Recensione Anne Freaks

Una strana ragazza e un'organizzazione segreta...

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Anne Freaks

Yua Kotegawa è già nota al pubblico italiano grazie a Line, manga pubblicato sempre da Planet Manga nel 2006.
In Line la protagonista, Chiko, è una giovane liceale che trova per caso un cellulare abbandonato su una panchina. Da quel momento inizia a ricevere una serie di chiamate che la avvisano di imminenti suicidi da parte di coetanei. E’ così che la Kotegawa tenta di indagare il disagio giovanile giapponese, rappresentando personaggi al limite e usando anche come legame le tecnologie moderne tanto di moda ora, come nel caso del suicidio telematico collettivo organizzato via internet.
Dopo questo viaggio tra temi di attualità, in Anne Freaks troviamo sempre dei giovani protagonisti ma una storia, se vogliamo, più canonica, per quanto l’incipit sia davvero crudo e inquietante.

La Storia

E’ notte fonda quando Yuri tenta di seppellire la madre appena uccisa, ma mentre crede di non avere nessuno nei paraggi, fa la sua comparsa Anna, una giovane bellissima che si offre di aiutarlo nell’intento, e nonostante qualche resistenza, porta a termine il compito.
Da li in poi la vita di Yuri cambierà completamente; certo dopo il matricidio era comunque destinata ad una brusca sterzata, ma l’incontro con la ragazza, la quale riesce ad alternare un aspetto soave a delle azioni spietate e sanguinarie, lo porterà su una via da cui non c’è facile ritorno.
Pare infatti che il passato di Anna, come dello stesso Yuri, siano stati condizionati e stravolti da una organizzazione segreta dalle dubbie finalità, ma che non si fa problemi ad uccidere coloro che tentano di ostacolarla.
Ai due ragazzi si aggiunge presto un terzo elemento, Mitsuba, il quale vedrà la sua famiglia sterminata proprio dai membri di tale organizzazione, e giurando vendetta non esiterà ad unirsi ad Anna e Yuri per eradicare dal Giappone questa piaga, nel frattempo scoprendo sempre più dettagli sul loro misterioso passato...

Occasione sprecata?

Il prologo di questo manga è senza dubbio intrigante, e promette interessanti sviluppi, sia sulla psicologia dei personaggi, che si trovano davanti a situazioni crude e difficili, sia sulla trama di fondo, che presenta il classico passato denso di incognite e che pian piano fuoriesce a galla. Purtroppo però tutte quasi tutte le aspettative sono destinate ad essere deluse.
L’impressione che si ha, leggendo Anne Freaks, è che l’autrice non avesse ben chiaro dove andare a parare, non riuscendo a dare un taglio preciso al suo lavoro, il quale ora ha tendenze comiche, ora vorrebbe - ma non ci riesce - essere violento, ora introspettivo, in una commistione di elementi che però risultano tutti superficiali, sebbene in questo concorra sicuramente la brevità della serie, essendo composta di soli quattro volumi.
I personaggi in primis si configurano come delle macchiette, in balia degli eventi e senza un carattere delineato a sufficienza. In particolare Yuri e Mitsuba, sebbene siano di fatto delle marionette nelle mani di Anna, e questo fa parte del loro essere, nei momenti in cui dovrebbe uscire la loro personalità ci si deve accontentare davvero di poco. Ma il vero punto debole è Anna stessa, la quale dovrebbe trascinare l’intero racconto e a cui la Kotegawa ha cercato di dare una personalità eterogenea, a tratti dolce, a tratti spietata e a tratti sensibile. Peccato che ciascuno di questi suoi lati risulti poco convincente, perché è proprio il fatto che cozzino l’uno con l’altro a renderne difficile la rappresentazione, e il passaggio brusco che viene proposto non aiuta di certo. Problema che viene amplificato dal finale, in cui contrariamente alle speranze la figura di Anna viene lasciata così come era stata introdotta, senza spiegare la sua natura così contraddittoria.
Il susseguirsi degli eventi è abbastanza concitato e pieno di momenti d’azione, anche se l’intera storia dell’organizzazione possiede lo stesso problema cui si accennava sopra, e sembra lasciata a metà; pregevole l’intento di porre sotto una luce diversa coloro che sembravano fin dall’inizio i “cattivi”, un po’ meno il fatto che tale aspetto risulti poco approfondito nonostante le potenzialità.
In sostanza l’impressione che si ha leggendo Anne Freaks è che sia pieno di buone idee, ma realizzate male o solo in parte.

L'edizione

Dal punto di vista grafico siamo di fronte ad un tratto pulito e preciso che trova probabilmente il suo punto forza nei volti dei personaggi. Peccato che l’espressività degli stessi non sia sempre adeguata.
Le tavole restano complessivamente gradevoli, anche se c’è da osservare come non sempre gli sfondi siano molto particolareggiati e, soprattutto, non si ha l’impressione della dinamicità nelle scene d’azione, complice un uso troppo limitato delle linee cinetiche.
L’edizione Planet Manga si difende con una buona sovracopertina, un adattamento soddisfacente, la scelta di tradurre le onomatopee tra una vignetta e l’altra e mantenendo le pagine a colori. Pollice verso invece per la carta, un po’ troppo porosa se confrontata ad altre edizioni sulla stessa fascia di prezzo.

Anne Freaks Anne Freaks è palesemente il lavoro di una autrice ancora acerba. Probabilmente fa parte dei classici esperimenti prima di lanciarsi in una serie più ardita e impegnativa. Quindi, sebbene ci siano alcuni spunti pregevoli e interessanti, questo manga risulta a conti fatti poco appetibile, una storia che, una volta conclusa, lascia poco o nulla. Ma siamo certi che le potenzialità della Kotegawa troveranno occasione di fuoriuscire molto presto.