Recensione After School Adventure

Una storia di battaglie, magie, mondi paralleli e amore...

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Avventure dopo la scuola

Edito nell'anno 2000 dalla Planet Manga in quella che, relativamente per l'epoca, possiamo definire un'edizione di alta qualità (con tanto di sovracopertina, nei primi due numeri) After School Adventure è sostazialmente un manga che, nonostante le aspettative e le buone premesse, si è rivelato incapace di lasciare il segno nei lettori italiani, per motivi facilmente comprensibili che illustreremo in seguito.

Il principio

La nostra storia comincia nel classico liceo giapponese, con il giovane Daichi pazzamente innamorato della bella Mami, sua compagna di classe. Daichi non è propriamente quel che si definisce un "bravo ragazzo" nel senso più comune del termine e non si fa problemi a spiare gli spogliatoi delle ragazze attraverso i tradizionali buchi nelle pareti, nè a sbavare letteralmente dietro la propria bella; ciononostante (e in barba all'aria da sfigato cronico) è un ragazzo timido e all'occasione generoso, il classico teenager da commedia adolescenziale. Mami, dal canto suo, è la ancor più classica ragazza ideale giapponese: idolo della scuola, adorabile sotto ogni punto di vista, timida, riservata e dal carattere dolce. Una coppia di personaggi più che collaudati, per farla breve...

L'arrivo di Selphie

Capita dunque che un giorno Daichi si venga a trovare nello spogliatoio femminile mentre Mami è da sola e si sta cambiando... fin qui ancora tutto regolare, non fosse che, nel preciso istante in cui Daichi viene scoperto, nel bel mezzo dello spogliatoio appare dal nulla un grosso vortice, attraverso il quale penetrano nella stanza prima un gigantesco mostro sanguinario, poi una bellissima ragazza alquanto poco vestita che lo insegue lanciando incantesimi; il suo nome è Selphie e ad eccezione del colore degli occhi e dei capelli, sembra essere pressochè identica a Mami. Nella concitata collutazione che segue, Mami rimane gravemente ferita e appena un attimo dopo il vortice comincia a richiudersi; Selphie e Daichi vengono risucchiati al suo interno, mentre il corpo ormai morente di Mami rimane sul pavimento dello spogliatoio. Convinta che le loro anime possiedano uno "spettro" abbastanza simile da risultare compatibili, in un disperato tentativo di salvare la ragazza Selphie cerca di accogliere nel proprio corpo l'anima di Mami. Ma si sbaglia... le due anime non sono semplicemente simili: il loro spettro è praticamente identico e, per effetto di ciò, l'anima di Selphie viene sbalzata via, trovando rifugio nel corpo di Daichi.

Un mondo senza amore

Giunti al di là del vortice, Daichi e Mami si trovano di fronte ad una grottesca parodia del proprio mondo d'origine. Una terra desertica, in cui gigantesche mandrie degli stessi esseri deformi che Selphie stava inseguendo vagano incontrastate, mentre la razza umana è costretta a rifugiarsi all'interno di squallide città-caserma fortificate: i Campus , luoghi dove raramente si vive abbastanza a lungo da raggiungere la terza età e i cui abitanti sono in perenne lotta con i mostruosi Rakushasa che li circondano, per evitare che il sovrannumero di questi ultimi li distrugga. Solo ai più meritevoli tra quanti si sono distinti in battaglia viene concesso il titolo di cavaliere, insieme alla possibilità di traferirsi nella capitale e al permesso di procreare; in breve, un mondo militarizzato, in cui l'amore stesso ha perso di significato e il sesso è ridotto ad un mero strumento di riproduzione. Cominciano così le avventure di Daichi (novello spadaccino), Mami (maga principiante) e Selphie (spirito incarnatosi in Daichi), che li porteranno a creare un "classico" triangolo amoroso, sebbene fra i i più singolari mai visti.
A loro, in un secondo momento si aggiungerà Kaen uno strano ragazzo dagli intenti misteriosi e dall'ambizione mostruosa, dotato del potere di comandare i Rakushasa; il suo arrivo porterà a impreviste situazioni che complicheranno ancor di più l'inquieta situazione dei tre, sia dal lato sentimentale che per ciò che riguarda la mera sopravvivenza.

Un'opera controversa

Esaurite le doverose premesse, è bene chiarire che After School Adventure è un titolo alquanto discutibile, il cui miglior pregio rappresenta anche il peggior difetto. Ci riferiamo, nello specifico, alla capacità dell'autore di delineare un quadro classico per poi dare a un certo punto una scossa, rivoltando tutte le carte in tavola nella maniera più spettacolare possibile; un meccanismo adoperato per l'intera durata del fumetto, che finisce con l'esasperare e col risultare in parte grottesco. Punto di forza indiscutibile di questo manga è invece sicuramente la trama, singolare e imprevedibile anche se, purtroppo, controbilanciata da una capacità narrativa che non di rado rasenta la monotonia; infine, altro dettaglio inconfondibile di questa serie è la massiccia presenza di fanservice (ovvero la messa in mostra di scene di nudo o a carattere sessualmente allusivo) di cui ognuno dei cinque albi fa sfoggio ad ogni pié sospinto.

After School Adventure Pensato per soddisfare un pubblico assolutamente non adulto (e forse maggiormente in grado di apprezzare più i lati positivi di questo manga rispetto a quelli negativi) il tratto dei disegni di Takeshi Takebayashi si dimostra accurato e lineare, e nel complesso si può definire quest'opera come una buona promessa che, tuttavia, oscilla dallo stereotipo classico al suo esatto contrario a seconda dei momenti, in una totale anarchia di idee e vivacità. In definitiva un buon titolo, con il quale spendere tranquillamente qualche ora, ma dal quale è saggio non aspettarsi troppo.