Recensione A Certain Magical Index

Un altro shonen per Star Comics. Purtroppo le premesse non sono delle migliori.

Articolo a cura di

Insieme al tanto atteso Toriko un'altra nuova uscita di inizio anno per Star Comics è stata A Certain Magical Index; anch’esso di genere shonen, ma tratto in questo caso da una serie di light novel.
Dal titolo originale To Aru Majutsu no Index, il manga presenta una città-studio abitata da più di due milioni di persone. Tale cittadella ha la finalità di riunire in uno spazio dedicato tutti coloro vogliano studiare determinate e singolari “materie”. In particolar modo la scuola viene dipinta come una sorta di istituto in cui i ragazzi vengono spontaneamente sottoposti ad esperimenti scientifici finalizzati alla crescita di poteri speciali da sviluppare con lo studio.
In questo contesto viene ad essere presentato il nostro protagonista, Touma Kamijou, uno studente di una delle scuole della suddetta città che, come da stereotipo, non possiede nessuna grande qualità nel padroneggiare nessuno dei poteri che vengono “insegnati” nella scuola.
Dopo pochissime battute si viene immediatamente a contatto con una ragazza-suora che millanta un potere di livello 5 (a fronte di un livello 0 del protagonista) in grado di gestire l’elettricità grazie alla quale riesce addirittura a ricreare una relais gun con una monetina come proiettile.
In uno scontro al limite del ridicolo il nostro “eroe” riesce a scamparla sfoderando il suo vero potere sito nella sua mano destra: l’imagine breaker. Tale potere è molto raro e consente al possessore di dissolvere ogni sorta di potere gli venga scagliato contro.
Al suo ritorno a casa Kamijou trova sul suo balcone una ragazza tramortita ed affamata di nome Index. Lei senza troppi giri di parole, e mostrando fin troppa fiducia, svela il suo segreto al ragazzo.
Index infatti è una sorta di “contenitore” dei 103.000 libri malvagi per eccellenza e quindi contiene tutte le formule di magia neraesistenti al mondo. Com’è ovvio la ragazza è inseguita e perseguitata da maghi malvagi vogliosi di impadronirsi della sua conoscenza.
Dopo qualche caratteristica vicissitudine si giunge al più classico e tipico degli shonen-battle: protagonista scarso contro nemico invincibile.

Il manga risulta essere molto semplice da leggere lasciando spesso, troppo spesso, una sensazione di dejà vu su moltissime situazioni, personaggi, luoghi, poteri e via dicendo. La sensazione generale è che si sia di fronte ad una accozzaglia di elementi presi da svariate opere passate e presenti, mescolate assieme sperando in un mix vincente o per lo meno con la speranza che almeno uno di essi riesca in un certo qual modo a far appassionare il lettore.
La trama, per ora, non è nulla che non sia già stato visto o sentito; nulla di innovativo o di imprescindibile.
Il disegno è molto essenziale, impreziosito spesso da svariati retini atti a completare i grandi spazi bianchi lasciati dal disegnatore. Il tratto è dinamico e rende bene i movimenti mentre il character design per quello che concerne questo primo volume non è dei più attraenti.
L’edizione proposta dalla Star Comics è quella classica, con la straordinaria aggiunta di ben quattro pagine a colori. Niente sovraccoperta. La rilegatura è di buona fattura e la carta non molto trasparente è quella classica proposta dall’editore. Buona la stampa: precisa e senza sbavature.
Il primo volume di questa serie è stato proposto in offerta lancio a 1.90€ mentre il prezzo di copertina addirittura arriva a 4.30€, oramai nuovo prezzo standard per molte nuove produzioni Star Comics.

A Certain Magical Index Il manga di Chuuya Kogino e Kazuma Kamachi risulta essere ancora acerbo. Con moltissimi spunti che in prospettiva potrebbero essere ben sfruttati. L’ambientazione non è delle più innovative ed il design dei personaggi è tra i più classici e stereotipati degli ultimi tempi. Le sezioni shonen purtroppo non attraggono per innovazione, anche se posseggono una buona dinamicità. Per ora le impressioni purtroppo non sono delle migliori causa una storia non molto accattivante nelle prime battute, un contesto e dei personaggi non molto innovativi. Certo è che un manga non può essere giudicato solo dal primo volume; ma per ora il primo passo è certamente falso.

5.0