Anteprima Cencoroll

Un'opera indipendente breve ma interessante

anteprima Cencoroll
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Che il Giappone, e il territorio asiatico in generale, sia terra di sperimentazione non è certo una novità. Dal mondo del cinema a quello dell'animazione, ne abbiamo visti di progetti strambi e deliranti, di difficile assimilazione per il pubblico "medio" occidentale. Non fa eccezione Cencoroll, mediometraggio di Atsuya Uki (autore del manga Amon Game da cui è stato tratto, apprezzato dalla critica) prodotto da Anime Innovation Tokyo e Aniplex, che ha debuttato in landa nipponica nello scorso Agosto, con la successiva uscita in dvd a fine settembre. La produzione è dovuta al grande successo avuto da un corto girato sempre da Uki nel 2007, e distribuito su Internet. Quali sono quindi i meriti di questa storia, semplice e folle, che ha ottenuto consensi in praticamente tutte le sue incarnazioni? Pur nel suo totale nonsense, l'opera (che rimane un progetto indipendente) di Uki è degna di fascino e ricca di citazioni più o meno marcate da serie storiche, ed è capace di attirare consensi grazie alla sua carica visionaria che lo rende di sicuro interesse per chiunque sia in cerca di lavori originali, ed è godibile anche per chi è sempre "di fretta" visto la sua breve durata.

Monsters & Co.

Un mostro di dimensioni giganti getta nel terrore una cittadina nipponica. Le cause della sua venuta sono sconosciute, ma non è il primo caso in cui queste strane creature si sono manifestate. Uno dei pochi a essere a conoscenza del mistero che circonda la città sembra il giovane Tetsu, che gira già da parecchio tempo con un essere simile a quello manifestatosi, solo di dimensioni più ridotte. La creatura, chiamata Cenco, è in grado di trasformarsi in qualsiasi oggetto, in base a ciò che gli viene dato da mangiare, e ha una sorta di rapporto telepatico col ragazzo. Il giovane incontra per caso la studendessa Yuki, che sembra curiosamente attratta da Cenco. La nuova "coppia" viene sfidata a duello da Shu, che ha al suo comando due creature tra cui quella gigantesca che sta seminando il panico. Tetsu dovrà accettare il duello e allo stesso tempo difendere l'amica, cercando di provocare meno danni possibili.

Invenzioni e influenze

Cencoroll colpisce per la sua atmosfera estraniante, capace di avvolgere in soli trenta minuti, ed è un vero peccato siano così pochi. Molte lacune che emergono, volutamente, dalla narrazione meriterebbero infatti un maggiore approfondimento, e sperare in una futura serie animata non costa nulla, anche se al momento non è prevista. Nonostante l'approssimazione della trama però, questo breve racconto visionario gioca bene le sue carte, senza nascondere svariate influenze. Dalle creature comandate dai protagonisti, un pò sulla scia dei Pokemon, fino alla città apparentemente disabitata che potrebbe far pensare a un goliardico omaggio a Evangelion, Uki sembra voler rimescolare molti degli stereotipi dell'ultimo ventennio animistico in un ibrido surreale, colmo di una sottile ironia che allegerisce la drammaticità della vicenda. La violenza anche è insita di umorismo, giacchè pure un braccio mozzato finisce per non perdere nemmeno una goccia di sangue. Il design dei misteriosi esseri è, in una sola parola, buffo: grossi e sgraziati, deficitari della parola e di qualsiasi forma di comunicazione se non quella prettamente telepatica (il cui funzionamento non viene spiegato se non tramite una misteriosa antenna che spunta dalla chioma dei ragazzi), rende questi mostriciattoli capaci di trasformarsi in qualsiasi cosa, nelle forme più inimmaginabili. La fantasia del regista è esplosa senza remore, ed è una vera goduria assistere al combattimento finale, in cui questi simil-blob si trovano a contatto, unendosi e deformandosi con i loro "padroni" all'interno, pronti a tutto pur di ottenere la palma di migliore. La caratterizzazione dei personaggi è appena accennata: se Tetsu è il classico anti-eroe, spavaldo e sbruffone, e Shu ha delle velleità da villain tormentato e insoddisfatto, è la simpatica Yuki la vera "eroina", simpatica e un pò incosciente da gettarsi in un'avventura più grande di lei. La parte del leone spetta comunque al reparto animazione, che si rivela fluido e spettacolare anche nelle scene più movimentate. Di livello anche il comparto sonoro, grazie a musiche mai invasive che però intervengono quando il pathos diventa predominante. Cencoroll ha dalla sua un interessante connubio tra originalità e freschezza che non si vede spesso, ed è penalizzato solo dall'essere un progetto "limitato". Ma per spendere mezzora del proprio tempo in maniera intelligente e non banale, è un'ottima proposta, dedicata più ai fan più smaliziati e integerrimi dell'animazione giapponese a 360°, che ai presunti otaku di passaggio.

Cencoroll Non è mai facile raccontare una storia in solo mezz'ora e lasciare il segno. Impresa riuscita ad Atsuya Uki con la nascita di Cencoroll, finalizzazione di un'opera partita dalla carta ed evolutasi attraverso varie incarnazioni. Un mediometraggio divertente, spiazzante, surreale, che lascia incollati davanti allo schermo per tutta la sua, pur breve, durata. Più che i personaggi protagonisti, ricchi di fin troppi clichè, colpiscono l'atmosfera e il design delle creature che scorazzano per la città. Della serie, l'originalità paga.