Recensione Animal Man

Recensione di Animal Man, serie storica di Grant Morrison

recensione Animal Man
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Berhard Baker, per gli amici Buddy, ha esordito editorialmente nel 1965 sulle pagine di “Strange Adventure” n. 180, creato da Dave Wood e dal grande Carmine Infantino.
Fin dagli esordi Buddy è sempre stato considerato come un “minor character”, relegato nei bassifondi della pubblicazione a singhiozzo e nei team up con eroi più affermati, almeno fino al suo trasbordo editoriale sotto la linea per “mature reader” della Vertigo, avvenuto sotto la sapiente e sagace penna di Grant Morrison.

Animal Man è stato riplasmato dal genio creativo di Morrison in soli 26 numeri “over the edge”, dove il buon Buddy, a parte il cross over con la serie Invasion, invece di menar le mani e di combatter cattivi schizzofrenici avvolti in tute aderenti, si trova a salvaguardare i diritti degli animali, a tentare di risolvere il conflitto tra l'uomo e la maschera e ad abbattere la quarta parete del fumetto (lo spazio che separa personaggio e lettore). La serie, orfana di Morrison, ha continuato la sua corsa fino al 1995 concludendosi senza troppo rumore con il numero 89.
Buddy è stato così nuovamente accantonato per qualche tempo, per poi ricomparire da protagonista sotto i riflettori della maxi serie DC 52.

Da cacciatore ad animalista

Buddy Baker è la classica vittima della legge del contrappasso: sposato con due figli, ha acquisito la capacità di prendere in prestito le abilità del mondo animale per 30 minuti dopo essere stato coinvolto in un incidente con un'astronave aliena durante una battuta di caccia.
Buddy è stato anche membro del gruppo degli Eroi dimenticati e della Justice League International, nelle file europee, per poi abbandonare la League e rimanervi come riserva.
Il connubio Animal Man e Grant Morrison è stato uno delle maggiori scommesse del DC universe, che in seguito al ciclone Alan Moore, ha ingaggiato diversi autori europei per rilanciare i suoi personaggi e tra questi vi fu proprio l'ingaggio dello scozzese Grant Morrison.
Vennero quindi legati da questo azzardo il destino di un personaggio dimenticato, di un eroe improbabile e di un autore sovversivo.

Storia manifesto di tutta la run morrisoniana è il famoso “Vangelo del Coyote” dove l'autore scozzese in una ventina di pagine esamina e sviluppa i rapporti religiosi e l'impossibilità di comunicare apertamente.
Il co protagonista, assieme a Buddy è un simil Willy E-Coyote.
In seguito alla sua cacciata dall'Eden, condannato alla vita eterna, cerca senza successo di donare al mondo un vangelo scritto in un linguaggio criptato, "Il vangelo del Coyote" per l'appunto, rischiando la sua vita nel tentativo di regalare ad un mondo incapace di comunicare e di amare la sua verità.
Loo si capisce da subito che Buddy è un eroe per caso, inadeguato, imbranato e imbarazzato dalle circostanze, che cerca il suo posto al sole sepolto com'è dall'ombra granitica di eroi senza macchia come Superman.
L'abilità di Morisson su questa serie è stata proprio quella reimbastire e di ricucire l'essenza stessa del personaggio e della serie.
Chi se non un eroe che indossa un costume dove sul petto si è cucito una grossa A per Animal man può battersi per i diritti degli animali? E così eccolo alla Far Oer per salvare le balene, nel Regno Unito per boicottare la caccia alla volpe e in Africa a combattere il bracconaggio.
Ma Morrison scalfisce altri piani della realtà, ridisegna l'insanità mentale dello Psico Pirata ricollegandola alla crisi delle realtà della famosa Crisis on Infinite Earths (vedi recensione).

Buddy, tornerà, dopo aver lottato per i diritti dei pochi, a combattere per la salvezza stessa dell'universo DC nella maxi serie 52, dove si scontrerà niente meno che con un Lobo vittima di una crisi mistica, ma questa è tutta un'altra storia...

Buddy, il superuomo animale

La serie funziona a meraviglia, animata dalla verve ironica e critica di un Morrison che deve aver chiesto e ottenuto carta bianca dagli editor DC dell'epoca. Animal Man è un supereroe che nelle pagine del suo fumetto si mette in discussione, così come mette in discussione l'impazzita società degli uomini, allontanatasi dal mondo animale e con vanagloriose volontà di potenza, disposta a saccheggiare, depredare, sprecare e a inquinare la natura in nome di profitto e divertimento.
Buddy, in un circolo vizioso, mette così il suo costume per mascherare i mali della società degli uomini.
Morrison è bravo quanto visionario a gestire la situazione, spiazza e riavvolge la storia stessa della DC Comics, è l'unico infatti che rammenta qualcosa di Crisis e recupera la figura dello psico pirata, per arrivare a concludere la sua run con l'incontro pirandelliano tra Buddy Baker e Grant Morrison stesso.
Troug stesso, disegnatore forse sconosciuto ai più, tradizionalista nel tratto ma visionario nella forma, ebbe modo di variare e di rendere ancora più treascendentale questo supererore, crocifisso, calpestato, cancellato, un supereore che già dalle copertine (per cui vinse diversi premi) della sua serie appare sempre in crisi, in balia di un conflitto esistenziale che gli è valso l'olimpo della stroia del fumetto.

Animal Man Pubblicato in tre volumi dal prezzo variabile (dai 13 ai 17 euro) dalla Magic Press, dopo essere apparaso sulla serie antologica della Play Press "American Heroes", Animal Man è una delle serie ancora facilmente reperibili in fumetteria o su ebay, anche se resulta esaurito presso il catalogo della Magic Press. Comunque lo sforzo per la ricerca di questa serie culto verrà premiato dalla lettura di queste pagine originali che tanto hanno influenzato il mondo dei comics e non solo; pensate che in Italia, un romanzo di Morozzi si intitola proprio "Il Vangelo del Coyote", di morrisoniana memoria. Senza pari per l'innovazione e l'importanza nella storia del fumetto mondiale.