Intervista Intervista a Luca Buzzi e Giancarlo Di Pierro

Quattro chiacchere con Luca Buzzi e Giancarlo Di Pierro, reduci dal trionfo alle selezioni per l'ambito World Cosplay Summit

intervista Intervista a Luca Buzzi e Giancarlo Di Pierro
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Uno degli eventi di maggior spessore nell'ambito del cosplay italiano si è concluso da poche settimane. Durante la manifestazione si sono svolte le selezioni per il World Cosplay Summit localizzato a Nagoya, nella terra del Sol Levante. Quest’anno Luca Buzzi e Giancarlo Dipierro sono i vincitori dell’appetitoso contest grazie ad una interpretazione, tra l’altro davvero magistrale, di uno dei più famosi scontri intrinseci alla saga dei Cavalieri dello Zodiaco (Saint Seiya) tra Seiya di Pegasus e Aldebaran del Toro. Lasciamo la parola ai veri protagonisti dell’intervista.

La parola ai campioni

Animeye: Ciao Luca e Giancarlo, innanzitutto ci complimentiamo per la vostra vittoria come rappresentanti italiani al WCS 2010. Cosa avete pensato nell’istante in cui siete stati proclamati vincitori?
Luca: davvero? Mi si sta prendendo in giro...forse no ..evvai! ...black out di 10 minuti circa in cui ho pochi ricordi tipo ubriaco fradicio.
Giancarlo: Luca! E adesso cosa dobbiamo fare?

A: Quando vi siete iscritti alla gara, avreste mai sperato di poter vincere un premio così ambito?
L: ogni anno in cui ho partecipato (5) la speranza di poter vincere in fondo in fondo c’è sempre stata e ha contribuito anche a dar forza al mio lavoro.
G: no... sinceramente speravo in un premio... ma non in quello!
Quest’anno però decisamente ci credevo meno del solito in quanto le leggende urbane dicevano che vestiti già usati e premiati (quello di toro), persone che avessero già vinto premi sostanziosi di recente (io), un coppia di uomini non più ragazzi, vestiti ingombranti non avevano alcuna possibilità di vincere.

A: Come siete giunti alla scelta di due personaggi di Saint Seiya (I cavalieri dello zodiaco)?
L: la storia è un pò lunga. Due anni fa decisi, in coppia con un altro ragazzo (Isamele), di portare a Romics 2008 i costumi di Sagittario e Gemelli sempre da Saint Seiya. In contemporanea organizzai un gruppo per Lucca 2008 dei 12 cavalieri d’oro chiedendo a Giancarlo di fare Toro. Nel frattempo nelle fantasie con Isamele sognavamo, nel caso avessimo vinto, di realizzare in Giappone lo scontro epico tra Pegasus e Dragone facendo schizzare ovunque sangue e pezzi di armatura...
L’anno scorso però la scenetta di Romics fu troppo ambiziosa: i vestiti ingombranti, una scenografia eccessiva e poco tempo per esercitarci, ci impedirono di realizzare qualcosa di veramente buono.
Scottato da questa esperienza e desideroso di fare quel Pegasus che avevo immaginato per la gara in Giappone mi ripromisi per l’anno dopo di realizzare questo costume da portare a chissà quale fiera.
Quando poi a Lucca dell’anno scorso vidi la realizzazione di Toro di Giancarlo ci misi relativamente poco tempo a decidermi di tentare ancora l’avventura in coppia con Giancarlo con in mente un solo obiettivo: fare una scenetta dei cavalieri dello zodiaco come si deve disinteressandomi delle praticamente nulle probabilità di vincere date le ormai radicate credenze popolari che gravano attorno alle selezioni per il WCS.
G: lo hai voluto tu! Mettetevi comodi: qualche anno fa ho conosciuto Luca sotto le “Guglie del Dom de Milan” esattamente a Carnevale 2006 mentre esibivo il mio vestito... Si avvicinò timidamente e mi chiese se fossi un cosplayer... io indossavo la mia prima armatura del Marin del Kaos di Warhammer 40.000, fatta proprio per quell’occasione. Alla domanda di Luca seguì una mia riflessione su cosa fosse la parola cosplay e poi il verdetto “Uè selè sto cosplayer?” Luca mi spiegò cos’era e mi invitò a partecipare alla manifestazione che si sarebbe svolta a Milano il mese successivo...incuriosito e un po’ basito mi presentai alla manifestazione, mi iscrissi e vinsi come miglior costume maschile scoprendo un nuovo mondo, tra l’altro a me congeniale, finalmente un luogo dove poter incontrare dal vivo alcuni dei miei personaggi preferiti e mille altri ancora. Alcuni se devo dir la verità non li conosco, troppo moderni vista la mia veneranda età ma apprezzandone comunque la qualità sartoriale.
Un illuminazione folgorante mi colpì:”Ora posso finalmente costruire e interpretare i miei personaggi preferiti esibendomi con altri senza essere giudicato un pazzo”. La giornata si concluse con due grandi risultati: una stanchezza abissale e un numero sproporzionato di foto che mai nessuno mi aveva fatto in tutta la mia vita e per un attimo mi sentii una star. Avevo conosciuto il mondo dei cosplayer! Da allora non ho più smesso di sognare quali personaggi avrei voluto realizzare (e sono moltissimi)... Ne ho realizzati un paio: il mitico Dreadnought di Warhammer 40.000 e uno di Gears of War vincendo a Lucca comics alcuni premi nelle varie categorie.
Poi l’anno scorso Luca mi ha chiesto se volevo realizzare un personaggio dei Cavalieri dello Zodiaco, uno dei Cavalieri d’Oro. Considerando la mia mole, la scelta fu Aldebaran che io conoscevo pochissimo. Avrei preferito interpretare perlomeno il mio segno zodiacale Capricorno. Ho trovato però durante lo studio e la realizzazione del personaggio un particolare filo conduttore che mi univa a Toro: imponente, forte e riflessivo con un grande cuore... e forse un po’ mi rispecchio in lui... presuntuoso? Penso di no, perché sono qualità riconosciute anche da amici. In effetti sono stato estremamente fiero di aver realizzato Aldebaran.

A: In quanto tempo avete realizzato i costumi e che materiali avete utilizzato?
L: la realizzazione del mio vestito è partita a Dicembre dell’anno scorso ed è andata avanti a ritmi piuttosto blandi fino ad Agosto; ci avrò lavorato tra le 100 e 150 ore. Il materiale usato è acetato per il gonnelino, legno per le alette dell’elmo e poliver (plastica termoformabile) per tutto il resto.
G: ci sono voluti un paio di mesi, lavorando durante le sere libere, per realizzare in creta i master da annegare nel gesso per fare gli stampi. Poi ho utilizzato tre settimane di ferie per costruire in vetroresina i vari pezzi, resinarli e levigarli con la carta vetrata (che noia!).

A: Quanto è stata impegnativa la realizzazione dell’interpretazione?
L: la scenetta era la parte a cui questa volta tenevo maggiormente e ha dato il suo bel da fare.
Partendo dalle 2 puntate in cui Toro e Pegasus si scontrano abbiamo estratto 3 minuti di audio per comporre una scenetta che mixasse decentemente parlato e colpi. Oltre a questo abbiamo studiato qualche effetto speciale che sopperisse ai pochi contatti fisici che i personaggi si danno durante la scena. Infine abbiamo fatto molte prove registrandoci per capire i nostri errori e mostrare il video ad altri (colleghi, parenti e amici) che, conoscitori o no della serie, potessero darci qualche parere e cosiglio su come migliorare il tutto.
G: medio-alta, considerando la mia scarsa capacità di recitazione... ma un sacco divertente

A: Qual è stato l’avversario che temevate di più?
G: lascio a Luca la parola poiché conosco poco gli altri cosplayers
L: con l’idea che avessimo possibilità quasi nulle era difficile temere degli avversari.
In ogni caso c’erano partecipanti storici di questa manifestazione (sempre molto risoluti e determinati) la cui misteriosa scomparsa avrebbe effettivamente aumentato le nostre possibilità di vittoria. Tra queste c’erano Tatiana e Giulia con i loro personaggi di Final Fantasy, Ismaele e Nadia sempre da Final Fantasy e Aura Rinoa e Alessio con Dinasty Warriors.
Più temibile di tutti era però la coppia Selaine (che l’anno scorso aveva dimostrato di essere una maestra in scenette coreografiche) e Marika, un genio sartoriale che per la prima volta scendevano in campo assieme con vestiti di Trynity Blood.

A: State già lavorando al cosplay da portare al WCS 2010?
L: più che altro stiamo fantasticando molto su che personaggi fare e quanti accesori ed elementi di scenografia portare. Non mi sarebbe dispiaciuto riportare i costumi con cui abbiamo vinto ma le regole impediscono di usare personaggi tratti da Saint Seiya.
Non volendo ricadere nell’errore che feci 2 anni fa a Romics, ora stiamo tentando di trovare il giusto compromesso tra una scenetta e una scenografia che possano catturare appassionati e non senza andare in eccessi che potrebbero danneggiare la scenetta stessa. Trattenermi però è veramente difficile, in quanto, confidando molto nelle capacità di Giancarlo, avrei voglia di spingermi a costruire cose impossibili!.
Ciò che per certo sacrificherò è il costume “sbruffone” a vantaggio di uno più mobile.
In qualunque caso desidero però interpretare un personaggio che adoro veramente a costo di riutilizzare un costume che ho già fatto.
G: sforniamo idee a manetta... Io sono per i personaggi voluminosi

A: Avete qualche consiglio da dare ai cosplayer che il prossimo anno parteciperanno alle selezioni per il WCS 2011?
L: sono molto contento che con la nostra vittoria abbiamo smontato tanti miti e leggende che aleggiavano su questa gara e che facevano desistere molti maschi dal partecipare seriamente.
L’anno prossimo sono perciò sicuro che tanti “mostri del cosplay” maschile scenderanno in campo e le donzelle veterane, conscie di questo, chissà con quali vestiti e interpretazioni risponderanno.
Una “battaglia” cosi’ agguerrita non deve però intimorire chi ha intenzione di partecipare magari per la prima volta: concentrandosi sull’emulazione del personaggio che si vuole interpretare, amando la serie da cui ci si ispira, dedicando attenzione a fare qualcosa di non raffazonato , avendo l’umiltà di farsi valutare e criticare da gente con più esperienza, chiunque può ambire alla vittoria o almeno può riuscire ad ottenere un’approvazione del pubblico sufficiente a rendere indimenticabile la giornata passata a competere per le selezioni del WCS.
G: è importante divertirsi, non solo alle manifestazioni, ma anche a tutto ciò che le precede. Personalmente è il saper creare, plasmare i materiali e assemblarsi che mi intriga parecchio.

A: Vi ringraziamo per il tempo che ci avete concesso e vi auguriamo un grosso in bocca al lupo per la vostra avventura giapponese.
L: grazie a voi che ci fate sentire dei VIP. Indipendentemente dall’esito della gara speriamo di riuscire a fare qualcosa che possa piacere lasciando un buon ricordo della nostra partecipazione.
G: grazie a voi della pazienza per esservi letti tutta l’intervista. A presto