First look Blue Dragon RalΩGrad

Obata regala troppa grazia ad una storia mediocre

Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Draghi, belle ragazze e arcani poteri

Dopo il grande successo di Hikaru no Go e Death Note, Takeshi Obata non ha riposato sugli allori e si è rimesso subito all'opera, sfornando, tra gli altri, il qui presente Blue Dragon RalΩGrad in collaborazione con Tsuneo Takano.
Shonen fantasy in verità non molto originale, Blue Dragon narra di Ral, un quindicenne che ha vissuto tutta la sua vita rinchiuso nell'oscurità al fine di evitare che l'ombra simbionte dentro di lui potesse fuoriuscire e ribellarsi agli umani che l'avevano imprigionata. Di fronte ad un pericolo ancora maggiore però, Ral e il suo ospite Grad vengono liberati, al fine di sconfiggere le orde della Regina delle ombre Opsquria. Essendo vissuto sempre nelle ombre, Ral è all'oscuro di come va il mondo e le uniche nozioni che conosce sono quelle impartitegli dalla sua avvenente istitutrice, Mio, e questo dà il la alla maggior parte delle gag (molte delle quali a sfondo sessuale e piuttosto infantili, ad essere sinceri). Ben presto, Ral intraprende un periglioso viaggio al fine di sconfiggere gli eserciti delle ombre, desideroso di “far contente” tutte le donne del pianeta (salvandole dalle ombre) e di “ricompense” da parte delle stesse. Questo manga è tratto dal videogioco Blue Dragon per Xbox, dal quale si distacca largamente sia nel chara design (originariamente creato dallo Studio Bird di Akira Toriyama) che nelle tematiche, concedendosi ampie digressioni dedicate al fanservice, ai limiti massimi concessi ad un fumetto di Jump. La lettura procede scorrevole, i combattimenti sono serrati, e il tratto di Obata è sempre meraviglioso: purtroppo però i personaggi sono appena abbozzati e riescono a rendersi odiosi molto facilmente, mentre la storia scopiazza qua e là idee da classici quali Bastard!!, Ushio e Tora e Naruto. Frivolo e pieno di stereotipi, si presta dunque ad una lettura “da ombrellone”. L'edizione italiana è ben curata a livello di traduzione e lettering, ma purtroppo delude sul marketing. Un fumetto così breve (appena quattro volumi) l'avremmo apprezzato maggiormente con cadenza mensile anzichè bimestrale, e soprattutto avremmo preferito, visto il prezzo non certo esiguo (3.90 €), la sovracopertina a degli adesivi piuttosto insignificanti.