Intervista Orfani: Lorenzo De Felici

Il colorista di Orfani risponde alle nostre curiosità

intervista Orfani: Lorenzo De Felici
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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

L'attesa è quasi finita: come saprete, il 16 ottobre arriva in tutte le edicole Orfani, la prima miniserie a colori edita dalla Sergio Bonelli Editore. Creata dal curatore di Dylan Dog, Roberto Recchioni, e dal disegnatore Emiliano Mammucari, la serie affronta i temi della guerra e della crescita personale all'ombra di uno scenario post-apocalittico.
Orfani racconta le vicende di un gruppo di bambini, orfani di guerra, addestrati per diventare soldati del futuro e di come questi soldati affronteranno un mondo nuovo e un nemico sconosciuto.
Il fumetto propone infatti un doppio binario narrativo: il passato dei soldati bambini e il loro presente di guerrieri, in un alternarsi di momenti di approfondimento con scene d'azione e conflitti. Abbiamo già avuto modo di mostrarvi tante tavole in esclusiva e presentarvi la nostra intervista a Recchioni: oggi pubblichiamo, invece, la nostra intervista a Lorenzo De Felici, noto fumettista italiano e colorista principale della serie.

Ciao Lorenzo. Raccontaci come ti sei approcciato al progetto Orfani.
Sono stato "convocato" da Emiliano Mammucari, con il quale avevo già collaborato sulle copertine di Caravan, e che mi voleva a tempo pieno su questo nuovo immenso progetto. All'epoca ero al lavoro su un fumetto francese, ma non aci è voluto molto prima che mi fiondassi sulle prime tavole.

Quali sono state le tue mansioni per questo importante progetto?
Insieme ad Annalisa Leoni il mio compito era quello di impostare lo stile di colorazione del progetto, oltre che naturalmente a colorarne una parte. Annalisa si è occupata di impostare i colori della parte degli Orfani bambini, io quelli degli Orfani adulti. Del primo albo difatti lei ha colorato la prima metà, e io la seconda.

Tu sei un rinomato colorista con molta esperienza alle spalle. Ma hai sentito un po' il peso della responsabilità, dato che diciamo a dir poco inusuale un utilizzo così massiccio del colore in una serie Bonelli?
Assolutamente sì. Si trattava di colorare un'intera miniserie Bonelli con il formato e la carta classici: un lavoro che già così era tecnicamente arduo e quantitativamente immenso. In aggiunta a questo, c'era l'intenzione di colorare la serie in una maniera particolare, in modo che si avvertisse una continuità tra numero e numero e che nello stesso tempo quella del colore diventasse una sorta di linea narrativa aggiuntiva, che accompagnasse l'emotività delle scene e ne scandisse l'andamento. La sfida è stata accettata dalla divisione colore di Orfani, e se la missione è compiuta ce lo diranno i lettori.

Avevi già collaborato con Emiliano (Mammucari, ndr) per Caravan. Come funziona la vostra collaborazione? E hai avuto indicazioni precise per il look e la resa dei colori nella serie, o hai aggiunto un tocco personale?
Sia Emiliano che Roberto avevano in mente sin dall'inizio in che direzione avrebbero dovuto muoversi gli Orfani: sapevano anche quale sapore avrebbe dovuto avere la colorazione e, soprattutto, quale avrebbe dovuto essere il suo peso. E' chiaro che poi, immagazzinati i suggerimenti e condivisa la visione, io (come anche gli altri coloristi nella serie) ho cercato di conciliare necessità ed intenzioni usando come catalizzatore la mia esperienza e gusti personali.

Cosa ti ha colpito personalmente in Orfani?
La commistione di novità e tradizione. Mi ha fatto un effetto stranissimo leggere il primo numero tenendo l'albo fisicamente tra le mani: era un albo Bonelli per il formato, il tono, il linguaggio.. e al contempo, in questi stessi aspetti, non lo era. L'aggiunta del colore gli conferisce una ricchezza e una profondità di lettura tutta sua, ma non è solo nel colore che consiste la novità di Orfani. Io non avevo mai letto una cosa così.

Oltre ad Orfani, su cosa stai lavorando? Ti ritroveremo al Lucca Comics?
Al momento sono tornato a lavorare per la Francia su alcuni progetti personali, e contemporaneamente sto continuando a collaborare con varie case editrici (tra cui la Bonelli) come colorista. A Lucca ci sarò anche per presentare l'edizione italiana di "Drakka", il fumetto al quale stavo lavorando quando mi comparve l'arcangelo Mammucari, e "Le Geniali Invenzioni del Professor Caspita", un piccolo volume al quale sono al lavoro da diversi anni. E chiaramente, ci sarò per presentare gli Orfani.