Intervista Dragonero: intervista agli autori

Luca Enoch e Stefano Vietti ci svelano i segreti della nuova serie fantasy targata Bonelli

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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Tramite il nostro primo special dedicato a Dragonero (potete leggerlo/rileggerlo qui) e la recensione in anteprima del primo albo della serie (la potete trovare qui), abbiamo cominciato a conoscere la nuova serie fantasy a fumetti tutta italiana firmata Bonelli e creata da Luca Enoch e Stefano Vietti.
Oggi vi presentiamo, in assoluta esclusiva, la nostra intervista a questi due noti fumettisti, che ci svelano i segreti di questa nuova, fantastica saga in tutte le edicole da martedì 11 giugno.

In poche parole, raccontateci cos'è Dragonero e perché merita di essere letto.

Enoch: DN è un fantasy classico, con l’eroe positivo, una compagnia di comprimari che lo affianca, esseri e animali fantastici tipici del genere, una buona dose di magia calata in un contesto storico riconoscibile e coerente, quello del medioevo europeo del XII secolo. Il fantasy è un genere narrativo “puro” che mancava alla casa editrice milanese e, secondo noi, era un vuoto che andava assolutamente colmato.
Vietti: C’è un sacco di avventura dentro... c’è un protagonista tosto con un bel gruppo di amici attorno che storia dopo storia ci siamo divertiti a infilare in un mare di pericoli... ci sono faccende di acciaio e arti oscure... intrighi politici, duelli e battaglie e viaggi, a cavallo o su animali volanti, dentro un mondo di paesaggi incredibili.

Siete entrambi autori di grande esperienza. Ma cosa vi ha spinto a cimentarvi con il fantasy classico?

Enoch: Direi l’amore per il genere, che personalmente mi folgorò ai tempi del liceo con la lettura del Signore degli Anelli e la successiva ricerca di ogni altro autore che potesse trasportarmi in quei mondi fantastici. In seguito arrivarono i fumetti di Conan il barbaro e il fantasy allucinato degli Humanoides Associés, con le incredibili tavole di Moebius.
Vietti: Ho sempre adorato il Fantasy, fin da ragazzino... mi ha accompagnato per anni tra libri, fumetti e film... era ora che cominciassi a scriverne un po’ anche io!

Dal 2007 -anno di uscita del primo volume autoconclusivo- ad oggi cos'è cambiato nella vostra visione del mondo di Dragonero? Avete apportato modifiche al concept, come alle volte succede passando dall'“episodio 0” ad una serie regolare, o avete semplicemente allargato l'immaginario?

Vietti: Il Romanzo a Fumetti uscito nel 2007 era la prima avventura di un progetto nato nel 1995... la sua evoluzione non si è fermata con il primo volume, ma è proseguita fino a diventare quello che sarà la serie mensile e oltre... non ci fermiamo di certo. Dunque le modifiche sono sempre dietro l’angolo... e l’immaginario si allarga di continuo.

Nel panorama fumettistico bonelliamo Dragonero è certamente una novità. Come li avete convinti a pubblicare un fumetto di questo genere, non usuale per la casa milanese?

Enoch: Prendendoli per sfinimento! Come ha scritto Stefano è dal ’95 che noi si tenta di far entrare il fantasy in casa editrice dalla porta principale e alla fine la costanza è stata premiata. Merito anche delle buone vendite del Romanzo in edicola e delle edizioni estere.

Cosa possiamo aspettarci in futuro da Dragonero?

Vietti: Avventura senza sosta... personaggi in costante crescita... colpi di scena... una continuity in continuo sviluppo come si conviene ad una saga Fantasy. Ma anche molte iniziative collegate al fumetto, come il gioco di ruolo in uscita a Lucca Games per Wyrd edizioni e l’app gratuita del mondo di Dragonero già disponibile sull’App Store che sarà aggiornata costantemente.