle canzoni cantate dai nostri amici sono in realtà cover di gruppi famosi realmente esistenti. Troveremo quindi delle canzoni completamente riadattate che ci emozioneranno come se fossero pezzi di un nuovo gruppo alla ribalta nelle nostre radio.
Un grazie quindi a gruppi come i Beat Crusaders (già usati nella sigla iniziale "Hit in the USA"), Typhoon24 (con "Spice of Life" e "Life a foojin") e molti altri. La famosa doppiatrice di Maho nelle sessioni di canto è Sowelu, cantante giapponese del genere j-pop, già famosa per una sigla finale di Fullmetal Alchemist.
In fondo cos'è Beck? Una storia che ci ammalia con la sua semplicità. Un ritratto semplice ma chiaro della vita di un giovane ragazzo che si butta con coraggio in un mondo tutto nuovo. Inquadrature che si soffermano per lunghi momenti ad ascoltare la chitarra suonata dall'esperto di turno, sguardi dai mille significati, bulli che si divertono coi più deboli, risse in strada, primi amori. In fondo Beck parla con semplicità della vita di chi è un po come noi. Un semplicissimo ragazzo con tanti difetti, con alcuni pregi che dal nulla, impegnandosi, trova una grande capacità nel mondo della musica che lo porta a sognare come farà il visionatore della serie che si affezionerà alle 26 puntate (a proposito, è presente anche un manga di Harold Sakuishi, composto da 24 volumi, tutt'ora in uscita in Giappone).
Il marketing, pur non essendo viscerale, c'è: due le OST ufficiali uscite, Beck e Keith. La prima racchiude le canzoni più suonate nell'anime, cantate dai protagonisti, mentre la seconda unisce tutte le canzoni originali, quelle che poi sono state riadattate nel cartone. C'è infine il videogioco (manco a dirlo, musicale) per playstation 2.
Infine dopo la notizia dell'acquisto dei diritti per entrambe le versioni, animata e cartacea, di questa piccola perla, da parte di Dynit, non possiamo che attendere trepidanti.