Intervista Intervista a Keiko Ichiguchi

Abbiamo incontrato la simpatica mangaka e scrittrice Keiko Ichiguchi

intervista Intervista a Keiko Ichiguchi
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Arriva sempre il momento di “iniziare a fare domande”: alcune di queste sono fuori luogo, altre sussurrate, alcune ancora sono guidate dalla curiosità. Di solito, il momento di fare domande, arriva appena dopo un lungo silenzio, uno scambio di sguardi o una semplice stretta di mano, almeno così dicono. Non è però questo il nostro caso, un'intervista è qualcosa di più, è un che di prezioso in un mare di inutili riunioni. Questo è vero soprattutto alla presenza di una ospite tanto gentile e disponibile come Keiko Ichiguchi, manga-ka con all'attivo opere come America, Oltre la Porta e il recente Dove Sussurra il Mare (un'artista che di certo non ha bisogno di presentazioni). Con lei abbiamo parlato della sua formazione, di come ha cominciato, del suo rapporto con l'Italia e anche, ovviamente, dei suoi lavori.
Grazie alla collaborazione fra la vostra beniamina Animeye, Kappa Edizioni e Studio Jare è stato possibile dare il via a questa interessante chiacchierata.
Ma non indugiamo oltre e andiamo ad iniziare!

Daniele Daccò: Ciao Keiko, per prima cosa ti ringrazio per aver concesso questa intervista ai nostri lettori. Apriamo con una domanda che va fatta, ad alcuni non piace ma non si scappa, va fatta. Parlaci un poco di te; cosa ti ha spinto fino a dove sei ora? Da dove nasce la tua passione?

Keiko Ichiguchi: Come agli altri bambini anche a me piacevano i fumetti da piccola. E come tanti altri bambini sognavo di diventare una fumettista. L’origine è molto semplice.

DD: C'è stato un momento di svolta nella tua vita che ti ha fatto dire: “Ok, io farò la fumettista” oppure è il frutto di un lungo percorso di maturazione?

KI: Diventare una fumettista è stato un puro sogno per me. Crescendo mi rendevo conto sempre di più di quanto è difficile questo mestiere. Perciò fino ai 21 anni fare i fumetti era solo un hobby anche se lo facevo con tanto impegno. Nell’ultimo anno dell’università, prima di cominciare a cercare un lavoro, ho deciso di partecipare a un concorso di fumetti per vedere se c’era una possibilità di continuare a coltivare questo sogno. Se non avessi vinto un premio avrei lavorato in una ditta di abbigliamento che mi offriva un posto rinunciando completamente ai fumetti.

DD: Sappiamo che hai una grande passione per l'Italia, la sua cultura e per i suoi abitanti, la tua laurea in lingua italiana lo conferma e anche la tua tesi sul nostro amato Dario Argento rafforza questa verità. Come nasce questo tuo amore?

KI: A dire la verità non avevo nessuna passione per l’Italia. Per una serie di motivi sono entrata all’università per lo studio delle lingue straniere e ho scelto il corso di italiano per caso. I film di Dario argento erano le uniche cose italiane che mi interessavano. I miei interessi verso l’Italia sono cresciuti notevolmente da quando ho cominciato a vivere a Bologna. Non si sa che cosa succede nella vita...

DD: Vivere qui ha influenzato il tuo metodo di lavoro?

KI: Mi sono rallentata molto. Cerco di fare possibilmente quello che mi convince e quello che mi piace. Vivendo in Italia ho imparato anche che progettare il futuro fino ai minimi dettagli spesso non ha senso... Cerco di fare quello che posso raccogliendo le occasioni davanti a me.

DD: Soffermiamoci per un istante sulla affascinante figura di Dario Argento, hai mai conosciuto il regista? I suoi film hanno in qualche modo segnato le tue opere?

KI: Sì, l’ho conosciuto quando è venuto a Tokyo per un festival di cinema. Grazie all’aiuto del mio professore l’ho intervistato. Era molto gentile e disponibile. Ho visto un suo film per la prima volta quando ero alla scuola elementare. Non penso che abbiano segnato le mie opere ma le cose misteriose mi affascinano sempre.

DD: Con l'arrivo in Italia nasce il tuo fruttuoso sodalizio con Kappa Edizioni, e vedono finalmente la luce anche qui da noi complessi capolavori come 1945 e America, che, assieme al precedente Oltre la Porta segnano il tuo ingresso ufficiale nella penisola.
Come hai vissuto questi importanti traguardi?


KI: Quando ho fatto Oltre la Porta non sapevo ancora bene la lingua italiana. Pensandoci oggi ero piuttosto audace. Come ho scritto prima ho cercato di fare quello che potevo e quello che mi convinceva. Vivere all’estero non è facile, soprattutto quando si tratta di un paese completamente diverso da quello di origine. La mia vita in Italia è stata sempre movimentata. Sinceramente non mi ricordo bene... È come se stessi correndo sbattendo la testa qua e là facendo casino!

DD: La tua carriera di autrice si amplia, quando, verso la fine degli anni novanta inizi anche a tradurre per il pubblico italiano manga dalla loro lingua originale. Hai quindi avuto la possibilità di studiare nel dettaglio numerosi autori di diverso stile: hai qualche artista che senti particolarmente vicino? O che stimi in maniera particolare?

KI: Vagabond di Takehiko Inoue è un’opera che racconta i valori che avevano i giapponesi una volta. Sento di volerlo e doverlo tradurre bene. Mentre sto traducendo attualmente Edgar e Allan Poe (il titolo originale è La famiglia Poe). È un’opera che mi ha segnata profondamente nella mia infanzia. La sua autrice Moto Hagio la considero un vero genio. Ammiro tutte le sue opere.

L'intervista continua nella prossima pagina!

DD: Ormai si può dire che sei Italiana quanto Giapponese, il tuo punto di vista è quindi privilegiato e puntato verso due culture profondamente diverse.
Quali sono le più grandi differenze che hai percepito fra le due realtà? Riesci a fare convivere entrambe le culture nelle tue opere?


KI: È difficile definire con poche parole le differenze fra questi due paesi... Per esempio, mi sembra che in Italia diano più importanza all’individuo, mentre in Giappone la si dà alla massa (eppure oggi sta diventano sempre più forte l’individualismo facendo così mancare il rispetto per agli altri e per la comunità). Gli italiani sanno arrangiarsi e i giapponesi sono bravi ad eseguire i progetti, ecc..
Visto che io stessa convivo con questi due paesi diversi non trovo particolari difficoltà nel realizzare le opere.


DD: Questa tua “Doppia Consapevolezza” è stata anche la chiave di volta che ti ha permesso di scrivere libri sulla cultura giapponese ma riferiti ad un target italiano.
“Quando i Giapponesi fanno Ding” è un esempio di questi sforzi, in esso illustri le divertenti sfumature del Sol Levante rese invisibili ai nostri occhi dalla distanza fisica che ci separa.
Secondo te come si vedono rispettivamente le due culture?


KI: Non posso sapere come si vedono le due culture... Spero che quello che scrivo possa essere un piccolo aiuto per cambiare gli stereotipi sul mio paese.

DD: Zoomiamo sulla tua ultima opera, cioè Dove Sussurra il Mare presentata anche a Lucca Comics 2010. La dolce Marina vive assieme al Padre sul Mare Adriatico, i problemi sono molti, il loro rapporto è complicato e la scomparsa della madre della ragazza è segnata da un terribile segreto. La poesia insita nel manga fa pensare ad un “fondo di verità”, raccontaci della genesi di Dove sussurra il Mare e il significato che ha per te...

KI: Lo sceneggiatore di alcune fiction televisive Leonardo Valenti mi ha mandato un racconto scritto da lui per chiedere le mie opinioni. Due cose del suo racconto sono rimaste nella mia mente: la scena in cui una ragazza annega nel mare e il fatto che la protagonista ha problemi con suo padre. Così col suo consenso ho sviluppato una storia completamente diversa dalla sua basata su questi due elementi.

DD: I tuoi lavori, come ad esempio Peach, Blue o La Vista sul Cortile, attingono direttamente dal tuo bagaglio di esperienze, un viaggio quasi intimo fra te e il lettore che tramite le tue storie può affrontare le stesse “avventure” vissute da te in prima persona.
Come vivi il tuo rapporto con i lettori? Ti senti in qualche modo “in confidenza” con loro?


KI: Nei fumetti, anche se non voglio, vengono fuori i miei sentimenti. Mentre nei libri si vedono i miei pensieri. Non so come evitare questo fenomeno. Infatti mi vergogno molto di rileggere i miei fumetti!

DD: Ci puoi dare un piccolo indizio sul tuo prossimo lavoro? Hai in cantiere un saggio oppure ti dedicherai ad un altro manga?

KI: Sto provando un fumetto umoristico per la prima volta. Sarà molto diverso dai miei lavori precedenti. Intanto ho appena cominciato a vagare fra le idee per realizzare un graphic novel. (Devo capire prima di tutto cos’è il graphic novel...)

DD: E per concludere una piccola curiosità: hai un anime preferito?

KI:YAMATO (la prima seria televisiva e i due primi film) è un’icona della mia infanzia!

DD: Grazie Keiko per la tua disponibilità e la tua dolcezza.