Anteprima Cat Soup

Il folle viaggio di due gattini, tra risate e orrore

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Spesso, se non sempre, le apparenze ingannano. In verità non è mai stato più appropriato come nel caso di questo Cat Soup, cortometraggio di poco più di mezz'ora, firmato da Tatsuo Sato, conosciuto dai più per esser stato l'animatore di Nadesico. Questa breve opera, uscita nel 2001 (e ispirata al manga Nekojiru-sou, famoso in Giappone), è stata acclamata in patria ottenendo diversi riconoscimenti, e si è anche presa lo strano appellativo di Hello Kitty sotto acidi. Se ora state strabuzzando gli occhi alla ricerca delle immagini della galleria qui a fianco, potrete capire in parte il perchè. Se lo stile è apparentemente "bambinesco", il resto è per stomaci forti. Se siete un attimino spaesati da quanto appena detto, attendete ancora un attimo la spiegazione, e intanto curiosate in questa trama tanto assurda quanto geniale. Cat Soup racconta la storia di due gattini, fratello e sorella, che iniziano un viaggio alla ricerca dell'anima di lei, rapita da uno spirito. Questi però è riuscito a prenderne solo metà, grazie all'intervento del fratellino della micetta, ed è ora l'oggetto della missione dell'improbabile coppia di eroi. La gattina sembra aver perso la personalità e la voglia di vivere, mentre il più intraprendente fratellino la spinge a lottare in ogni modo per riappropiarsene. Nel loro cammino incontreranno personaggi strambi e ambigui, rischiando più volte di essere mangiati o uccisi, viaggiando per mari e deserti, fino alla "probabile" fine del tempo e dello spazio, dove un immaginifico dio ordisce le trame dei mortali. Riusciranno nella folle impresa?

Una zuppa drogata...

A metà tra i deliri onirici di David Lynch e la violenza brutalmente geniale di autori come Shinya Tsukamoto e Takashi Miike. Ancora increduli? Certamente non è quello che ci si può aspettare dalle premesse, ma ciò che andiamo a osservare in Cat Soup è proprio questo. Nonostante il look tenero e simpatico, questo assurdo lungometraggio è capace di disturbare in più di un'occasione, rivelandosi poco adatto a un pubblico infantile, nonostante anche le situazioni più estreme siano sempre smussate da una graffiante ironia. La follia è una costante che ci accompagna in questo percorso, arrivando in parte a snaturare e annullare il reale fine della vicenda. Senza dubbio affascinante nelle sue contorsioni estetiche e nei virtuosismi del tratto, l'unico difetto è appunto imputabile alla reale evoluzione narrativa, sfiorando più volte il rischio di sembrare un mero esercizio di stile e malata classe. Nonostante rimangano degli effettivi dubbi sull'operazione fine a se stessa o meno, la visione è capace solamente con le immagini di avvolgere in un limbo fascinoso e persuasivo, dove il visionario nonsense assume ad alpha e omega dell'intero progetto. Da segnalare, ad accentuare ancora l'insita astrazione, la totale assenza di dialoghi, se si eccettua qualche sporadico miagolio e delle improvvisate discussioni perpetuate tramite incomprensibili balloon stile fumetto. Rimane senza dubbio il fatto che la violenza, per quanto smussata dallo stile, è ben radicata e certe scene possono risultare disturbanti e fastidiose anche per chi abbia superato da tempo l'età fanciullesca. Per il comparto tecnico, niente da eccepire: animazioni e disegni di grande livello, musiche di perfetto accompagnamento. Cat Soup è un'Opera molto particolare, senza dubbio consigliata agli amanti dei lavori fuori di testa. Gli altri forse, ne rimarranno un pò delusi, se non addirittura impressionati (in senso negativo).

Cat Soup Prendete Hello Kitty, David Lynch e Shinya Tsukamoto, metteteli in un bicchiere e shekerate bene: il cocktail che otterrete risponderà al nome di Cat Soup. Un lungometraggio delirante in cui niente pare avere un senso, se non quello di affascinare (anche provocando emozioni di disgusto) lo spettatore. Se siete alla ricerca di esperienze fuori dal comune, bevete pure. Ma a vostro rischio e pericolo. E tenete alla larga i bambini!