First look Karin

I drammi esistenziali di una vampira decisamente atipica...

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Karin

Se si parla di storie di vampiri, la prima cosa che viene in mente sono fiumi di sangue, oscurità, grotteschi omicidi e poteri trascendentali.
Detto questo, possiamo anche fare tabula rasa di tali pregiudizi, soprattutto perché in Karin non vedremo niente di tutto questo...
Karin Maaka, la protagonista della storia, è la seconda dei tre figli della famiglia Maaka, una casata di vampiri occidentali trasferitisi in giappone in un periodo indefinito del passato. Il problema, piuttosto inconsueto di Karin è che, invece che essere una succhia-sangue è una produttrice di sangue, nel senso che circa una volta al mese, il sangue in circolo dentro il suo corpo aumenta copiosamente e, se non eliminato in varie maniere, tende a uscirle dal naso in quantità tali che la zona intorno sembra talvolta la scena di un omicidio; Karin è quindi costretta a mordere una "preda" (umana) e iniettargli attraverso le zanne il sangue in eccesso e ad essere poi aiutata dalla piccola Anju, terza figlia dei Maaka, per cancellare la memoria della "vittima", poiché la nostra protagonista oltre ad essere un vampiro totalmente atipico è anche senza poteri e capace di girare tranquillamente di giorno.
Questo problema, già di per sé, dà molti grattacapi alla certo non inquietante vampira, ma l'arrivo a scuola di un nuovo studente, Kenta Usui, le complica ulteriormente la vita. Infatti la vicinanza di Kenta, ragazzo il cui sguardo induce il terrore nella gente, tende a far "aumentare" ulteriormente il sangue di Karin, dando luogo a un'infinità di malintesi di varia specie (questo gioca sul fatto che, nella cultura giapponese, il sangue dal naso viene spesso identificato con l'idea dell'eccitazione).

Per concludere, si può definire Karin come una commedia scolastica leggera e divertente, con un accenno di sovrannaturale, che gioca tutta la sua comicità su malintesi e situazioni al limite dell'assurdo, oltre che sui parodistici protagonisti.
L'edizione è mediamente di ottima fattura, con sovraccopertina, le pagine iniziali a colori, buone traduzioni, stampa e carta di ottima qualità e un prezzo, tutto sommato non troppo alto per la media attuale dei prodotti trattati con questa cura.