First look Primavera

Commovente bande dessinée per Jiro Taniguchi

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

"Della tradizione manga ho studiato sopratutto l'efficacia descrittiva, la semplicità e la linearità del racconto. Del fumetto occidentale apprezzo la potenza espressiva del disegno". Jiro Taniguchi è da svariati anni una figura preziosissima nel panorama fumettistico mondiale, ponte d'eccezione tra la cultura editoriale di consumo del manga e il fumetto autoriale franco-belga. Non pago di aver corteggiato i maggiori fumettisti d'oltralpe, Moebius in primis, sino a conquistare la Legion d'Onore proprio in questo 2011, il mangaka di Tottori ha prestato la propria matita ad una inusuale sceneggiatura di Jean David Morvan (Silloge) uscita in quattro volumi per l'editore Dargaud. Un tomo per ogni stagione dell'anno, da un compleanno all'altro della piccola Capucine, dolce bambina affetta dalla sindrome di Down.
L'esperienza nasce circa dieci anni fa durante un pranzo di lavoro tra Morvan e Taniguchi, da cui emerge l'inusuale desiderio dell'autore de L'uomo che cammina di cimentarsi con una bande dessinée, la classica forma del fumetto francese. L'informale richiesta si è trasformata qualche anno più tardi nel ciclo Un Anno, di cui Primavera, in libreria da Settembre per Rizzoli Lizard, ne è il primo volume.

Dentro e fuori

Il bel visino vispo di Capucine dissimula una condizione emotiva e psichica instabile. La sua sindrome di Down non è descritta dai particolari fisiognomici del volto, non è uno stato persistente, bensì una serie di atteggiamenti spesso confusi con maleducazione. Questa ambiguità provoca scontrose reazioni negli altri, delusi da certi suoi comportamenti improvvisi e inconsueti. Capucine diventa così introversa suo malgrado, dipinge amici e famigliari in maniera ostile traducendo la loro tenerezza in pietismo. "Mi è sembrato che trattare i problemi della Sindrome di Down, della vita di un bambino - spiega Morvan - desse la possibilità migliore per poter parlare delle emozioni, della vita, delle relazioni, della sua famiglia".
Primavera si apre con la bambina in ginocchio lungo la battigia mentre solca la spiaggia con un bastoncino: ricrea l'effige di Durududù, l'amico immaginario incrocio tra Doraemon e il cagnolino che di lì a poco riceverà per il suo ottavo compleanno chiamandolo "Maschietto" (a voi scoprire la tenera motivazione del nomignolo). Ma anche l'irreale compagnia riflette nel corso dell'opera l'instabilità caratteriale della protagonista, non sarà sempre bianco e sorridente, ma talvolta virerà verso sfumature di grigio.
Il padre Stephane maldigerisce la malattia della figlia, non coglie l'irreversibile diversità e lotta senza tregua per assicurarle un'esistenza normale, in terza elementare insieme a tutte le altre bambine. Egli sbatte contro l'amara verità, che nonostante l'impegno la vita riserva degli insormontabili ostacoli. E' la crisi del suo modello di vita, del successo negli affari tradotto in tranquillità familiare: successo che lo ha portato ad essere un volto noto della ristorazione di Reims, mentre la moglie ha aperto un negozio di lingerie di lusso. Capucine sarà amata e coccolata, ma sancirà la fine dello stile di vita benestante della coppia. E con esso anche dell'affetto coniugale: Stephane degenererà fino al punto di tradire la moglie con la psicoterapeuta di Capucine.

Morvan serve una gran palla alla superstar Taniguchi scrivendo di una bambina complessa interiormente, ma apparentemente ordinaria all'esterno. Così l'autore di In una lontana città si inventa vignette come realizzate da un bambino in età prescolare per rendere percettibile al lettore la girandola emozionale di Capucine. Il risultato è estremamente apprezzabile, anche nella resa del colore, enorme sfida per il mangaka abituato al bianco e nero delle riviste nipponiche.
Tratto dolce e dettagli rigogliosi aggiungono vitalità ed espressività ad una linea "chiara" e striminzita, ma già allenata nel tratteggiare le profonde emozioni in pochi segni grafici. La stesura cromatica omaggia il realismo della sceneggiatura, sebbene la preferenza di tonalità calde pare rielaborare tutto l'amore che ha in cuor suo Capucine e al contempo tutta la beffarda incapacità di dimostrarlo fino in fondo.

Un Anno Con il ciclo Un Anno, di cui Primavera è l'interessante avvio, Taniguchi corona il proprio sogno di realizzare una bande dessinè, fumetto d'are franco-belga. Per la prima volta si cimenta con il colore in prima stesura, ma è senza dubbio il soggetto a destare maggiore interesse per tale fatica fumettistica: Capucine è una bambina affetta dalla Sindrome di Down incapace di mostrare efficacemente le proprie emozioni. Normale nell'aspetto e nell'apparenza, nasconde una dura incapacità di confrontarsi proficuamente con la normalità, per l'immenso scoraggiamento dei genitori.