Anteprima Steamboy

La nuova avventura steampunk di Katsuhiro 'Akira' Otomo...

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Anteprima Romana

17 anni prima di rivedere un’altra opera maestra dopo Akira. E dopo 17 anni Katsuhiro Otomo sforna un nuovo lungometraggio d’animazione e, come sempre, con la maggior cura possibile. Il film uscirà nelle sale il 3 giugno, distribuito dalla Metacinema, neonata casa distributrice e come nella maggior parte dei casi anche questo film non avrà molta fortuna nelle sale, ma la sicurezza di avere un DVD per l’Home Video permetterà a tutti di godersi la visione di Steamboy. Il 25 Maggio all’auditorium di Roma si è tenuta un’anteprima, organizzata dal “3° Festival del cinema e letteratura per i ragazzi di Roma, in collaborazione speciale con l’Istituto Giapponese di Cultura di Roma”. Così dopo esser stati depennati nella lista degli “invitati” inizia l’avventura. Un magnifico Auditorium, che per l’occasione sfoggiava un’atmosfera molto japan-style (forse anche per il numero di persone che sono accorse in massa per visionare l’ultima fatica di Otomo), ha accolto in una Sala Petrassi, totalmente esaurita, moltissimi fan dell’animazione d’oriente.
Tra l’altro per accontentare le richieste dei fan è stato deciso di mandare in onda la versione originale con audio giapponese e sottotitoli in italiano (a cura delle Ombre Elettriche di Roma) e in versione integrale. Notizia che ha fatto la felicità dei molti puristi e che alla fine ha soddisfatto tutti, poiché con l’audio giapponese ha reso davvero molto la drammaticità o l’epicità di alcuni momenti.
Ma veniamo al nuovo lavoro del maestro Otomo...

Steamboy

In un Inghilterra di fine ‘800, in un momento tra il passaggio da agricoltura a industria e la seconda rivoluzione industriale, si ambienta Steamboy. La prima cosa che balza all’occhio è l’estrema cura e la fluidità delle animazioni: anche Otomo vuole stupire con gli effetti speciali e ci riesce. Ma non un tripudio di colori magici e forti come quelli usati dall’altro grande maestro dell’animazione giapponese, Miyazaki, ma colori dalle tinte opache che puntano sulla verosimiglianza.
James Ray Steam, detto Ray, ultimo figlio di una famiglia di scienziati, è anche lui alla ricerca dell’invenzione "della vita". Il padre, Eddy, e il nonno, Llyod, hanno difatti trasmesso in lui la voglia di fare nuove scoperte che possano portare al bene comune. Ma subito si entra nel vivo della storia: pochi anni dopo l’incidente che ha coinvolto Eddy, il nonno spedisce al nipote, Ray, un globo a vapore e alcuni progetti. In ogni modo Ray non deve consegnare questi oggetti ai membri della fondazione O’Hara per chissà quale oscuro motivo. E subito il film prende il via in una magnificenza di effetti speciali con una Computer Grafica perfettamente integrata e funzionale all’azione narrata.
Dopo il primo grande inseguimento si inizia a comprendere quale sarà la tematica principale del film: il ruolo della scienza nel mondo. Difatti i due grandi scienziati stanno lavorando sul globo a vapore, un piccolo ovulo metallico in grado di contenere il vapore ad altissima pressione, capace quindi di essere sfruttato oltre i normali limiti come forza motrice. Ma il problema dove è? In questo film si scontrano due grandi ideologie: la scienza come mezzo per raggiungere l’uguaglianza tra gli esseri umani e la scienza che punta al bene comune. E dove è la differenza? Beh, semplicemente nel fatto che prima di raggiungere tale obiettivo uno dei due scienziati è disposto a sacrificare vite umane. “Dal rischio nasce il progresso” è la frase culto che si ripeterà più volte durante il prolungarsi delle scene. Il ruolo di Ray quindi sarà fondamentale nella scelta tra queste due ideologie, poiché una volta rapito e portato a Londra sarà messo a dura prova e dovrà decidere sulla propria pelle chi aiutare. La guerra e la morte vista in faccia lo porteranno a decidere di aiutare... (beh, scopritelo con la visione del film!!)
Nella pellicola vengono poi introdotti alcuni personaggi di rilevante importanza: su tutti mi sento di segnalare Miss Scarlett, figlia del presidente della fondazione O’Hara, capace di un cambiamento molto accentuato del suo modo di pensare. Il film inoltre non si esimerà dal mostrare scene ricchi di effetti, su tutte direi lo scontro tra i soldati inglesi e i nuovi soldati ‘a vapore’, nati dalla mente dei due scienziati.

Steamboy La serata che si è tenuta a Roma è stata riuscitissima: sala gremita, film davvero avvincente (anche se non esente da difettucci che ci lasceremo da parte fin quando non uscirà il DVD) e possibilità di parlare con alcuni membri dell’istituto giapponese che con molto entusiasmo hanno raccontato come loro vedono Katsuhiro Otomo da connazionali. Il film tra l’altro ha riscosso successo tra il pubblico che alla fine ha premiato con un forte applauso la visione. Resta ora il problema di base: E Akira? Steamboy è alla pari o è inferiore? Bè, un paragone non è possibile anche perché si tratta di due film completamente diversi, stavolta Otomo ha optato per un finale chiaro e per un film adatto alla visione di tutti lasciando però diversi spunti interpretativi che non si possono limitare ad una sola analisi di primo livello. Il conflitto che prende luogo sulle potenzialità della scienza difatti può essere rivissuto anche nell’ottica moderna dove in ogni modo si sta cercando di ottenere energia, anche con vie indirette. Un appunto che farà la felicità di molti: è un mix tra l’atmosfera steam-punk di Last Exile e alcuni geniali temi apparsi nella recente opera Full Metal Alchemist. Le idee quindi rimangono attuali anche nella nostra realtà e anche questa volta si desume un senso di sfiducia da parte di Otomo nei confronti del potere politico e militare. Un ultima lode riguarda i personaggi che sono davvero ben caratterizzati e nonostante l’impressione iniziale non c’è veramente una netta distinzione tra bene e male, poiché ognuno agisce si per i propri scopi, ma capita che questi siano anche a favore del bene comune. Una frase poi resterà impressa alla fine della visione: “Chi sono davvero i nemici?” La risposta che dà il dottor Llyod dovrebbe essere udita da molti capi di governo attuali direi... Si consiglia quindi la visione a tutti coloro che vorranno rifarsi gli occhi in un film curatissimo e dalla trama semplice, ma profonda.