Anteprima Il Mio Vicino Totoro

A settembre arriverà Il Mio Vicino Totoro il nuovo capolavoro Hayao Miyazaki

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Finalmente da noi !!!

Dopo il rinvio avvenuto l’autunno scorso, finalmente avremo sui nostri schermi l’attesissimo Il mio vicino Totoro (Tonari no Totoro), dell’oramai leggendario regista Hayao Miyazaki, che vedrà la luce nel nostro paese il prossimo settembre. Questa notizia ci viene direttamente confermata da un’intervista fatta ad Alessandra Tieri, responsabile delle comunicazioni della Lucky Red (società che distribuirà Totoro in Italia), che appunto ha confermato l’uscita qualche mese dopo “Ponyo sulla scogliera”, ed ultimamente ufficializzata anche dal sito della stessa Lucky Red.

Totoro compie 21 anni...

Tonari no Totoro è un film di animazione uscito in Giappone nel lontano 1988, e quest'anno festeggerà il suo ventunesimo commpleanno. Vi chiederete il perché abbia impiegato tutti questi anni per giungere in Italia; vi chiederete anche perché tutti i capolavori di Miyazaki siano stati pubblicati nel nostro paese tranne questo. Se per caso vi fosse venuto in mente che Totoro non sia all’ altezza di altri celebri capolavori del maestro Miyazaki quali Nausicaa della Valle del Vento, Il Castello errante di Howl, La Città incantata, La Principessa Mononoke o del sopracitato Ponyo siete andati fuori strada. Il motivo è da ricercarsi invece nella natura stessa del film, legata strettamente alla mitologia, alla religione ed alla tradizione giapponese, cose che lo rendono non troppo adatto al pubblico infantile (a cui, come lo stesso Miyazaki afferma, è diretto) italiano o comunque non giapponese.

Le opere di Miyazaki sono tutte rivolte principalmente ai bambini, ma ciò non significa che siano a loro solo appannaggio, al contrario. Il regista vuole trasmettere i suoi messaggi in modo che qualsiasi fascia di pubblico possa coglierli, ed è per questo che tutti i film hanno come protagonisti bambini delle scuole elementari o dell’asilo, ambientazioni tra realtà e fantasia, discorsi semplici e colloquiali; insomma tutto quello che serve per attirare l’attenzione dei più piccoli e per facilitarne la comprensione dei film.
Tutto ciò nasconde, agli occhi dei meno attenti, i messaggi a favore dell’antimilitarismo, della salvaguardia del nostro pianeta, dell’amore, dell’amicizia e della famiglia, tematiche di ampio respiro di cui ogni film di questo grande regista è pregno. Insomma Miyazaki carica il suo lavoro della responsabilità di educare le nuove generazioni, ed è proprio in questo che risiede il suo valore.

Sogno o Realtà?

La vicenda è ambientata nelle campagne di Tokyo intorno agli anni cinquanta. Le sorelline Satsuki e Mei (la prima di 11 anni e la seconda di 4) si stanno trasferendo col padre a Matsu no Go, villaggio di campagna. Il trasferimento serve per andare a vivere più vicini alla loro mamma, ricoverata in ospedale. Inizia così il loro viaggio tra “sogno”, “realtà” ed “immaginazione” alla scoperta di un mondo nuovo, ma soprattutto alla scoperta della natura. Come accennato il film è infarcito di legami con la cultura nipponica: ad esempio il primo incontro che le sorelline fanno alla scoperta della natura è quello con gli "makkurokurosuke" (spiritelli della fuliggine che occupano le vecchie case abbandonate e che solo i bambini possono vedere, apparsi anche nella “Città Incantata”); oppure Mei, esplorando la sua nuova casa e seguendo delle tracce di ghiande, s'imbatte in due spiritelli, uno piccolissimo dal pelo bianco e uno più grande e azzurro, che la condurranno all’incontro con Totoro (rappresentazione di uno spirito Shintoista della natura, colui che porta il vento, la pioggia, la crescita, la maturazione. Tutto ciò non viene spiegato nel film, in quanto facendo parte della religione shintoista è già noto al pubblico giapponese).
La stupenda ed unica atmosfera che Miyazaki crea in questo film permette di non far capire allo spettatore se si tratti di sogno o di realtà; ad esempio la notte dell'arrivo di Totoro nel giardino delle bambine i germogli crescono fino a diventare un albero colossale, che il giorno dopo sparisce e lascia il posto a dei normalissimi germogli, lasciando alle bambine il dubbio che nulla sia realmente accaduto nella notte. Tutto questo serve per prima cosa ad immergere completamente lo spettatore nell’atmosfera onirica del film, ma anche a togliere importanza alla trama: non essendoci un filo logico, lo spettatore si concentra sul significato e sui messaggi che Miyazaki vuole trasmettere con questo film, come l'amore e il calore della famiglia, la cura che si dovrebbe avere per la natura, l'importanza di essere uniti nei momenti difficili, l'altruismo. In definitiva Totoro è un po' come un sogno ad occhi aperti.

Totoro ???

Il nome e l’aspetto (un incrocio tra una talpa, un orso e un topo) rimangono comunque fittizi, poiché il nome gli viene affibbiato da Mei che avendo già visto in un libro di fiabe, un troll, in giapponese tororu, somigliante di aspetto a quella buffa creatura che si trova davanti, ma Mei avendo solo 4 anni ne storpia il nome in totoro.

Il mio vicino Totoro Il mio vicino Totoro rappresenta una delle pietre miliari di Miyazaki, tra le tante donateci, e possiamo tranquillamente affermare che delinea perfettamente l’essenza di Miyazaki sia a livello tecnico (non dimentichiamoci che è uno dei pochi registi, se non l’unico, che crea e cura i suoi film ancora artigianalmente, cioè senza CG e l’uso del computer per le storyboard o per le animazioni) che a livello contenutistico, cosa al giorno d'oggi assai rara. In breve Totoro è una grave mancanza nel nostro paese e non ci rimane che aspettare l’uscita di questo capolavoro e sperare che non sia rimandato ancora una volta come successe l’autunno scorso. Consigliato a tutti.