First look First Look Japan Marzo 2009

Tytania, Linebarrels, Regios e Casshern Sins

Articolo a cura di

Direttamente dalle TV giapponesi

In questo First Look analizzeremo brevemente quattro anime che sono in onda in questo momento in giappone e faremo tappa su titoli molto diversi tra di loro e adatti a tutti i palati, dalla space opera "figlia d' arte", all action puro con contaminazioni fantasy, al robotico dal giusto mix di retrò e moderno per finire col ritorno di un grande classico.

Tytania

Il primo anime di questa breve carrellata è una space opera che inscena, in un alquanto lontano futuro, una galassia in cui tra i suoi corpi celesti regna apparentemente una monarchia, ma dove in realtà tutto è gestito dai Tytania, potente famiglia che, da 200 anni, è di questa galassia la non ufficiale padrona. Nei primi episodi ci verranno quindi presentati setting e personaggi, in particolar modo ovviamente le 5 più importanti figure di questa famiglia, formata da un regnante e 4 duca. Il tempo per scegliere un nuovo regnante è alle porte e quindi assisteremo al conflitto interno tra i 4 sopracitati duca che si contenderanno tale ambito titolo. Insieme a loro però faremo anche la conoscenza del vero "protagonista" della serie se proprio vogliamo pensare in modo manicheo, ovvero Fun Hyulick, giovane ammiraglio senza esperienza, ma dall'innegabile ingenio e abilità in battaglia; riesce infatti a riportare una vittoria contro uno dei duca di Tytania contro cui ovviamente nessuno è mai riuscito ad opporsi. Tale successo gli farà guadagnare popolarità e per colpa di questo si troverà ben presto invischiato nella solita faccenda più grande di lui.
Tratto da una serie di romanzi, è prodotto in pratica dagli stessi creatori di Legend Of Galactic Heroes, il quale, sebbene sconosciuto ai più, può esser considerato a tutti gli effetti un'opera di indubbio spessore, e di cui Tytania sembra ripresentare alcune caratteristiche, come il genere o l'ambientazione spaziale, l'impero e il suo avversario geniale, ma dal carattere disinvolto e quasi svogliato. In realtà se ne distacca in modo abbastanza netto, fosse solo per via della quantità di episodi a disposizione delle 2 serie (108 di LOGH contro i soli 24 di Tytania), e quindi di conseguenza anche spessore dei personaggi e intrighi della trama ne risentono... Tuttavia restano alcune analogie anche nei tempi della serie, con periodi lenti, tanti dialoghi e poca azione, ma dopotutto è nata col preciso intento di esser così. L'ultima cosa che probabilmente avrà in comune col suo illustre predecessore, sarà il dividere il pubblico, tra chi la troverò un opera degna e di uno spessore difficile da trovare nel panorama odierno e chi invece non riscontrerà nulla o quasi di interessante... Voi da che parte sarete?

Koukaku No Regios

In quello che sembra un futuro post-apocalittico, in cui enormi creature chiamate Limbeekoon sono ormai padroni delle terre e, insieme ad un clima ostile, costringono gli esseri umani a vivere in citta semoventi, si snodano le vicende di Koukaku No Regios. Tratto da una serie di light novel (ancora in corso) il titolo è essenzialmente un anime d'azione in quanto gli scontri tra persone e Limbeekoon saranno uno dei fulcri della storia e siccome ogni città deve prepararsi a difendersi da queste temibili bestie, ha al suo interno delle scuole/accademie militari, dove individui dotati di capacità fuori dal comune nel campo del combattimento troveranno modo di allenarsi e migliorarsi. Ed è proprio in una classe di queste accademie che finirà volente o nolente il nostro protagonista, tale Leyfon, anche se in realtà non sarà proprio una decisione dettata del caso...
Regios soffre principalmente di 2 difetti: il primo è l'essere troppo stereotipato; il protagonista fortissimo, ma che si trattiene, dal passato oscuro misterioso, il solito harem di ragazze che si innamorano di lui per nulla/a prima vista/per un paio di paroline scambiate, il tipo che fa il figo, la ragazzina silenziosa e chi più ne ha più ne metta. Il secondo problema è quello di essere standard in tutto. Nulla brilla o è particolarmente curato, il character design stravisto, la trama semi-inesistente o le musiche che anzi spesso sono pessime (elettronica scadente). Detto questo comunque, non dimentichiamoci che essendo questo un first look, non rappresenta una bocciatura completa di tutta la serie, che magari potrebbe riservare qualche sorpresa finale o addirittura una seconda stagione, ma per il momento ci sentiamo di consigliarlo solo agli amanti degli action e a chiunque segua una serie anche solo per puro intrattenimento, senza ricercare chissà quale significato o qualità nascosta e che non si faccia problemi davanti a numerosi clichè.

Linebarrels of Iron

Linebarrels of Iron

Sono Kouichi Hayase... e sono il paladino della giustizia!

Eccoci arrivati al robotico e si, il protagonista autore della frase qui sopra è abbastanza esaltato. Kurogane no Linebarrels è tratto da un manga ancora in corso nella terra del sol levante, edito anche in Italia e racconta di come la vita di Kouichi verrà ovviamente sconvolta “dall'incontro” con il Linebarrels che è il classico mech all'avanguardia che spetta al protagonista, anche se in verità tutti i Machina (così sono chiamati i robot in LoI) hanno un design decisamente superiore alla media, abbastanza ricercato ed originale. Il design dei personaggi è invece opera di Hisashi Hirai (Fafner, Gundam Seed, Infinite Ryvius e tanti altri), sicuramente un nome conosciuto agli appassionati di anime che il suo stile piaccia o no. Restando sul piano tecnico, i personaggi creati da Hirai si devono “fondere” con i mech che sono invece interamente realizzati al computer, scelta che a molti forse farà storcere il naso, dato che in passato quando si aveva a che fare con tale tecnica i risultati andavano dall'appena decente all'inguardabile, ma che in realtà stavolta si rivela azzeccata, forse grazie ad un budget maggiore. Fatto sta che il risultato non è affatto male sopratutto se lo show è visto in alta definizione: lo stacco tra i 2 differenti stili di realizzazione non è male e le animazioni sono più che dignitose.
La pecca più grande di quest'anime è quella di soffrire il confronto col suo gemello cartaceo, che gli è diverse volte superiore in tutto, in particolar modo in 2 cose essenziali e cioè la trama e la caratterizzazione dei personaggi. Ultimo consiglio quindi, guardatelo solo se non seguite anche il manga, sarebbe come seguire una storia storpiata e peggiorata e peggio ancora con spoiler del manga, in caso contrario invece potete tranquillamente godervi la visione di Linebarrels sopratutto se siete alla ricerca di un robotico d azione.

Casshern Sins

Casshern, meglio conosciuto qui in Italia col nome di Kyashan, è sicuramente un'icona per un determinato tipo di pubblico, forse non più giovanissimo ora, ma che certamente ricorderà le vicende del famoso ragazzo che abbandona la sua umanità facendosi trasformare in androide per intraprendere una disperata lotta contro i robot, che in quanto creati per proteggere e salvaguardare il pianeta, vedono proprio nell'uomo la principale minaccia ad esso. Casshern quindi si troverà non solo a essere odiato e combattuto dai robot, ma anche dagli stessi uomini per i quali mette in gioco la vita, perché in quanto androide non verrà accettato, ma odiato e discriminato anche da questi ultimi. Finita la (doverosa) parentesi sul Casshern che fu, passiamo all'ultima fatica degli studi Madhouse che prende il nome di Casshern Sins. Già, perché stavolta il nostro protagonista ha commesso un peccato, un grave peccato, in pratica ha portato il mondo alla distruzione, uccidendo “il sole che porta il nome della luna”. Il significato di queste parole naturalmente lo si scoprirà man mano addentrandosi nella visione, ma anche da questi piccoli accenni si può già constatare che la trama è stata riscritta ex-novo e ad accompagnare una nuova linea di narrazione c'è ovviamente anche un nuovo stile grafico; bello, potente e anche abbastanza originale, con un buon uso degli effetti e dei colori, che regalano scorci molto suggestivi nonostante nel mondo in distruzione che ci presenterà CS ci siano ben poche bellezze da vedere. Un classico riscritto in chiave moderna, attuale, ma non troppo, fedele eppure diverso, ma sempre e comunque da non perdere.