Recensione Atomic Robo

Il Robot di Tesla contro Nazisti, Dinosauri e Vermi tentacolari.

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Articolo a cura di

Testi di Jacopo Peretti Cucchi
A volte, solo a volte, alcune cose vengono a noia, diventano "già viste". Così può capitare che alcuni classici, alcuni cult che in passato ci hanno acceso ed entusiasmato a un certo punto, senza un reale motivo, ci lascino improvvisamente sterili.
Sembra quasi che smettano di emanare quell'aura di "wow" che prima li avvolgeva. In alcuni casi è solo una faccenda passeggera e poi torna tutto normale, casi in cui nessuno torna poi sul problema e la cosa passa praticamente inosservata.
Altre volte invece il problema persiste e ci si dimentica di quel volume, di quel film, o di quel libro... insomma, il prodotto perde inesorabilmente smalto, si affievolisce e muore. Questo è il ciclo della vita e vale per gli uomini come per l'arte, è indubbio.
Di questo problema ce ne stiamo occupando da parecchio qui ad Animeye; stiamo facendo ricerche antropologiche, sociali e soprattutto culinarie (anche se per queste ultime è difficile che Laproduzione lasci passare le note spese) per cercare di far fronte a questo invecchiamento dei prodotti.

Scegli da che parte stare!

Da che parte stai? Nikola Tesla o Thomas Edison, l'eterna lotta tecnologica fra due Nerd d'annata. Team Nikola o Edison Squadron?
Dite la vostra qui da noi!

Stavamo in realtà quasi per gettare la spugna quando un pacco apparentemente anonimo è arrivato in ufficio. Sulle prime si è pensato a una bomba, come ricorderete è già successo lo scorso aprile. Memori di quella volta abbiamo temuto il peggio davvero. Al contrario, dopo che gli artificieri hanno accidentalmente fatto brillare la scrivania di Otaku news (sashimi da tutte le parti), ci siamo accorti che non solo il pacco non era un pericolo, ma aveva anche un mittente. Il timbro postale era sciupato e appena visibile, ma si poteva ancora leggere ed intuire l'intestazione TESLADYNE INDUSTRIES. Aperto il pacco abbiamo trovato quattro albi nuovi di zecca, con un biglietto su carta intestata che recitava "project 00247 - La cura".
"La cura", abbiamo pensato a lungo a questa parola ma non abbiamo compreso fino a che non abbiamo aperto e letto gli albi.

Un robot, praticamente umano, almeno nei modi, si cambia di abito, si mette elegante, si mette comodo e quando lavora poi si lava le mani. Praticamente umano. Strano, senza dubbio.
Questo robot si chiama ATOMIC ROBO ed è, ormai da anni, presidente delle TESLADYNE INDUSTRIES, azienda fondata da Nikola Tesla. Avete presente vero? Nikola Tesla: lo scienziato di origini serbe, rivale del GIUSTAMENTE? Pluripremiato Thomas Edison.
Un personaggio Tesla che, zitto zitto, oltre ad essere stato citato giusto un paio di volte tra radio, tv, letteratura e cinema, proprio in quest'ultimo supporto è stato interpretato da perfetti nessuno come Orson Welles e David Bowie.
Quindi, se non conoscete Tesla avete un problema e in tal caso "La cura" avrà doppio effetto su di voi.
Le TESLADYNE INDUSTRIES sono una compagnia la cui attività è volta alle ricerche scientifiche, nude e crude, non ci interesserà mai esattamente a quale scopo.
Quello che invece è importante è che gli autori di Atomic Robo hanno trovato la cura e hanno capito che i nazisti non soltanto sono i cattivi perfetti, ma che se trasformati in zombie tecnologici, diventano ancora più cattivi e divertenti.
Più di tutto, quello che è importante e rilevante sopra ogni cosa, qui sta la genialità, è il non avere alcun valido motivo. Agli autori di Atomic Robo è bastato imbastire un ottimo pretesto, ben pensato e calibrato, da questa base di partenza tutto può essere giustificato e ogni qualsiasi scelta autorale potrà essere convalidata.

Quando i tedeschi zombie vi verranno a noia, Atomic Robo cambierà il dosaggio della cura e troverà un pretesto per farvi leggere un episodio con i Ghostbusters. Una volta assuefatti anche da questi vi troverete di fronte ad un dinosauro schizofrenico che viaggia nel tempo (NDR: incredibilmente somigliante al nostro direttore di testata, da non crederci!).
Atomic Robo metterà tutto in discussione, proponendovi cascate di citazioni, parodie e trovate narrative, ma non crediate che questo perpetuo cambio di tema vada a inficiare la qualità dell'albo, perché, come già vi abbiamo detto, la griglia è veramente robusta, basti pensare che se vi porta ad accettare senza battere ciglio che un robot possa desiderare di cambiarsi d'abito allora non vi farete problemi ad avere vampiri, mostri marini e stargate nella stessa storia.
La cura garantisce il risultato, è radicale. Vi farà tornare la voglia di vedere, rivedere e rivivere ogni vecchia passione.
Atomic Robo resta un bel prodotto anche da tenere in mano, non troppo grosso, ma comunque bello ricco di storie e contenuti, tutto a colori, con copertine veramente ben fatte.
A voler trovare una macchia invece, anche se non ci piace mai farlo, alcuni episodi tradiscono un disegno e una rifinitura un po' frettolosi. Un peccato davvero (seppur minimale), noterete anche voi qualche abbassamento ogni tanto rispetto all'alto standard qualitativo di colore, tratto e dettagli.

Atomic Robo In conclusione, ATOMIC ROBO è da avere. Metto la mano sul fuoco, vi piacerà sicuramente. Non dovesse piacervi resta ad ogni modo una delle migliori guide alla cultura nerd mai elaborate. Non dovrete aspettare a lungo perché tutti i vostri film preferiti vengano citati, parodiati o lontanamente tirati in ballo, solo questione di tempo. Leggetelo! Non perdete tempo con me!

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