Anteprima Detroit Metal City - The Movie

Un riuscito live-action dal manga di culto

Articolo a cura di

Un vero e proprio fenomeno nato su sponda cartacea, per poi approdare al mondo dell'animazione e a quello del cinema. Detroit Metal City, manga nato dalla mente di Kiminori Wakasugi, ha riscosso un grande successo di pubblico in patria e anche all'estero, facilmente "vendibile" per le sue tematiche rockeggianti, quelle sì, davvero universali. Uno sguardo dal carattere umoristico su un mondo considerato molte volte chiuso come quello del metal più duro e intransigente, e su quella, solida e comunque assai numerosa, nicchia di appassionati che oltre dalla musica è unita da una sorta di vera e propria fratellanza che solo i riff forsennati di una chitarra elettrica riescono a liberare in una sorta di esplosivo entusiasmo. Nato nel 2005 come fumetto, nel 2008 l'opera di Wakasugi ha visto prima una serie animata di 24 OAV, e appunto il live action oggetto di questa recensione, diretto da Toshio Lee, reduce fino da allora da esperienze televisive con due tv movie.

Doppia anima

Soichi (Ken'ichi Matsuyama) è un ragazzo timido (e, naturalmente, ancora vergine) che dalla sua tranquilla vita di campagna con la famiglia si trasferisce a Tokyo per studiare all'università. Qui si innamora della bella coetanea Yuri (Rosa Kato), accanita fan della pop music, genere di cui lui è sempre stato appassionato, componendo anche diverse canzoni con la speranza di diventare un cantante. Il destino vuole che però entri come singer nei Detroit Metal City, band di death metal puro e duro, con lo pseudonimo di Johannes Krauser II. Il suo look con pesante face painting e armatura borchiata rende pressochè irriconoscibile il Soichi "normale" dal suo alter ego metallico, tanto che anche la stessa Yuri non sospetta della sua doppia identità. Ben presto i Detroit Metal City diffondono sempre di più la loro musica, raggiungendo i primi posti delle classifiche. Ma riuscirà in questo modo Soichi a far innamorare di sè Yuri e realizzare il suo sogno di divenire stella del pop?

L'importanza di un sogno

Detroit Metal City, nonostante l'apparenza nonsense e un pò vacua, riesce a divertire per buona parte del tempo e anche a coinvolgere il giusto, aumentando a dismisura l'interesse se chi si accinge alla visione è appassionato del genere musicale qui protagonista. Infatti la colonna sonora, vero e proprio punto cardine della pellicola, è un fattore predominante che, dall'inizio alla fine, cattura con la sua rabbia e violenza, raggiungendo l'apice negli ultimi venti minuti in cui una sana dose di violento death metal, tra growl, screaming e quant'altro, esplode in un'orgia di suoni e voci, con la belligera song "Fuckingham Palace", che fa da sottofondo a uno scontro che prende a piè mani dagli spettacoli televisivi e non della società nipponica, tendendo a spettacolarizzare un concerto in tutti i suoi eccessi. Divertimento a non finire, tenuto legato da un filo sottile ma che non si spezza: l'amore per la musica, e per i propri sogni. In questo caso, oltre a puntare sui propri, il protagonista (uno strepitoso Ken'ichi Matsuyama, già interprete di L nei live action di Death Note) comprende che lui ne è il creatore per migliaia di fans, per i quali i Detroit Metal City sono una vera e propria ragione di vita, un sogno per cui lottare. Ed ecco che così Soichi capisce, con una svolta un pò buonista (unico punto debole, che appesantisce leggermente la parte centrale del film), che la musica che l'ha condotto al successo e lui "odia" con tutto se stesso, è in realtà un veicolo di amicizia e di legami, in una sorta di fratellanza musicale che può sfondare ogni barriera. Toshio Lee dirige con mano divertita, utilizzando tecniche "classiche" spesso usate nel filone demenziale, dai flasback alle volocizzazione degli eventi, contrapponendo in questo modo due mondi assai distanti, il crudo e feroce universo dell'heavy metal e quello coccoloso e effemminato della musica trendy. Urla e borchie contro cuoricini e canzoncine sdolcinate, in un tripudio di gag e situazioni paradossali, che vedono addirittura la presenza di tre power rangers metallari all'interno di un centro per divertimenti. Tutto è volutamente all'eccesso, esasperato, per enfatizzare questa distanza nello stile di vita e dell'emozione che però andando avanti finisce per incrociarsi nella similitudine che i sogni, indipendentementi dai gusti, sono uguali e hanno valore per ogni individuo. E' forse troppo cercare un significato intimista e profondo all'interno dei circa cento minuti di Detroit Metal City, ma è comunque doveroso notare che ciò che il film trasmette non è soltanto una colorata parodia fine a se stessa, e va dato atto che le emozioni e le trovate geniali non fanno difetto. Omaggiando, nel titolo, l'omonima hit dei Kiss, da cui è stato tratto anche un film cult, Detroit Rock City, questo live-action si rivela potenzialmente di grande interesse per chi ama l'universo metal in tutte le sue ramificazioni e chi ha adorato il manga e la serie animata, rimanendo comunque un prodotto godibile da qualsiasi otaku o appassionato di Cinema orientale.

Detroit Metal City - The Movie Una colonna sonora fulminante e di grande impatto, un protagonista dalla doppia anima, una storia che sotto le apparenze demenziali ha significati più profondi da trasmettere. Un must per gli amanti del metal, i cui fan qui sono rappresentati negli estremi più folli ed esasperati, ma sempre con grande ironia e rispetto. Un divertentissimo film di entertainment per gli altri, che difficilmente non rideranno a più riprese durante i circa cento minuti di durata. I Detroit Metal City sono in città, è il tempo dell'headbanging, è il tempo di alzare le corna al cielo.