Recensione AnoHana

Un fiore... una perla, un anime!

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Quante volte nella vostra vita da adolescenti, o adulti, o, perché no, anziani vi siete fermati a rimembrare le belle giornate "spensierate" che hanno costellato il vostro passato? Quante volte vi siete soffermati su dettagli della vostra memoria che al tempo risultavano essere insignificanti, ma che con un occhio più esperto, risultano adesso macroscopiche falle nel vostro metro di giudizio? Quante volte avete ripensato a coloro che, in quella "belle epoque", vi affiancavano e rendevano ogni giornata speciale ed indimenticabile? Ebbene AnoHana, o meglio "Ano hi mita hana no namae o bokutachi wa mada shiranai" (un titolo-riassunto per così dire), ha come tema centrale proprio quello del ricordo dei bei tempi andati.

Tutto ha inizio con la presentazione del protagonista e della "compagna". Parliamo di Jintan (lui) e Menma (lei). I due vengono presentati inizialmente come coinquilini (strano eh?). Col trascorrere dei minuti però, inizia a sorgere nella mente dello spettatore accorto un dubbio che col tempo non fa altro che confermarsi. Tale situazione di cui all'inizio si ha un mero sentore, diviene poi la realtà dell'intera mini serie di 11 puntate. Contemporaneamente a tale "rivelazione" cominciano a delinearsi i tratti psicologici di Jintan e le sue relazioni con i vecchi amici d'infanzia. In un primo momento l'anime è fortemente orientato verso una visione psicologica della realtà; sembra infatti propendere verso un'evoluzione sentimentale di Jintan. Per fortuna ciò non accade, infatti la cosa va ben oltre le più rosee aspettative. Sulla scia di una sorta di mito dell'ostrica affettivo Jintan risulta essere fin troppo legato alle amicizie infantili, in particolare a Menma, verso la quale continua a nutrire amore e rimpianti. Jintan inizia così a riallacciare i rapporti con i suoi vecchi amici d'infanzia.


In maniera molto soft l'anime propone un'ambientazione veritiera e variegata attraversata da situazioni tanto tragiche quanto simpatiche. Sin da subito i protagonisti della vicenda suscitano verso lo spettatore ogni sorta di emozione riuscendo a farsi voler bene in poche puntate. Il denominatore comune di tutte e undici le puntate è proprio la dolcezza e la delicatezza con la quale il tutto si svolge: gli affetti, le situazioi, gli amori, i rancori e le passioni; tutti sentimenti che vengono esposti in modo genuino e puro come mai si era visto prima. Nonostante la storia non abbia grande originalità, così come il finale prevedibile e scontato, il tutto risulta godibile e piacevole riuscendo a dare quel qualcosa di nuovo che uno spettatore desidera da una serie del genere. Oltre i temi principali vengono spesso toccate, anche se marginalmente, situazioni che trovano riscontro nella società odierna. Primo fra tutti il sentore di solitudine che, nonostante la popolosità, aleggia fra le fila dei cittadini urbani. Una solitudine intesa come incomprensione ed alienazione da parte di chi non si sente, o non riesce a sentirsi, conforme al tutto.


Infine anche l'aspetto tecnico dell'anime risulta non essere altro che una piccola chicca nello sconfinato territorio dell'animazione giapponese. I disegni, pur non eccellendo in stilemi ed originalità, sono molto rilassanti e godibili perché riescono ad enfatizzare i momenti di phatos che vengono a crearsi. Il comparto audio è davvero esaltante. Le due sigle, di apertura e chiusura, sono molto suggestive e gradevoli; mentre il doppiaggio riesce a cogliere la vera essenza di protagonisti di notevole spessore caratteriale. Unica pecca è la presenza, seppur sporadica, di qualche scena in computer grafica che destabilizza l'armonia venutasi a creare fra l'animo dei protagonisti e quello dello spettatore.


AnoHana Siamo al cospetto di una perla dell’animazione contemporanea. Un piccolo gioiello che riesce a far distogliere l’attenzione dai soliti shonen e anime spettacolari riuscendo a portare con onore la bandiera di generi oramai caduti in disgrazia come gli slice of life-sentimentali. Le undici puntate di cui è composta la serie riescono ad attirare l’attenzione senza far perdere quel mordente che sin dalla prima puntata ti attira fino alla conclusione che, seppur scontata, lascia pienamente soddisfatti. Insomma una serie da non perdere!

8.0