First look Break Blade

Ligat Arrow è l'unico Unsorcerer di Cruzon, capitale basata sull'energia magica. Uno scontro tra fazioni e vecchie amicizie si i

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Cosa accade quando un colosso come Giochi Preziosi decide di entrare nel mondo dei manga? Semplice, fa un colpaccio, si prende i Kappa Boys e pubblica sotto il logo della GP Publishing un ricco parco di manga, uno tra i quali Break Blade di Yunosuke Yoshinaga.

Magia e Tecnologia

Cruzon è il continente in cui si svolge la vicenda, luogo in cui gli abitanti nascono con una particolare abilità manuale: l’abilità innata di manipolare i quarzi raccolti dal sottosuolo; ben presto la particolare capacità viene soprannominata Magia.
Ligat Arrow sembra l’unico a non possedere prerogative magiche dal momento in cui non riesce a compiere nemmeno le azioni più elementari di modifica, di conseguenza viene soprannominato Unsorcerer, il non-mago. La trama fa un salto temporale di vent’anni avanti, momento in cui Ligat viene chiamato dalla capitale Krisnha direttamente da Re Hodur, affiancato dalla moglie, Sigyn, amici di vecchia data fin dai tempi dell’Accademia Militare Nazionale di Assam. A completare il quadretto manca Zess, l’ultimo dei “quattro cadetti terribili” ma Ligat viene a conoscenza di un terribile fatto: Zess è ora il principale nemico dello stato a causa di un colpo di stato proprio in Assam, teatro dello scontro tra le condeferazioni di Atenes e Orlando. A capo della vittoriosa Atenes c’è proprio Zess, ora impegnato in una sortita ai danni di Hodur e della sua amata città di Krisnha. Nel mondo di Cruzon le battaglie vengono combattute tra soldati a bordo di speciali esoscheletri, denominati Golem e azionati sfruttando l’energia magica tramite i quarzi e proprio le truppe di Zess mostrano quale sia la vera potenza dei Guerrieri Magici di Classe Superiore.
Ligat scopre subito quale sia il motivo della sua presenza nella capitale: i soldati di Hodur hanno ritrovato un Under Golem, un mech di concezione antica dato che non c’è traccia di quarzo per azionarlo. Il protagonista finisce a bordo del particolare automezzo e lo mette in moto utilizzando dei particolari comandi manuali che non rispondono al magic power del popolo di Cruzon. Il protagonista salva Hondur dagli attacchi di Zess e soci, i quali devono battere in ritirata sia a causa della potenza inaspettata dell’Under Golem che dall’esercito di Krhisna. Da qui ha inizio la vera e propria storia di Break Blade, tra flashback dei protagonisti, in cui si viene a conoscenza di alcuni particolari davvero interessanti, tra cui il motivo dell’attacco di Zess, oppure una sorta di affezione particolare di Sigyn verso l’eroe Ligat.
Il vero live motiv di Break Blade si consuma nella guerra tra le fazioni di Cruzon impreziosito dal rapporto dei quattro ragazzi e del loro passato da amici, divisi da ragioni più grandi di loro: Hondur è il classico sovrano per cui la vita del popolo e del suo regno ha la massima priorità su tutto, Ligat è l’eroe che esce dagli schemi del proprio mondo ma che ha a cuore gli amici e Zess è il fratello minore del Grande Cancelliere macchiatosi di un crimine che vuole lavare conquistando Khrisna, luogo di estrazione dei quarzi particolarmente fertile. La caratterizzazione dei personaggi è uno dei punti di forza di Break Blade come lo è il tratto dell’autore: Yoshinaga è particolarmente preciso nei dettagli sia a livello di personaggi che ambientale, alternando momenti di staticità con fasi in movimento senza mai cadere nella sensazione di caos in cui non si capisce bene quello che stia accadendo. Anche l’utilizzo del chiaro-scuro viene sfruttato in maniera particolarmente ispirata, ad esempio quando Yoshinaga vuole mostrare in che modo la vista dei soldati a bordo di un Golem viene modificata oppure in sezioni particolarmente violente.
La trama di Break Blade non brilla per particolare originalità dato un roster di personaggi che sfiora molti canoni visti e stravisti mentre l’utilizzo dei Mech ricorda molto altri manga di successo. In contrapposizione la possibilità di impennare la storia intraprendendo vie mai battute rimane sempre aperta e l’abilità di non far capire in che direzione si estenderà l’intera vicenda è ormai rara in questi ultimi tempi.