Recensione Air Gear

Si può volare con la fantasia...

Articolo a cura di

L'opera

Realizzato da Oh! Great e serializzato su “Weekly Shonen Magazine” di Kodansha, “Air Gear” rappresenta l’ennesima fatica di un autore che, affacciatosi nel mondo del disegno professionale attraverso fumetti erotici, ha progressivamente abbandonato tale strada per dedicarsi ai prodotti per ragazzi, dapprima con “Tenjou Tenge” ed ora con questa nuova opera, ove ancor più che nella precedente risulta sfumata la componente erotica.

La Storia

Itsuki “Ikki” Minami è il capo della banda più temuta di tutto il liceo, gli “East Side Gunz”.
Forte nel combattimento ed imbattuto, Ikki “babyface” Minami, così chiamato per il suo volto fanciullesco, è spietato con i suoi nemici e leale con i suoi amici; questo unito alla sua abilità nel combattimento lo rende un leader indiscusso tra tutti i suoi compagni di classe.

Un giorno però Ikki, sempre uscito vincitore da tutti gli scontri fino ad allora disputati, si ritrova a doversi confrontare con una realtà totalmente diversa da quella cui era abituato: i suoi compagni lo tradiscono e lo fanno finire in una trappola degli “Skull Saders”, un gruppo di “Storm Riders” (ovvero una banda di pattinatori), che grazie a degli speciali pattini potenziati, denominati “Air Treck” riescono a correre ad immense velocità.

Ikki si ritrova così solo, circondato da nemici ben più abili e veloci di lui. In breve gli “Skull Saders” hanno la meglio sul povero Ikki ed a seguito della sconfitta la sua vita cambia radicalmente: i compagni di un tempo lo evitano, le persone che lo amavano lo detestano, egli è solo, odiato e disprezzato da tutti.

Ma Ikki non ci sta, e decide così di comprarsi anch’egli delle AT ed affrontare nuovamente gli “Skull Saders” per vendicarsi dell’onta subita e riprendersi ciò che aveva perso. Entra così in un mondo a lui fino ad allora ignoto, e scopre che le sue sorellastre, 3 ragazze con cui ha sempre vissuto fino ad allora, fanno parte di una tra le bande più note e temute tra i riders, “The Sleeping Forest”.

Riuscirà Ikki ad essere all’altezza dei nuovi avversari e ad onorare il nome delle sue sorelle?

L'autore

Nato nel febbraio del 1972, Ito Ogure, meglio noto come Oh! Great, ha debuttato come mangaka professionista con la realizzazione della nota serie Hentai “Silky Whip”; successivamente l’autore ha abbandonato il settore della produzione fumettistica erotica, dedicandosi ad un target giovanile attraverso numerosi Shonen: “Himiko-Den”, “MajinDevil”, “Tenjou Tenge” ed il recente “Air Gear”.

Tra tutte l’opera di maggior successo è stata certamente Tenjou Tenge (serie nota in Italia come Inferno e Paradiso, e pubblicata da Panini Comics), un’opera incentrata sulle arti marziali, in cui appare ancora molto presente l’elemento erotico che ha caratterizzato la sua produzione originale.

Nel 1999 “Himiko Den” è stato trasposto in una serie animata di 12 episodi trasmessa su TV Tokyo, successivamente la medesima sorte è toccata a “Tenjou Tenge”, di cui nel 2004 MadHouse ha realizzato una serie tv di 24 episodi andati in onda su TV Asahi, e 2 OAV nel 2005.

Nel 2006 lo stesso destino è toccato anche ad “Air Gear”, di cui Toei Animation ha realizzato una splendida trasposizione animata in 25 episodi. Tutto questo testimonia il successo dei prodotti di un autore che fa della comicità, erotismo e violenza i punti di forza della propria produzione.

L'edizione

L’edizione di “Air Gear” è la tipica edizione economica Panini: il manga non presenta alcuna sovracopertina ed ha un formato tascabile rigido da edicola. Il target è certamente composto da giovanissimi come confermano gli adesivi dati in omaggio con il primo volume.

La carta è leggera, sufficientemente spessa ma di bassa qualità e purtroppo non trattiene bene l’inchiostro. L’adattamento e la traduzione risultano accettabili. Il formato appare penalizzante per il lettore, vuoi anche per i fitti dialoghi e le numerose note a margine, di difficile lettura a causa della rigidità dell’edizione.
Interessante la scelta di inserire a fondo volume gli schizzi preparatori dei vari personaggi.

Volare con la fantasia...

Chi non vorrebbe poter volare? È da sempre questo uno dei sogni proibiti dell’umanità, e Oh! Great cerca con quest’opera di dar sfogo ad una simile fantasia, anche grazie ad uno stile di disegno preciso ed elaborato.

La narrazione appare piacevole, anche se vi sono numerose pause e si nota una minor frenesia rispetto a “Tenjou Tenge”; a differenza di quest’ultimo in “Air Gear” abbondano gag e sequenze comiche che prendono il posto delle tante situazioni spinte presenti nella serie precedente.

Il difetto principale di quest’opera è forse l’eccessiva lentezza, se rapportata ad un Tenjou Tenge in cui erano ben pochi i momenti morti: in questi primi volumi infatti nonostante le tante gag, ed alcune buone sequenze, in particolar modo gli scontri tra “Storm Riders”, si nota una tendenza dell’autore ad alternare tali aspetti a frangenti in cui, nel tentativo di dar maggior respiro alla serie propone discorsi altisonanti e frasi ad effetto che stridono per certi versi con un contesto allegro e frizzante quale quello degli scontri.
Appare inoltre eccessivamente netto lo stacco che l’autore propone, vuoi forse a causa del basso target dell’opera, tra “buoni” e “cattivi”, gli uni presentati come una allegra combriccola di birbaccioni, gli altri presentati come demoni feroci e senza cuore.

Air Gear Air Gear è un prodotto interessante, fresco e divertente; per certi versi la nuova opera di Oh! Great tende un po’ troppo a fantasticare e cerca, senza grandissimo successo, di realizzare qualcosa che vada oltre il semplice shonen, perdendo proprio in questi frangenti ritmo e frenesia. Un manga adatto ai più giovani, a chi cerca una lettura spensierata, uno svago senza troppe pretese.