Intervista Speciale Cosplay Andrea Vesnaver

Intervista ad Andrea Vesnaver

intervista Speciale Cosplay Andrea Vesnaver
Articolo a cura di

Intervista ad Andrea Vesnaver

Sulle pagine di everyeye, abbiamo il piacere di offrirvi l'intervista ad Andrea Vesnaver, artista poliedrico e fenomeno emergente del cosplay Italiano.
Bando alle ciance e via alle domande.

Presentazione

Ciao Andrea, cominciamo con una tua breve presentazione.

Ciao, nel mondo del cosplay mi chiamano Re Vega. Realizzo ed indosso costumi da tanti anni, ma è solo dal 2007 che dedico le mie creazioni al magico mondo del cosplay. Sono della classe ’72, quindi non proprio un ragazzino fuori, ma dentro sono rimasto agli anni ’80 dei robottoni giapponesi. Lavoro come impiegato tecnico, il resto del poco tempo libero lo dedico a figli e famiglia, agli spettacoli laser, al canto, aerografia, palestra, snowboard... tante, troppe cose insomma.



Cosa ti spinge a partecipare a queste competizioni di cosplay e quando è nata questa passione?

Mi avvicinai al mondo del cosplay assolutamente per caso quando, nel 2006, mi recai alla fiera LUCCACOMICS per assistere ad un concerto de “I cavalieri del Re”, noto quartetto autore di decine di sigle dei cartoni animati degli anni ’80. Li vidi cos’è un “cosplay contest” e rimasi ipnotizzato da quell'universo di personaggi usciti fuori dal mondo dei cartoons.
Cosa mi spinge ? Un po’ di sano spirito agonistico e un po’ di esibizionismo, ma soprattutto la voglia di mostrare al pubblico cosa si riesce a fare con materiali particolari e buona volontà..

Cosplay e cartoni animati

Il cosplay è un fenomeno prettamente Giapponese, secondo te quali sono, se esistono, le differenze tra le nostre rappresentazioni e quelle nipponiche?

Sono due culture molto diverse, quindi penso che cambi anche lo spirito con cui si indossa il costume, ma per essere onesto ti confesso che non mi sono mai addentrato in questa analisi. Sicuramente il livello del cosplay in Giappone è già a livelli incredibili, qui stiamo ancora crescendo, ma abbiamo artisti italiani che non hanno nulla da invidiare al Sol Levante, anzi.



Dalle competizioni che ti hanno visto protagonista, emerge una tua predilezione per i personaggi degli anni '70-'80. Questa scelta, è legata ai ricordi dell'infanzia o nella nuova generazione di manga/anime non riesci a trovare coinvolgimento? In cosa sono cambiati i cartoni di oggi, rispetto a quelli della tua epoca?

Entrambe le cose: c’è la voglia di materializzare i personaggi che ho amato da piccolo, in primis i “robottoni” di cui ero assoluto estimatore e c’è un mio personale scarso interesse per i manga moderni. Diciamo che ho talmente tanto materiale da attingere dalle generazioni passate, che preferisco lasciare i personaggi moderni alle nuove leve. Più in generale tuttavia, è evidente che il filone robotico e di fantascienza ha lasciato il passo al genere fantasy. Quindi mi rifugio negli anni dove la sci-fi (di cui sono appassionato) la fa da padrona.

Made in Japan

Sebbene i prodotti nostrani come Dylan Dog, Nathan Never (solo per citarne alcuni) abbiano un seguito numerosissimo, i cosplay dedicati a questi personaggi sono pochi rispetto a quelli Giapponesi e Americani come mai?

Non so cosa risponderti perché non sono appassionato di “prodotti nostrani”, tuttavia la stragrande maggioranza dei cosplayer mangia e respira Giappone a tempo pieno, quindi è logico che il cosplay aiuti a sentirsi ancor di più una sorta di “nipponico adottivo”.



Qual'è il personaggio che hai rappresentato e a cui sei più legato e perché?

Naturalmente il Daitarn 3, sia per la fama che mi ha regalato che per la simpatia e la potenza del personaggio, insomma, si parla di un robot alto 120 metri !



Hai qualche aneddoto simpatico da raccontarci, avvenuto durante un raduno di cosplay?

Penso che quello fa più ridere sono gli incredibili errori che fa la gente quando cerca di dare un nome al tuo costume. I cosplayer magari si offendono, ma le castronerie che vengono fuori sono assolutamente spassose: Batman che diventa il diavolo, Darth Vader l’uomo nero e in generale quasi tutti i costumi possono diventare i Power Ranger o Sailor Moon!

Progetto e costruzione

Tra il progetto e la costruzione materiale dei costumi, quanto tempo ci dedichi? Sei il solo creatore o dietro le quinte ricevi un aiuto?

Il tempo per me è il problema più grosso, ne ho sempre poco e anche il cosplay ne risente parecchio. Questo è il motivo per cui ho realizzato pochi costumi, sempre di sera e fino a notte fonda, ma questi sono i soliti orari di tutti i cosplayer. Dietro le quinte, e me ne vanto, faccio tutto da solo, grazie agli insegnamenti di mio padre, almeno fino a che non si tratta di prendere in mano ago e filo, in quel caso scende in campo la mia sarta. Ma ripeto, volendo fare tutto da solo, solitamente non faccio costumi di stoffa, non è il mio genere.



Ma poi, tutti i vestiti fabbricati per l'occasione, che fine fanno? Nell'armadio insieme a giacca e cravatta?

Nel mio armadio ci sono ben poche giacche e cravatte, ma sarebbe comunque difficile trovare lo spazio per delle armature da robot. Sono molto disordinato e quindi nel mio laboratorio spuntano pezzi di robot da ogni dove, riposti dove trovo un po’ di spazio, sembra di trovarsi in una officina di cyborg nel futuro !



Il personaggio che vorresti rappresentare, ma che non hai mai potuto, a causa della difficoltà di realizzazione?

Tendenzialmente scelgo personaggi che sono in grado di realizzare, malgrado le immancabili difficoltà tecniche. Quello che è difficile da realizzare, richiede solo più impegno in termini di tecnica, tempo e materiali. Mi piacerebbe fare un transformer moderno, come le ultime versioni cinematografiche, ma siccome poi è impossibile cambiare davvero forma, che trasformer sarei ? Quando divento il Daitarn 3, alcuni bambini mi chiedono di diventare astronave o carro armato e deludere i bambini è la peggior cosa che ti può capitare.

Artista a 360°

Sono a conoscenza del fatto che hai vinto numerosi premi durante le varie manifestazioni, potresti elencarceli e cosa ti piacerebbe vincere in futuro?

In realtà non sono poi molti, anche perché non sono assiduo frequentatore dell’ambiente. Più che altro mi piace realizzare, se c’è abbastanza tempo, costumi “a tema”. Per la visita del maestro Go Nagai in Italia, realizzai il primo Robottone cattivo che uscì dalla sua matita (Garada K7), per i 30 anni di Yattaman ho partecipato alla creazione del mitico Trio Drombo. Per puro caso quest’anno festeggerò i 30 anni di Gundam con un nuovo robottone molto complesso, uno Zack ( o Zaku II MS-06, i robot d’assalto dell’impero di Zeon ) che come complessità supera di molte volte il mio Daitarn 3, già vincitore di premi e mio costume di riferimento ( infatti vengo presentato come “quello del Daitarn 3”).



Oltre alla passione del cosplay, come impieghi il resto del tuo tempo libero?

Quanto tempo abbiamo :) ?
Dunque, prima del cosplay viene la mia famiglia coi miei due bambini, Mattia di 7 anni e Samuele di 2. E questo basterebbe già a tenere impegnata una persona normale.
Ma continuiamo: dopo il cosplay viene la musica. Ho fondato negli ultimi anni alcuni importanti tribute band di artisti più o meno famosi: i Rockets (che essendo in costume, ben si sposano col cosplay), i Kraftwerk e attualmente sono tornato al rock duro con il biondissimo Billy Idol. Sempre e comunque situazioni dove il look ha un’importanza strategica, sono un camaleonte e la cosplay-fever arriva fino al palco dove mi esibisco. Se posso farmi un po’ di pubblicità... www.screaminidol.com , www.myspace.com/elektronoize e la mia ex band dove potete ammirare i costumi che ho realizzato www.universalband.it ... più cosplay di così !
Poi vengono gli spettacoli laser e pirotecnici, che ho affinato col tributo ai Rockets ed ora realizzo anche per molti altri gruppi, tipo i tributi ai Pink Floyd. Non escludo che prima o poi, anzi molto prima che poi, esplosioni e raggi laser vengano integrati anch’essi nei miei costumi.
A seguire aerografie su caschi e cofani, passione che praticavo diverso tempo fa ma ora ho intenzione di riprendere con più costanza.
Se rimane del tempo dopo le consuete navigate in rete, faccio palestra, snowboard, spinning.
Se non si è capito insomma, oggetti come divano e televisione sono di sconosciuto utilizzo e superflui a casa mia.

Tra famiglia e gare

Dobbiamo aspettarci un duo padre-figlio per le prossime esibizioni?

Puoi contarci, per mio figlio Mattia a carnevale ho già realizzato un Gormita e quest’anno un robottino WALL-E davvero ben riuscito. Lo porterei già alle fiere ma già io vestito da robot ho bisogno di assistenza, non potrei seguire anche un bambino con le sue esigenze. Ma è solo una questione di tempo. Mattia ha già fatto una fiera ed ha portato a casa un premio speciale, non ti dico la sua gioia nell’emulare quel matto del suo papà!



Durante le gare che aria si respira? Sana competizione, rivalità o puro divertimento?

Durante la gara coi miei costumi non si respira! Ci si muove a stento e si soffre molto, ma la soddisfazione compensa tutto. Scherzi a parte l’atmosfera della gara è permeata di tutto ciò che hai elencato: in generale c’è un clima gioioso e allegro, ma c’è ampio spazio per invidie, rivalità ed agonismo sfrenato. Ho anche assistito a delle scene di isterismo che mi hanno fatto capire che c’è chi si prende troppo sul serio, e ovviamente la tensione sale proporzionalmente con l’importanza del contest.

Pregi e difetti del cosplay

Se dovessi muovere una critica alle organizzazioni di queste manifestazioni, quale sarebbe?

Più o meno le critiche sono sempre le stesse, i cosplay contest sono in pieno boom e pertanto soffrono di “peccati di gioventù”: scarsità di camerini, confusione e ritardi nelle sfilate, mancanza di spazi adatti. Le polemiche non mancano mai, ma spesso si deve fare i conti con problemi di logistica e ovviamente di budget. Tutto sommato, dai, non mi lamento più di tanto.



Il pregio invece?

Il pregio è che, nei limiti del possibile, le manifestazioni sono a misura di Cosplay proprio perché sono organizzare da Cosplayer, e la passione si vede in quello che viene realizzato. Ad ogni edizione i contest migliorano ed aumentato servizi e logistica, tutto a vantaggio del povero Cosplayer stressato!

Guru e Topolino

Personaggio maschile e femminile che ti hanno particolarmente colpito durante i tour cosplay per un mix della loro bravura/simpatia?

Premesso che bravura e simpatia non vanno spesso a braccetto, è difficile trovare un giusto equilibrio. Posso solo indicarti tre dei guru del cosplay maschile: Luca Buzzi, Giancarlo Di Pierro e Mauro Ridolfi (che vorrei tanto conoscere perché è di una bravura esagerata). Per le regine del cosplay naturalmente i pilastri del cosplay italiano : Giorgia Vecchini (cosplayer, modella, presentatrice, cantante...l’artista a 360 gradi), Francesca Dani, Nadia SK che sono famose a livello mondiale e poi Sermemole, Len, Selene, Martychan.



Ultimo fumetto/anime letto/visto?

Aiuto...che domanda imbarazzante...preferisco non rispondere. Tieni presente che molti cosplayer spendono fortune alle fiere del fumetto prima e dopo i contest, io invece vado alle fiere solo per sfilare. Non mi interessano i fumetti moderni, come già detto. Ah si...mi è venuto in mente, un vero deja-vu ! E’ successo giusto l’altro ieri, il primo “paperino” di mio figlio, seduto rigorosamente in bagno!

E alla fine...

Cosa consiglieresti alle matricole, che si avvicinano per la prima volta a questo particolarissimo hobby?

Puntate su materiali tecnici lasciando a casa cartone e vinavil, preparate bene la vostra esibizione e cercate di impegnarvi con la scelta dei personaggi, perché Naruto ce l’abbiamo fuori per gli occhi!



Quali sono i progetti futuri a cui stai lavorando?

Ho deciso che mi dedicherò solo a cosplay “estremi” senza compromessi, tranne qualche costume comodo se la fiera non è adatta a costumi giganti. Il Daitarn fu il mio primo esperimento ma feci diverse semplificazioni per realizzarlo, adesso un pezzo deve essere realizzato come l’originale costi quello che costi. Attualmente sto lavorando sullo Zack come ti ho detto prima. L’ho già esibito quest’anno alla Fiera Cartoomics a Milano ma era poco più di un test, mancavano moltissimi accessori e decorazioni, lo rivedrete in pompa magna al Romics di Roma, in ottobre.



Prima di lasciarci, preferiresti pilotare il Daitarn o il Mazinga?

Che domande... chi non sceglierebbe un pilota fico, elegante, ricco, con maggiordomo personale e due stragnocche come collaboratrici ? Daitarn 3 forever!

Speciale Cosplay Andrea Vesnaver Ringrazio Andrea per la disponibilità e per la sua simpatia. Un in bocca al lupo da tutta la redazione di everyeye per il Romics di ottobre. Un ringraziamento anche a Giorgia Vecchini per le foto. http://www.giorgiacosplay.com/ E a tutti voi... seguite la scia, se un Meganoide vi spia ;)