Intervista Japan Expo: Naoki Urasawa e Masao Maruyama

Naoki Urasawa e Masao Maruyama parlano d'animazione al Japan Expo

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Ieri pomeriggio si è tenuta una conferenza congiunta tra il mangaka Naoki Urasawa, famoso per aver creato titoli come 20th Century Boys, Monster, Pluto, e Masao Maruyama, uno dei co-fondatori dello studio Madhouse, che ha da poco dato vita ad un altro studio, il Mappa.
Urasawa ha ammesso che il suo manga preferito è Ashita no Joe (da noi conosciuto come Rocky Joe), ideato da Tetsuya Chiba, e trasposto in animazione dallo studio Mushi di Osamu Tezuka. Alla serie animata ha lavorato per la prima volta come direttore dell'animazione Shingo Araki, morto il primo dicembre del 2011, mentre l'ideatore del progetto è stato lo stesso Masao Maruyama. Urasawa ha ammesso che la prima volta che ha incontrato Maruyama, per prima cosa gli ha chiesto di parlargli di Araki, una richiesta che serve a far capire quanto la figura di Araki sia stata importante per l'animazione giapponese. Urasawa ha aggiunto che le caratteristiche dei personaggi della serie animata l'hanno colpito. Maruyama ha spiegato che queste caratteristiche sono state innanzitutto frutto del modo di disegnare di quell'epoca, ma ha sottolineato che al tempo stesso questo lavoro non sarebbe stato possibile senza la partecipazione di un buono staff (oltre ad Araki, c'è da ricordare la presenza di Akio Sugino come character design).

Urasawa ha iniziato a disegnare con tre colori, ma ha sempre preferito le matite nere, con cui creava anche le sfumature. Nel 1996 ha iniziato la sua carriera come disegnatore professionista, dando così una svolta alla sua vita. Ha avuto da subito un enorme successo, nonostante non avesse ancora creato un legame diretto con la Madhouse, che si è occupata della realizzazione dell'anime di Yawara (da noi Jenny la ragazza del judo) 23 anni fa, una serie sportiva sulla judoka Yawara Inokuma, che cerca di vincere le olimpiadi di Barcellona del 1992. La famosa campionessa di judo Ryoko Tani, vincitrice della medaglia d'oro alle olimpiadi di Sidney e Atene, è stata battezzata 'Yawara-chan/Tawara', per via della popolarità del manga di Urasawa. Urasawa ha inoltre ricordato che rispetto al manga, i personaggi della serie animata hanno preso direzioni diverse, una decisione presa dal regista Hiroto Tokita.
Il mangaka ha spiegato che per realizzare Yawara ha seguito incontri di judo in televisione e visionato diversi film incentrati su questo sport. Quando gli è stato chiesto se per realizzare una serie animata c'è un metodo che sovrasta sugli altri, Urasawa ha detto che partendo da alcune idee e con l'aiuto degli sponsor e della televisione, è possibile realizzarle, ma ha aggiunto anche che è un processo complicato e che forse Maruyama avrebbe potuto dare un'idea migliore sul processo di realizzazione delle serie animate. Maruyama ha difatti ribadito che la realizzazione degli anime è difficile per molte ragioni, a causa della ricerca degli sponsor e della televisione che deve trasmettere la serie, inoltre c'è da tenere conto del responso degli spettatori... Ha poi sottolineato come in Giappone vengono normalmente prodotte serie di 13 o 24 episodi, e quest'ultima tipologia richiede un impegno di sei mesi per la realizzazione. Per questo motivo ha deciso di accorciare l'anime e di realizzare un adattamento diverso rispetto al manga.

In seguito è stata mostrata una breve clip tratta dalla serie animata di Monster, realizzata nel 2004 dalla Madhouse. Inizialmente erano stati programmati un centinaio di episodi, una scelta molto rara per un cartone animato, specie oggigiorno. Il direttore dell'animazione Kunihiko Hamada si è occupato del character design dei personaggi, ed ha avuto il compito di dare ai personaggi delle caratteristiche più europee. Parlando dei suoi progetti per il futuro, Urasawa ha spiegato che la sua meta consiste nel continuare a impegnarsi per realizzare opere sempre migliori, in futuro. Maruyama non ha avuto che lodi per il collega, tanto da dichiarare che è difficile uguagliare il design e le storie del realizzatore di Monster.
Ritornando a Monster e ai suoi personaggi, Urasawa ammette che sono un po' dark; Nella serie viene descritta una società corrotta che da un certo punto di vista può essere definita 'comica'. Il mangaka ha ammesso che è stato difficile ambientare la serie nell'est, visto che il suo stile realistico ha richiesto molti dettagli, così come la narrazione della vita quotidiana in quei luoghi, elementi completamente diversi rispetto al Giappone.
Quando è stato chiesto se sarà possibile vedere un adattamento animato di Pluto, Maruyama ha spiegato che è da dieci anni che vuole realizzarlo, già da quando era alla Madhouse, ma per i prossimi cinque anni non vede possibilità. Questo a causa della difficoltà di adattare la serie per il piccolo schermo, decidendo come costruire l'episodio e quando interromperlo. Quando era iniziata la pubblicazione del manga su rivista, Maruyama sperava di realizzarne un film, se il manga fosse stato corto, ma invece è diventata un'opera voluminosa.