Intervista Mari Yamazaki - Tori Miki

La mangaka di Thermae Romae sbarca a Milano per incontrare i fan insieme al collega Tori Miki

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Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

A un mese di distanza dalla nostra prima visita, siamo tornati al Milano Manga Festival, la mostra dedicata ai fumetti giapponesi  alla Rotonda della Besana fino al 21 Luglio. L'esposizione è stata finalmente ultimata con un ampio scaffale dedicato ai gadget (spiccano su tutti chincaglierie di Evangelion e Shin Chan) e un rinnovo totale delle tavole esposte, disposte in ordine rigorosamente cronologico dagli anni '70 ad oggi.
Tuttavia, il nostro sopralluogo è stato motivato anche dalla volontà di incontrare due mangaka di successo, che proprio in questi giorni hanno fatto tappa nel Bel Paese. Si tratta di Mari Yamazaki, celeberrima autrice di Thermae Romae, e Tori Miki, fumettista eclettico purtroppo non molto conosciuto in Italia.
Ci siamo soffermati a lungo con loro, discutendo tanto delle loro opere (correte all'ultimo paragrafo per una succosa anticipazione), ma anche dello stato dell'industria giapponese dei manga.
In questo articolo presentiamo i due mangaka e ascoltando le loro parole vi sveliamo curiosi retroscena circa le loro opere più famose, prima fra tutti Thermae Romae!

Mari Yamazaki

Mari Yamazaki aveva soltanto 17 anni quando mise piede sul suolo italico. Dal Giappone atterrò a Firenze per studiare pittura ad olio e da allora non si è più fermata: dopo aver vissuto 15 anni sulle rive dell'Arno se ne va a Lisbona, dove scrive un diario illustrato, poi fa tappa a Damasco e infine a Chicago, dove corona il suo successo e inizia a lavorare sulla biografia a fumetti di Steve Jobs.
Del suo soggiorno toscano resta una fluida parlata italica e l'idea di realizzare il suo manga di punta, Thermae Romae, in cui un architetto dell'Antica Roma si ritrova nel Giappone odierno e da esso trae nuovi spunti per rivoluzionare i bagni termali della città dei Cesari. Il soggetto nasce da un senso di nostalgia della stessa Yamazaki per le terme della sua lontana patria: a Firenze gli appartamenti che frequentava erano privi di vasche da bagno, in cui non solo lavarsi ma anche immergersi per rilassarsi. L'unico punto di contatto con le terme nipponiche veniva dai ruderi di quelle dell'Antica Roma. Per qualche strano motivo il popolo del Sol Levante e gli italiani di 2000 anni fa escogitarono modi analoghi per rilassarsi negli impianti termali: da qui il curiosissimo parallelismo.
Ma quando hai deciso di disegnare storie a fumetti?
"Ho iniziato a 28 anni per esigenze di sopravvivenza. La pittura ad olio non è un lavoro molto remunerativo e quindi ho deciso di iniziare a scrivere manga. Ho partecipato ad un concorso perchè avevo bisogno di soldi e il premio in palio era di circa 1000 dollari; avevo tra l'altro lavorato al manga in un periodo molto vicino alla scadenza della consegna".
Da tale descrizione sembrerebbe quasi che la Yamazaki sia una sprovveduta, la cui fama internazionale è dovuta al caso o a molta fortuna. Un'autrice in grado di consegnare 40 tavole alla settimana, invece, ha dalla sua un innegabile talento e una forza di volontà non da poco, eppure il suo stile mutevole e i suoi contenuti adulti (seinen) la rendono di difficile digeribilità al vasto pubblico. Evidentemente il mix tra disegni realistici e situazioni comiche di Thermae Romae ha fatto presa sui lettori, dando una forte spinta alla diffusione del suo fumetto. Ella racconta di come il figlio portava a casa gli amichetti nel dopo-scuola e questi le chiedessero di disegnare loro un fumetto: mentre lei abbozzava la statua in marmo già sulla copertina del numero 1 di Thermae Romae, i fanciulli si lamentavano sentenziando che quello non era "fumetto", mentre un Hello Kitty o un Dragon Ball sì.
Qualche anno più tardi, all'apparizione della biografia di Steve Jobs la stampa oltreoceano provò quasi disgusto nel vedere il guru Apple ritratto in forma realistica anzichè con capelli a punta e occhi giganti, come erano soliti immaginare i manga d'importazione.
Questi due aneddoti spiegano come la percezione del fumetto sia tutt'ora distorta, ma anche di quanto sia caparbia la Yamazaki nell'affrontare generi e tematiche non sempre comuni con un piglio leggero e democratico.

Tori Miki

Tori Miki è sulla piazza da molti più anni della Yamazaki, ma a dispetto della sua fama in Giappone dove è anche conduttore di programmi televisivi, sceneggiatore di telefilm, character design di videogiochi, in Occidente la sua opera è poco conosciuta. La sua passione è tutta per il manga umoristico o gyaku-manga: per "sopravvivere" disegna di tutto, sia Patlabor sul vendutissimo Shonen Jump, sia il fumetto dal tratto realistico Yama no Oto e ancora suo è Intermezzo, tavole composte da 9 vignette senza didascalie né baloon. Sta al lettore interpretare secondo la propria sensibilità la scena disegnata: "spesso la presenza delle parole danneggia l'aspetto grafico di un manga e finisce per sortire l'effetto contrario, ovvero spiegare fin troppo di quello che sta succedendo. Da lettore spesso mi chiedo: 'se un fatto è così evidente, perché occorre scriverlo?', se a un personaggio piace una ragazza, non è di per sé intuitivo disegnare i suoi occhi languidi?"
L'inizio è acerbo quanto quello della collega: "Ho vinto un premio nel 1979, in cui la giuria era presieduta da Osamu Tezuka. Ho voluto partecipare proprio nella speranza che Tezuka leggesse il mio fumetto intitolato Il mio alieno. E' stata la prima opera che ho realizzato: prima avevo letto qualche manga, ma non avevo mai pensato di realizzarne uno tutto mio". Il Dio dei Manga - come è soprannominato l'autore di Astroboy - disegnò nel dopoguerra Fortezza della Carta, il primo fumetto giapponese con inserti comici pur raccontando la drammatica vicenda della bomba atomica su Hiroshima; Tori Miki si innamorò dell'eclettismo di Tezuka e volle riprendere il suo filone comico, senza però esagerare con il tratto sperimentale e surrealistico come fecero tanti altri autori. I suoi gyaku manga traggono spunto da fatti quotidiani, usanze tipicamente nipponiche o situazioni di cronaca: per un occidentale riesce difficile comprendere gran parte della sua produzione, motivo per cui il nome di Tori Miki è poco noto quaggiù!

Il futuro: tra Steve Jobs e Plinio il Vecchio

Mari Yamazaki e Tori Miki si conoscono da molti anni. Nonostante il gap di età e la più recente carriera dell'autrice di Thermae Romae, tra di loro vi è un rapporto schietto e sincero. Lavorativamente parlando, Tori Miki ha realizzato molti dettagli degli sfondi negli ultimi albi di Thermae Romae (da poco conclusosi in Giappone), assumendo praticamente il ruolo di assistente nonostante sia un veterano del fumetto orientale. Mentre la Yamazaki ha disegnato tutti i personaggi presenti nelle vignette, Tori Miki si è occupato degli elementi in secondo piano (come i mosaici termali) e le scene agli angoli delle strade di Roma: di lui la Yamazaki apprezza il tratto minuzioso, il suo amore per i particolari, cosa che lei difficilmente sopporta. Grazie a Photoshop si evince la ricchezza degli sfondi disegnati da Tori Miki e quanto la Yamazaki abbia "fatto pochissimo", commenta con una sonora risata.
Conclusa l'avventura nelle terme dell'Antica Roma, al momento è assorbita dal manga-biografia di Steve Jobs. "E' stata la casa editrice [Enterbrain ndr] che mi ha proposto di farlo. Io ci ho riflettuto per oltre un anno, poi dato che mio figlio è fanatico dei prodotti Apple, è stato lui a convincermi ad accettare". Della Yamazaki c'è molto poco: non è nient'altro che l'adattamento fumettistico della biografia ufficiale firmata da Walter Isaacson, scansione dei capitoli inclusa. La costrizione di una fonte a cui attingere non l'ha demoralizzata: "Il personaggio è molto interessante e io mi sto divertendo a disegnare il manga". A riprova di ciò c'è il desiderio di espandere alcune scene, descritte superficialmente nel libro: nonostante si tratti di un adattamento, la Yamazaki non ha la minima idea di quanti albi produrrà, né per quanto proseguirà tale manga.
Nel 2014, infine, Tori Miki e Mari Yamazaki uniranno definitivamente le forze per produrre un fumetto scritto e disegnato a quattro mani. Di cosa si tratta? "Abbiamo deciso di realizzare un nuovo fumetto ambientato nell'Antica Roma, nell'epoca di Plinio il Vecchio. Al centro della sceneggiatura ci sarà l'eruzione del Vesuvio: dopotutto sia gli italiani che i giapponesi vivono in una terra a forte attività vulcanica e attraversata da innumerevoli terremoti". E la mente corre alle recenti scosse sismiche avvertite dal duo a Bologna, perfettamente sopportate da Tori Miki, ma non dalla Yamazaki che dal Giappone manca da diversi anni!
Tori Miki tornerà in Italia a Settembre per svolgere delle ricerche nella zona del napoletano: la volontà non è tanto raccontare una storia, quanto descrivere la vita quotidiana nell'Antica Roma che in Thermae Romae era stata un po' sacrificata per via dell'elemento commedia. Tale fumetto apparirà non su una rivista fumettistica, bensì letteraria a cadenza mensile, anche per supportare gli sforzi comunicativi dei due che vivono in continenti differenti.

Sadamoto Days

Non dimentichiamo che il programma del Milano Film Festival ha previsto anche, per le giornate del 5-6-7 Luglio, i Sadamoto Days. In quell'occasione è stato presente il mangaka celebre (non solo) per Neon Genesis Evangelion, il quale ha incontrato i fan, firmato centinaia di autografi e presenziato alla ricorrenza di Tanabata. Noi lo abbiamo intervistato e presto pubblicheremo su queste pagine il suo interessante intervento. Vi consigliamo di tener d'occhio le pagine Facebook e Twitter per conoscere tutte le informazioni relative al Festival!