First look Three

Rino ha 14 anni, e la sua vita sta per cambiare: ben presto, infatti,debutterà nel mondo della musica pop come idol.

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In questo first look cercheremo di esaminare, per quel che ci è possibile, “Three” l'ultimo lavoro di Fuyumi Soryo importato in Italia, benchè datato 1988, edito da GP Publishing. La mangaka è molto conosciuta nel nostro paese per essere l’autrice di : “ES” (Eternal Sabbath), “Cesare: Il creatore che ha distrutto”, ma in particolar modo per essere colei che ha dato vita a “Mars”, uno dei più noti e apprezzati shojo manga (specialmente in Italia) della fine degli anni novanta. Con “Three” la Soryo propone uno shojo di stampo classico, quindi molto simile alla sua opera più famosa, senza fenomeni paranormali o ambientazioni e personaggi storici (come avvenuto con i suoi ultimi lavori).

Il TRE e il SETTE

La trama di “Three” ruota essenzialmente attorno a due personaggi, Rino Kishimori e Kei Nakanome. Lei bella e innocente, lui affascinante e misterioso, entrambi quattordicenni, frequentanti la stessa scuola ed ambedue debuttanti nel mondo della musica. La prima come pop idol, il secondo come talentuoso chitarrista di un gruppo rock emergente. Dalla lettura del primo numero (molto corposo, composto da circa 320 pagine), emerge che i nostri protagonisti vivranno una storia d’amore minata da insidie e incomprensioni, dovute alle solite “persone scomode” ed alle loro impegnatissime carriere. Questo abbozzo di trama vi avrà fatto capire che non si tratta di un manga che rimarrà nella storia per la sua originalità o per il suo contenuto - del resto come molti altri manga - tuttavia “Three” riesce a cadere più in basso, riesce a toccare il fondo. Molti di voi, sfogliando le pagine, avranno immaginato una brutta copia di “Nana”, e solitamente le prime impressioni non si rivelano quasi mai veritiere, tuttavia “Three” riesce anche in questo. Il manga si presenta clamorosamente non come la brutta copia - essendo stato pubblicato nel 1988 - ma come la versione castrata, nella trama e nei personaggi, di "Nana". La Soryo crea un buon background (problemi familiari, personalità abbastanza variegate dovute a fatti personali, etc.) a tutti i personaggi che entrano in scena in questo primo numero, sia ai protagonisti che ai personaggi secondari, ma pecca in due punti fondamentali rispetto al manga della Yazawa. Il primo punto fondamentale, risiede nella banalità dei dialoghi - pieni di frasi fatte, frasi da bacio perugina insomma! - tanto banali da togliere identità ai personaggi, rendendoli estremamente piatti, come personaggi di una soap-opera, e con ciò non vogliamo affermare che in “Nana” ci siano dialoghi filosofici o ideologici, ma se non altro i personaggi si riconoscono soprattutto dal modo in cui parlano, dal modo in cui si esprimono (vedi Nana e Yasu), tanto da renderli più reali, più vivi. Ma a parer nostro, l'errore più pesante della Soryo è nella scelta che ha fatto riguardo i protagonisti, ovvero: proporre due personaggi principali di sesso opposto, rendendo molto più lineare e decisamente più banale l’intreccio della trama rispetto a “Nana”, che ponendo come protagoniste due donne, aggiunge molta profondità ad essa. Avendo noi la consapevolezza che i manga trattati abbiano contenuto pressoché nullo, ed abbiano come punto nodale trama-intreccio e personaggi, la scelta della Soryo risulta di fondamentale importanza. Concludiamo con la lettera di Barbara Rossi, colei che si è impegnata tanto per portare nel nostro paese questo manga, la quale afferma di non essersi mai persa una puntata di X-Factor, e paragona GIUSTAMENTE “Three” a quella sorta di programma televisivo. L’unica affermazione degna di nota è l’impegno che ella sta mettendo per l’abbassamento dei prezzi medi dei manga, come è successo per il primo numero di “Three” 320 pagine per il costo di 4.30€.

Three A nostro parere “Three”, oltre ad essere una versione castrata di "Nana" - non sarà la prima, tantomeno l’ultima che vedremo - manca completamente di profondità nella caratterizzazione dei personaggi, e di una trama quasi priva di intreccio. Speriamo in un miglioramento nei numeri successivi, speranza molto flebile visto il primo numero. Di conseguenza sconsigliamo l’acquisto a tutti i nostri lettori, ma consigliamo di acquistare altri prodotti targati GP Publishing, dato la loro campagna "più pagine, pari costo".