Anteprima Saint Seiya - The Lost Canvas

First look e analisi dei primi 4 episodi dell'anime tratto dal famoso manga di Shiori Teshirogi

anteprima Saint Seiya - The Lost Canvas
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Strano destino quello di Lost Canvas. Nato nel 2006 dalla mano di Shiori Teshirogi come progetto parallelo a Next Dimension, opera legata alla saga originale dei Saint disegnata da Masami Kurumada, si trova oggi ad essere amato dai fan molto più del suo "gemello", ma allo stesso tempo, proprio grazie a scelte narrative di quest'ultimo, fuori dalla continuity principale della saga. Una sorta di spin-off quindi, che nel 2009 ha finalmente avuto l'attesissima trasposizione animata, confinata per ora, al solo Giappone.

Il Mito di Ade

Ogni qualvolta i malvagi infestano il mondo, fanno la loro comparsa i paladini della speranza, essi sono i cavalieri di Atena. Al fine di mantenere la pace sulla terra, vestono l'armatura che della loro costellazione protettrice porta il nome, e si battono a costo della vita. I loro pugni squarciano il cielo e fendono la terra.

230 anni circa prima della nascita di Seiya e Saori Kido, Dohko, Gold Saint della bilancia all'epoca diciottenne, fa la conoscenza di Tenma, un ragazzo cresciuto in un orfanotrofio in Italia. Stupito dalle incredibili capacità del ragazzo, Dohko lo porta con se in Grecia e lo allena per farlo diventare il Saint di Pegasus. Il destino farà presto si che Tenma ritrovi Sasha, bambina da cui si è separato da giovane e sorella del suo migliore amico, Aron, lasciato nell'orfanotrofio. E il destino, purtroppo beffardo, vorrà che Sasha si riveli la reincarnazione della dea Athena e Aron, di suo fratello e da sempre nemico, Hades. Tenma sarà suo malgrado l'ago della bilancia nell'imminente Guerra Sacra e si ritroverà diviso tra i sentimenti verso il suo amico fraterno e il dovere di Saint a protezione della dea. Nella sua avventura contro gli spettri di Hades, troverà nuovi compagni sorprendentemente simili ai Saint che tutti conosciamo e, ovviamente, i dodici cavalieri d'oro.

La rinascita di Saint Seiya

Abbandonati per la prima volta gli studi della Toei Animation dopo i poco convincenti capitoli Inferno ed Elysium della saga principale, la realizzazione di Lost Canvas è affidata a TMS Entertainment. Alla regia troviamo Osamu Nabeshima, conosciuto per la trasposizione animata di D.Gray-man. Character design nelle mani del giovane Yuko Iwasa, animatore di Mushi-shi, anime in 26 episodi tratto dal manga pluri-vincitore di premi in patria mentre le musiche sono curate da Kaoru Wada, famoso per le composizioni di D.Gray-man e Inu-Yasha. Dello staff storico delle versioni animate di Saint Seiya, troviamo solo Yoshiyuki Suga, co-direttore di alcuni degli episodi della serie classica.
Il risultato di questo nuovo team, è eccellente. Sotto il profilo puramente visivo, si può tranquillamente affermare che The Lost Canvas rappresenti il nuovo termine di paragone per quel che riguarda le saghe dei cavalieri.
Soprattutto in alta definizione, si lascia guardare davvero bene. L'edizione in dvd è infatti accompagnata (per la prima volta nella storia delle saghe dei Saint) da quella in Blu-Ray. Due episodi per ogni dvd/br con cadenza bimestrale, per la prima stagione composta da 13 episodi. Animazioni fluide, combattimenti sempre chiari e colori vivi, rendono Lost Canvas una piccola perla. Davvero rari i casi in cui si notano effettivi cali di qualità e alcuni disegni siano meno curati degli altri. Ottimo l'amalgamo tra sfondi e personaggi e buono l'uso (moderato) della computer grafica. Il tratto ricorda molto fedelmente quello ottimo dell'autrice, Shiori Teshirogi, e la differenza tra anime e manga è molto meno marcata rispetto all'adattamento di Shingo Araki di Saint Seiya. I cambiamenti maggiori nello stile riguardano probabilmente le armature dei cavalieri. Lost Canvas infatti, è molto più fedele al manga della serie classica e le cloth risultano monocromatiche e dal taglio leggermente più realistico.
Certo, assuefarsi alla nuova grafica per chi è abituato all'impronta di Araki può non sembrare semplice ma l'adattamento risulta soprendentemente breve. Più facile sicuramente per i lettori di Lost Canvas, ma assolutamente indolore anche per chi non ha mai letto l'opera di Shiori Teshirogi. Questo principalmente grazie anche ai nuovi cavalieri.
Uno dei maggiori pregi di Lost Canvas infatti, è indubbiamente la caratterizzazione dei protagonisti. Al contrario di quanto avvenuto nella saga di Hades classica, in LC non ci sono personaggi secondari o lasciati al caso. Ognuno, a partire dai 12 cavalieri d'oro per finire con i generali infernali è magistralmente caratterizzato e per quanto la sua presenza nella storia possa risultare breve, riesce sempre a non essere mai banale e colpire. Alcuni personaggi storicamente trattati male e messi poco in luce come il cavaliere dei pesci, del cancro, Tanato, Ipno e Ade stesso, vengono totalmente rivalutati e risultano finalmente adatti al ruolo che ricoprono nella storia. Dal canto suo, Tenma ricalca fedelmente quello che era Seiya nella serie classica, ovvero il protagonista che ha nelle sue mani le sorti della guerra. Al suo fianco, troviamo Yato, Saint dell'unicorno, parallelo di Jabu, e l'inedito personaggio di Yuzuriha, cavaliere d'argento donna dalle grandi abilità. L'effetto "nostalgia" viene inoltre sventato dalla presenza di due figure storiche di SS, Dohko e Sion, ventenni e al loro massimo splendore fisico.
Ogni episodio, segue all'incirca metà di un tankobon. Non vi sono filler, ne tanto meno scene aggiunte per dilatare i tempi.
Ottimo anche il comparto sonoro. L'esperienza collaudata di Wada si sente e si vede e le musiche, elemento portante da sempre di Saint Seiya, non deludono assolutamente. Le due sigle, di apertura e chiusura, sono inoltre realizzate con la collaborazione di due band, l'opening The Realm of Athena, dagli Eurox e la ending Hana no Kusari, dai Marina dei Rey con Maki Ikuno.

Un futuro radioso

Purtroppo, essendo la prima stagione composta da soli 13 episodi e arrivando questa all'incirca al settimo tankobon, molti dei personaggi più interessanti non si vedranno o avranno un ruolo limitato a pochi minuti. In Giappone, il manga è in fase di conclusione e questo potrebbe portare diversi benefici alla seconda stagione di Lost Canvas. Non vi sono possibilità di vedere filler o intrecci che si dilungano con personaggi inesistenti o non previsti nella storia, cosi come, grazie alla crescente popolarità di Saint Seiya e l'amore in patria dei fan per Lost Canvas, sono da escludersi diminuzioni di budget o una minor cura con l'andare del tempo. Da abitanti del Bel Paese, non ci resta che attendere la localizzazione italiana del prodotto, sperando di poterci godere entrambi i formati per far splendere il cosmo come mai prima d'ora.

Saint Seiya - The Lost Canvas Lost Canvas risolleva magistralmente la sorte della saga anime di Saint Seiya, dal precipizio in cui Inferno ed Elysium l'avevano fatta precipitare. Una nuova storia, nuove ambientazioni (mai cosi varie) e protagonisti carismatici, faranno amare la serie anche a chi non conosce il manga di Shiori Teshirogi. Pur forse non potendo sperare di bissare il ricordo che hanno le generazioni cresciute con i Saint della serie classica, Lost Canvas ha davvero tutti i presupposti per farsi ricordare molto, molto a lungo.