First look Monophobia

Quando i fantasmi iniziano ad apparire, Maiko arriva per aiutare.

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Terrorizzare l'uomo usando la propria immaginazione è un lavoro arduo per un artista. Lovecraft ci riusciva (e ci riesce tutt'ora) grazie a dei mostri inimmaginabili e grazie al suo modo di scrivere, ma al giorno d'oggi, cosa fa paura all'uomo? Qual'è il metodo migliore per incutere timore in un essere cosi evoluto? Gli americani hanno sempre puntato sull'ansia che un film o un gioco può incutere (pensiamo a Fear o un qualsiasi film dove sono le improvvise apparizioni a spaventare lo spettatore/giocatore), mentre il popolo nipponico aveva già capito tutto. Perché puntare sull'imprevidibilità e sull'ansia quando il modo migliore di spaventare è quello di imprimere nell'uomo il concetto della morte e della maledizione, trasformando i morti nelle creature dalle sembianze umane, ma dalle movenze paranormali. Per niente il cinema horror giapponese creò una vera e propria malattia, che gli americani cercarono subito di emulare. Il manga ha seguito vari tentativi e a volte è riuscito a sorprendere il lettore, le altre volte no. Questo mese ci troviamo di fronte a Monophobia, un'opera che vuole far breccia nella vostra mente attraverso il concetto del paranormale.

Vi capita mai di sentirvi soli e abbandonati? Quei momenti in cui parlare con qualcuno sarebbe davvero confortante per se stessi, ma non si trova nessuno disposto ad ascoltarti. Per Maiko Houdzuki, la protagonista di Monophobia, questi momenti non esistono. Lei non è mai sola. Non parliamo di un semplice modo di dire, ma del fatto che dentro la ragazza vive contemporaneamente il suo fratello mai nato, Maito. I due scambiano personalità e quindi a volte la ragazza ha il carattere del proprio fratello. Questa stranezza non è tutto però, infatti, Maiko ha anche la capacità di vedere i fantasmi. Due strane cose che per la ragazza sembrano cose più normali.
Un giorno la giovane vede il fantasma di una giovane ragazza a scuola e capendo che ella non è altro che un fantasma, la ignora. Dopo un po' di tempo il fantasma è ancora dietro a Maiko, senza voler lasciarla andare. In un corridoio il fantasma attraversa un ragazzo, Toono Kuuya, e al giovane iniziano a comparire frasi scritte sul corpo. Dal messaggio sul corpo del giovane Maiko e l'infermiere, che è anche un spiritualista, riescono ad escogitare il modo per rendere pacifico il fantasma. Dopo questa piccola vicenda iniziano le avventure della giovane, che con il suo alter ego maschile e con l'aiuto di Toono e del infermiere si buttano su altri casi.

Questo manga è un chiaro intento di mischiare l'horror nipponico a quello occidentale, che come abbiamo già detto è basato sul sorprendere il lettore. Possiamo dire con certezza qui i due autori riescono nel loro intento, per quanto sia possibile in un manga. Le prime pagine sono a colori e lo stile acquarello riesce a meravigliare anche l'occhio più esigente. Anche le pagine in bianco e nero sono disegnate da una mano professionista. Infatti sono proprio i disegni la forza trascinante dell'opera.
I dialoghi sono sceneggiati con grande cura e quasi mai ci si trova davanti a delle frasi fuorvianti. Anche quei dialoghi che sembrano inutili ai fini del racconto sono in realtà un espediente per far immergere il lettore nell'ambiente scolastico. Attenti però, perché questo manga ha un linguaggio a volte un po' troppo scurrile e quindi preparatevi per dei dialoghi non proprio politicaly correct.

Monophobia Il primo numero si conclude in modo da lasciare spaesato il lettore e invogliando ad acquistare il secondo numero. Naturalmente gli autori ci riescono. Il manga è interessante sotto il punto di vista dei disegni e dei dialoghi, un ottima lettura per gli amanti del horror.