Recensione A+X

Avengers e X-Men riuniti in curiosi team-up per una divertente miniserie

INFORMAZIONI SCHEDA
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Ah, il fascino (poco) discreto dei team-up. Da sempre, l'abbinare personaggi amatissimi in contesti magari poco usuali ha permesso agli autori di sbizzarrirsi, ai lettori di appagare le proprie fantasie e alle case editrici di vendere centinaia di migliaia di copie in più in maniera piuttosto semplice. Suvvia: con una copertina simile, come si fa a resistere? A+X, da luglio anche in Italia grazie a Panini in due albi (il secondo uscirà ad agosto) per poi essere traslata su Incredibili Avengers dopo l'estate, è la summa moderna del genere, proponendo storie agili, relativamente autoconclusive e piuttosto appaganti, anche se apparentemente frivole.
Dopo il conflitto fra Vendicatori e Mutanti che ha flagellato le pagine di AvX e i successivi scontri della serie Versus, ecco arrivare un seguito diretto che, però, ne ribalta il concetto: ora, seguendo gli ideali di Xavier e il volere di Capitan America, Avengers e X-Men collaborano, visto anche l'ingresso o il rientro di molti Uomini-X tra le fila del supergruppo di Cap.

La serie, dunque, vede l'alleanza di uno (o più) Vendicatori con altrettanti X-Men, a volte con schemi rodati (Wolvie & Hulk) altre volte con accoppiate inedite ma divertenti (come Vedova Nera & Rogue).
Il team di autori e disegnatori è variegato, e in grado di soddisfare tutti i palati: le prime due storie sono opera di Dan Slott e Jeph Loeb, e abbiamo anche un Chris Bachalo ai testi oltre che ai disegni per il team-up “al femminile”. Sebbene le storie nascano come semplici divertissement (basti vedere pretesti e conclusioni di tutte e quattro le situazioni) le sceneggiature lasciano spesso la possibilità di prefigurare ipotetici seguiti dalle conseguenze ben più serie.
Si noti, ad esempio, la storia con il Gigante di Giada e Logan alle prese con il Maestro e il 'vecchio' Logan, che sembra il preludio a qualcosa di ben più grosso dello spuntino notturno da cui tutto ha inizio...
Stesso dicasi per Cap, impegnato nel 1943 sul campo, a Lione, contro Atticus Trask e le sue Sentinelle ante litteram... aiutato non solo da Bucky ma anche da un Cable pre-X-Sanction.
Decisamente più scherzose le schermaglie collaborative tra Natasha Romanov e Rogue (con tanto di frecciatine e ironia femminile nei confronti di Carol Denvers) e quelle tra i due latin lover Gambit e Hawkeye, intenti a salvare (e nel frattempo fare la corte) a una bella attrice di teatro.

A+X Ottimi i disegni, divertenti le storie, disimpegnate il giusto ma potenzialmente espandibili in “qualcosa di più”. Il primo numero di A+X convince, anche nella sua versione italiana: staremo a vedere come proseguirà la serie, incamminata su ottimi binari.