Recensione Akira Collection

Akira rinasce in una nuova versione!

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Akira

Akira, considerato unanimemente il miglior fumetto di Katsuhiro Otomo, è stato scritto e disegnato nel lontano 1984, per la prima volta sulle pagine di Young Magazine, fattore di cui tenere conto quando ci si appresta alla lettura. Questo fumetto infatti fu presentato come "il futuro" al tempo della pubblicazione, ma probabilmente anche ora, nonostante l'età, non è cambiato poi molto: ci saranno tecnologie diverse, ci saranno alcune trovate fantascientifiche considerate superate, ma sempre di futuro si può parlare. Akira è il fumetto che ha dato la fama a Katsuhiro Otomo, autore eclettico padre anche di altre opere come Memories o Domu che da poco ha ricalcato il palco della ribalta con Steamboy.
Da poco ristampato, in versione Collection da 6 volumi dalla Planet Manga, Akira ha dato l'occasione a molte persone di leggere questo capolavoro dell'azione. Le premesse da fare son tante, ma diciamo una cosa: conta ben 4 edizioni in Italia. Un motivo ci sarà, no?

Una storia nata 22 anni fa

Siamo nel 2019, alle prese con le conseguenze causate dalla fine del terzo conflitto mondiale. La società che ci viene presentata da Otomo è a dir poco disastrata, nessuna forza politica salda al governo, diverse fazioni che cercano l'egemonia e un gruppo di ragazzi disadattati che teppisteggiano per le vie di Tokyo, ormai ridotta ad un cumulo di macerie. Tutto comincia quando Tetsuo, un membro di una comitiva di teppisti da strada, investe con la sua moto un bimbo: un bimbo con le fattezze di un vecchio. L'incidente però non ha esito mortale e da lì iniziano le avventure di Tetsuo, Kaneda (il capobanda) e il loro gruppo. Si viene a delineare meglio il quadro di sfondo: un gruppo governativo sta sperimentando su dei bambini con poteri ESP (che vanno dalla telecinesi ad abilità ben più temibili) alla ricerca di un'arma che assicuri al Giappone la supremazia in questa situazione mondiale disastrata. Altre parti in causa sono poi il governo e la fazione ribelle composta da guerriglieri. L'apocalisse: ecco forse la parola che riassume meglio la creazione di Otomo. Tetsuo, dopo un periodo in osservazione all'ospedale, scopre di possedere poteri ESP e che l'esercito è sulle sue tracce. Quindi in un crescendo di azione si da vita a inseguimenti spericolati e lunghissimi che terranno incollati alle pagine. Kaneda, il capogruppo, sarà costretto a schierarsi contro il suo amico di sempre Tetsuo quando quest'ultimo dimostrerà di non avere più interessi per loro e comincerà a commettere le azioni più assurde. Droga, potere e azione sono gli ingredienti di questo fumetto: si, perchè delle particolari pillole, frutto di combinazioni chimiche, fanno aumentare il livello di concentrazione di questi soggetti dai poteri paranormali. Tra colpi di scena e cambi di fazione, Tetsuo tenterà di risvegliare il più potente esper mai esistito: Akira. Un semplice bambino che pare aver dato vita al secondo scontro mondiale.

Cosa ha reso grande Akira?

Abbiamo parlato della trama, parleremo presto delle edizioni e del disegno, ma credo sia difficile aver capito cosa ha reso grande Akira. Questo fumetto è uscito in un periodo abbastanza instabile in Giappone, vittima di una crisi economica, ed ha messo in luce, estremizzando, una serie di avvenimenti come gli esperimenti sui bambini, la ricerca di una nuova arma che desse al Giappone l'egemonia anche in campo bellico. Akira rientra quindi in quella classe di manga che si è fatta carico di parafrasare una società pessimista che aveva bisogno di uno sfogo (in un certo senso lo si potrebbe quasi paragonare a Godzilla) e che quindi deve gran parte del suo successo più a questo fattore che alle intrinseche qualità.
Ma più nello specifico, cosa ha reso grande questo fumetto? Ovviamente i personaggi, Tetsuo e Kaneda in primis, ma seguiti da Kay, dalla figura del colonnello e senza dubbio da molti comprimari. E' davvero difficile pensare comportamenti o personaggi diversi in queste situazioni. Il modo in cui si relazionano tra loro, i loro comportamenti, tutto è pensato nell'ottica di una società disadattata e disastrata ed è quindi ben confezionato. Difatti non vedremo un teppistello come Kaneda ragionare o disquisire sulle condizioni del mondo, ma sempre pronto a buttarsi a capofitto in azioni sfrontate, esagerate, ma mai noiose o di dubbio gusto. Ogni personaggio agirà come voluto dal background creato per lui, chi in lotta unicamente per i propri ideali, chi per interessi più effimeri, chi per amore. Ma non basta, il grado di coinvolgimento che raggiunge Akira è elevatissimo, difatti è impossibile non rimanere incollati ai mille inseguimenti, alle mille scene di azione che vengono via via con le pagine. La cosa particolare è proprio che non c'è mai un calo di tensione narrativa, non c'è un momento in cui si può tirare davvero un sospiro di sollievo. L'atmosfera del manga è quindi curatissima e permette di immergersi e cominciare quasi a ragionare come i protagonisti. E' impossibile non restare coinvolti nella visione realistica (non reale, sia chiaro) che Otomo ci propone. E i disegni svolgeranno un ruolo più che funzionale alla storia: bellissime le tavole di distruzione.

Edizione e disegno

Arrivati alla quarta pubblicazione in Italia probabilmente ci si aspettava un'edizione definitiva, al pari del Giappone, ma alla Panini hanno preferito una versione "economica" che permettesse anche ai novizi di leggerlo. Ci troviamo di fronte a sei volumi immensi da almeno 300 pagine, fino alle 450 dell'ultimo, con lettura all'occidentale (ribaltato quindi). Il prezzo è di 8€ per i primi numeri, 9€ per il 4 e il 5 e 10€ per l'ultimo. Nonostante tutto sembra un prezzo onesto, anche se l'edizione non è delle migliori, causa carta giallognola e porosa.
C'è comunque rammarico per come è stato deciso di trattare un capolavoro del genere simile, ma è sicuramente un modo per leggere un fumetto decisamente bello. Sta a voi decidere, il problema è sicuramente l'irreperibilità delle vecchie pubblicazioni. C'è da sottolineare che questa edizione è quasi completamente in bianco e nero, con poche pagine a colori, rispetto all'edizioni a colori curata dalla Glenàt, ma si ricorda che anche in originale questo fumetto fu pubblicato in semplice bicromia.
A livello di disegni invece ci troviamo di fronte a tavole maestose, con delle rappresentazioni di distruzione realizzate in maniera eccelsa. Il problema è magari la realizzazione dei volti che non sono proprio originali, ma abilmente compensati da rappresentazioni della metropoli come mai viste. Belle e mozzafiato le scene d'azione, anche se c'è forse carenza di linee cinetiche per rappresentare la dinamicità. Per comprendere meglio vi consigliamo di visionare la galleria correlata all'articolo.

Akira Collection Sostanzialmente Akira è un manga che non risente dell'età e al tempo stesso viene tuttora considerato un caposaldo del genere della fantascienza e dell'azione. Personaggi carismatici, poteri ESP e soprattutto tanti inseguimenti sono gli ingredienti che allieteranno e incolleranno alla lettura. Forse alcune parti sono un po' ripetitive e dispersive, e si allontanano dal fulcro della vicenda, mentre il finale, sebbene apparentemente inconcludente, va visto come un messaggio positivo e ottimista per la società. In ogni caso è impossibile non sentirsi coinvolti dalle vicende mozzafiato. Sicuramente è il lavoro di Otomo meglio riuscito che ci mostra una situazione ai limiti dell'apocalittico. Distruzione, tavole ben congegnate e disegnate rendono il manga ancor più gradevole. C'è rammarico per gli amanti di Akira che magari avrebbero voluto l'edizione definitiva, ma almeno la nuova edizione permetterà a tutti di leggersi questo fumetto. Meglio non spender altre parole, correte a leggerlo!