First look First Look Ecchi

Questo speciale è dedicato a tutti i porcellini di Animeye, buona lettura!

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Ecchi... ma non è uno starnuto

In questo speciale andremo ad analizzare quattro serie, di recente produzione, appartenenti al genere ecchi. Ma cosa significa? I più smaliziati conoscono bene questo termine; per tutti gli altri, indica una spiccata tendenza all'erotismo. Abiti attillati, seni e mutandine ben in vista e situazioni piccanti, ma senza mai mostrare l'atto sessuale vero e proprio, sono i caratteri salienti di questo genere che fa della storia un aspetto secondario.
Il tutto viene spesso mascherato con contaminazioni da altri generi: vedremo quindi prosperose ragazze strette in abiti succinti che se le danno di santa ragione; oppure innocenti (all'apparenza) commedie scolastiche dal nutrito cast femminile che fa di tutto per conquistare il fortunato di turno, arrivando persino a spogliarsi con estrema facilità.
Andiamo quindi a presentare le serie che compongono l'articolo: Kanokon, Strike Witches, Sekirei e Queen's Blade.

Kanokon

Kouta Oyamada è un timido studente di prima superiore, molto più piccolo di quello che sembra in realtà. Vissuto in campagna, si trasferisce in città per frequentare la nuova scuola, ma durante il primo giorno, l'incontro con la bella sempai Chizuru Minamoto segnerà una decisa svolta nella sua vita. Un giorno infatti, la ragazza lo chiama nell'aula di musica. Una volta soli, Chizuru rivela a Kouta i propri sentimenti d'amore, spingendosi oltre con esplicite avances sessuali che vengono rifiutate, complici anche la sorpresa e l'imbarazzo. Ma per una serie di eventi, ci viene svelata la vera natura di Chizuru; essa infatti è uno spirito, una volpe per essere precisi. Kouta verrà così coinvolto suo malgrado in situazioni a volte anche pericolose, superate grazie al rapporto che si instaurerà fra i due. Il successivo arrivo di Nozomu Ezomori, uno spirito lupo, non farà altro che complicare ulteriormente la situazione. Innamoratasi anch'essa del povero Kouta, si andrà a creare un triangolo con situazioni estremamente piccanti ed esilaranti allo stesso tempo. Attorno ai tre amanti ruota un cast di comprimari che sapranno accativarsi le simpatie dello spettatore.
Ma il laif motif che contraddistingue Kanokon è ben altro: viene posto un nuovo limite a ciò che si può mostrare senza sfociare nell'hentai vero e proprio. Vedremo quindi Chizuru approciare Kouta con indosso soltanto un grembiule, oppure infilarsi completamente nuda nel suo letto, arrivando nei casi limite alla molestia sessuale, ma sempre mantenendo una certa vena umoristica e spensierata.
Anche la piatta concorrente Nozomu non è da meno; dovrà fare parecchia fatica per reggere il confronto con il generoso seno di Chizuru, creando alcune delle situazioni più divertenti di tutta la serie: un perfetto esempio è il costume da bagno composto da tre cerotti soltanto, posti sulle parti “strategiche”.
Sorretto da una realizzazione tecnica di alto livello, cosa rara per questo tipo di produzioni, Kanokon è un anime leggero e spensierato che non mancherà di farvi sorridere con i suoi pazzi personaggi e le situazioni ad alto tasso erotico. Da vedere soltanto se appassionati del genere, tutti gli altri troveranno alcune situazioni decisamente eccessive.

Strike Witches

Ci troviamo in un'Europa alternativa, collocata in un periodo storico simile agli anni '40. La magia è una realtà, ma solo poche elette sono in grado di usarla e guarda caso si tratta di giovani ragazze. Da molti anni è in atto una guerra contro un misterioso nemico denominato “Neuroi” e soltanto queste ultime sono in grado di opporsi efficacemente ai continui attacchi. Viene costituita così una speciale task-force, riunendo varie maghe da ogni nazione; nascono così le Strike Witches. Il nome deriva dallo speciale mezzo che permette loro di volare e intercettare così i nemici, l'unità Striker: si tratta infatti di una sorta di propulsore che viene indossato sulle gambe, alimentato con la magia.
E veniamo alla protagonista: Yoshika Miyafuji, una giovane giapponese che si unisce allo squadrone dopo aver appreso la morte del padre, l'inventore dell'unità Striker. Una volta alla base socializza col resto del cast che compone questa serie: troviamo così la timida Lynette Bishop, o l'energica vice-comandante Mio Sakamoto, o ancora l'infantile e spensierata Francesca Lucchini. Tutte hanno una caratterizzazione peculiare che le contraddistingue, portando lo spettatore ad affezionarsi all'una o l'altra, a seconda delle preferenze. Durante l'arco dei dodici episodi di cui è composto, Strike Witches alterna scene di combattimento aereo ottimamente realizzate a momenti di relax, soffermandosi sui singoli personaggi, raccontandone la storia e il profilo caratteriale.
A questo punto vi starete chiedendo dove risiede la componente ecchi in tutto questo; ebbene, le nostre eroine indossano solamente le mutandine, niente gonne o pantaloni di sorta, con la regia che ci regala maliziose inquadrature degne dei migliori guardoni. Immancabili anche le scene di nudo al bagno, marchio di fabbrica del genere. L'apice però viene raggiunto con il settimo episodio, dove metà del cast gira senza mutandine per gran parte del tempo, causando simpatiche situazioni.

Sekirei

Minato Sahashi è l'archetipo del fallito: disoccupato, impacciato con le donne e ripetente per ben due volte all'esame di ammissione universitaria. Depresso, vaga per la città senza meta, quando all'improvviso una procace ragazza gli cade letteralmente fra le braccia; si tratta di Musubi, che più tardi si scoprirà essere una Sekirei, una delle 108 misteriose entità create dal gruppo MBI. Musubi rivela a Minato di essere in cerca del suo Ashikabi, colui che le permetterà di esprimere il suo vero potenziale e partecipare così al “Piano Sekirei”, un violento torneo che culminerà con un unico vincitore che avrà il diritto di ascendere al cielo col proprio Ashikabi.
Minato accetta venendo coinvolto suo malgrado in qualcosa molto più grande di lui ma, grazie all'aiuto di Musubi e, successivamente, di altre Sekirei aggiuntesi ai due, riuscirà a superare le difficoltà che gli si pareranno davanti.
L'anime è contraddistinto da uno stile molto particolare, dal tratto semplice e graffiante e delle animazioni efficaci che rendono molto bene la potenza dei numerosi combattimenti di queste entità, dotate ognuna di un determinato potere e attitudine ad un certo stile. Ma, sotto alla maschera da shonen si nasconde l'anima ecchi di Sekirei: queste combattenti dal seno fuori misura infatti, sono dotate di vestiti che vengono immancabilmente ridotti in brandelli durante gli scontri, lasciandole spesso completamente denudate e in balia dello spettatore.
Tuttavia, oltre a queste situazioni e alcuni momenti durante il classico bagno, la cosa risulta poco marcata rispetto ad altre produzioni ben più spinte. Sekirei, in definitiva, è un anime senza troppe pretese che diverte e intrattiene, con una storia totalmente al servizio del fan-service.

Queen's Blade

Ogni quattro anni si tiene un torneo per decidere chi sarà la nuova regina. Le regole sono semplici: le partecipanti devono avere più di 12 anni ed essere intelligenti, e non devono essere umane. Ogni arma può essere usata e l'uccisione dell'avversaria è permessa.
Reina è una giovane di famiglia aristocratica scappata di casa per trovare la propria strada nel mondo, ma ben presto si rende conto di quanto sia pericoloso al di fuori delle mura del suo palazzo: infatti viene subito attaccata da Melona, un demone con le sembianze di una formosa ragazza. Impotente di fronte ai suoi attacchi, Reina sembra destinata a morte certa, ma l'intervento della guerriera Risty risulta provvidenziale. Pensando alla possibile ricompensa, riporta la ragazza al punto di partenza, dove la aspettano le due sorelle Claudette ed Elina: ma una serie di circostanze fortuite unite ad un nuovo attacco del demone Melona, fanno sì che Reina possa cominciare un nuovo viaggio in compagnia di Risty.
Questa a grandi linee la trama del primo episodio che ci introduce al mondo di Queen's Blade, che risulta in fondo un mero pretesto per mostrare il più possibile le nudità delle protagoniste. Armature succinte e improponibili strizzano i generosi seni, lasciando ben poco spazio all'immaginazione dello spettatore. Il tutto, purtroppo, è sorretto da una realizzazione tecnica scadente: i disegni sono curati, ma troppo spesso assistiamo a deformazioni dovute forse all'inesperienza dello studio di produzione. Anche le animazioni sono altalenanti, passando da fasi molto buone ad altre decisamente sotto la media; in questo genere di anime, dove ci si aspetta una certa cura del “dettaglio”, ARMS pecca clamorosamente, sprecando un brand importante con questa trasposizione del noto gioco da tavolo omonimo.
Resta comunque un ottimo passatempo per tutti coloro che vogliono vedere belle ragazze seminude impegnate in furiosi combattimenti.