First look Duck Tales

Dopo Topolino, Warren Spector si cimenta con Zio Paperone

Articolo a cura di
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Suvvia, Zio Paperone esplorava le viscere delle montagne e i fondali oceanici alla ricerca di tesori decenni prima di Indiana Jones. E' in lui il fascino dell'esplorazione, la curiosità del viaggiatore e, naturalmente, il fiuto per gli affari.
Questo è ciò che pensa Warren Spector, apprezzatissimo game designer di Thief e Deus EX, a proposito del personaggio Disney conosciuto negli Stati Uniti come Uncle Scrooge, ideato da Carl Barks nel 1947 quale papero avido e avaro, manco a farlo apposta una versione piumata dello Scrooge di A Christmas Carol di Dickens.
La barba grigia spuntata (ma non tagliata) di fresco, un maglioncino azzurro - grigio e un largo sorriso: questo il look con cui Spector si era presentato sotto il caldo sole di Los Angeles durante lo scorso E3, quello che presentò in pompa magna Epic Mickey per Nintendo Wii. Il gioco completo ci lasciò decisamente sorpresi, specie nel modo con cui il veterano dell'industria videoludica "sporcò" la coccolatissima immagine di Topolino, mettendolo di fronte ad un mondo oscuro e popolato dai suoi incubi peggiori. Dovevamo comunque aspettarci che il rapporto con Disney non si sarebbe esaurito con questo videogioco, il livello di affezione che ha per paperi e topi è inappagabile.
Certo, chi se lo sarebbe aspettato che il suo successivo lavoro fosse una nuova serie a fumetti basata sulla serie televisiva Duck Tales. Dal topo per eccellenza ad un papero ben diverso, vecchio e burbero nell'originaria visione di Barks, intraprendente e tenace nella Dinastia dei Paperi di Don Rosa, tenero e chiacchierone in Duck Tales. Quale approccio avrà adottato Spector nello scrivere il fumetto di Duck Tales?

A lifetime of adventure

La casa editrice Kaboom Studios, solitamente alle prese con graphic novel dal taglio maturo, ha conosciuto di recente un certo successo negli Stati Uniti riproponendo in chiave fumettistiche alcune serie televisive degli anni '80 firmate Disney. Se siete cresciuti in quei pomeriggio non potete non aver visto sul piccolo schermo Rescue Rangers (i nostri Cip e Ciop), Darkwing Duck e ovviamente Ducktales. Per quest'ultima l'editore è già pronta una serie in dodici numeri a cadenza bimestrale, il cui primo albo ha debuttato in terra natia il 25 Maggio.

La trama prende avvio dall'inaugurazione del museo all'interno del quale Zio Paperone esibisce (stipa?) i cimeli e le cianfrusaglie raccolte in tutta una vita da esploratore. Lo stesso vecchio miliardario non ha perso lo smalto ed infatti carambola all'inaugurazione dell'esposizione paracadutandosi dal rosso aeroplano pilotato dal fido Jet McQuack.
In coda per entrare (15 dollari il biglietto) ci sono proprio tutti: i nipoti coccolati dallo zio (Qui, Quo e Qua. Paperino s'è, come nella serie tv, arruolato in Marina) e l'eterno secondo Rockerduck, intento sin dalle prime vignette a criticare le lucrative mosse del rivale in affari.
Le sale del museo sono adornate da oggetti, tutti del colore preferito da Paperone: l'oro. "Attraverso la Storia, in ogni cultura - spiega ai visitatori - è stata la più preziosa sostanza. La tinta dorata rende ogni cosa più bella. I galeoni, ma anche una semplice pepita".
Ogni cimelio è il ricordo di un'avventura, di una sfida, di una regione del mondo, di un maleodorante budino di pastinaca. Ma anche il ricordo di certi mezzucci, piccoli inganni, disoneste bugie, senza le quali certi oggetti non si troverebbero all'interno di un museo. Il papero più ricco del mondo ha una crisi di coscienza e fa di tutto per superarla restituendone alcuni ai legittimi proprietari: qualcosa, però, va storto e un losco figuro li sottrae dai camion che stanno effettuando le consegne.
Chi si cela dietro la maschera? I Bassotti? Amelia? L'invidioso Rockerduck? Nemici vecchi o nuovi?

Spector si rivela un discreto sceneggiatore, nascondendo tra le righe rimandi sia alle storie di Barks sia alla serie animata rispettando così il continuum narrativo. Si nota tuttavia l'intenzione di rivolgersi ad un pubblico giovane, probabilmente al primo contatto con gli eroi Disney: manca quindi l'ulteriore approfondimento caratteriale che il game designer si era concesso con Epic Mickey, i dialoghi paiono lineari e le immagini prive di ambiguità.
I disegni sono di Miquel Pujol, fumettista catalano particolarmente noto al pubblico europeo, a lungo collaboratore con le testate Disney italiane. Il suo lavoro su Duck Tales si fa apprezzare per un uso intenso dei colori; il tratto è anch'esso molto semplice, lineare, prossimo allo stile adottato nell'ultimo decennio dalla stragrande maggioranza dei disegnatori Disney.

Duck Tales Warren Spector aggiunge anche un fumetto al suo già lunghissimo curriculum videoludico. Protagonista è il suo papero preferito (Zio Paperone), il setting è quello della serie televisiva Ducktales, la quale sarà costantemente richiamata a giudicare dalla trama del primo numero: il miliardario ha una crisi di coscienza e intende restituire tutti i tesori ottenuti con l'inganno, ma qualcuno è pronto a sottrarglieli di soppiatto. Il fumetto si svilupperà in dodici albi. Attualmente non si hanno notizie sull'eventuale pubblicazione italiana.