Recensione Beast Master

Yuiko ama gli animali, e Leo un pò lo è: scatterà l'amore?

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Non ci si accorge mai veramente di quanto ci possa mancare leggere uno shōjo fino a quando, dopo un tempo non meglio definito, non ce ne si ritrova in mano uno.
E così è avvenuto per Beast Master pubblicato dalla Flashbook.
Nella più classica della tradizioni abbiamo un' eroina, Yuiko Kubozuka, studentessa conosciuta (e in ceti casi derisa) per l'amore quasi maniacale e spesso oppressivo che ha per gli animali. Questi reagiscono alle sue spassionate attenzioni con morsi, graffi e fughe rapide, per il gran dispiacere della povera fanciulla.
Abbiamo un eroe, Leo Aoi, studente appena trasferitosi in città e di conseguenza nuovo arrivato nella classe di Yuiko; la sua particolarità? Uno sguardo torvo, quasi da folle, che gli vale occhiate impaurite e bisbiglii concitati, per non parlare di numerose risse e agguati da parte di gang di tizi malintenzionati, erroneamente convinti di essere stati ripetutamente sfidati e sbeffeggiati.
Può essere possibile che la nostra protagonista non si leghi con il giovane disadattato che, obiettivamente, è anche affascinante, non fosse per il terrore che incute?
Non fateci rispondere a questa domanda ovviamente retorica.

Così, quasi per caso (sempre tenendo fede alle linee guida del "corretto shōjo"), i due ragazzi entrano in contatto, si sfiorano e tra loro nasce un qualche tipo di magico legame empatico. Yuiko scopre che dietro quello sguardo assassino si cela un cucciolo bisognoso di affetto e si erge a suo difensore, cercando di far capire ai compagni che non c'è effettivamente nulla da temere.
Quando poi in seguito ad alcune circostanze, come ad esempio nel caso venga colpito con cattive intenzioni, Leo diventa una belva feroce che attacca mossa dall'istinto di sopravvivenza, la giovane studentessa sarà l'unica in grado di fermarlo, domandolo proprio come si fa con gli animali.
Da qui ad un rapporto più stretto e profondo, il passo è pressoché effimero, se non addirittura già compiuto.
Tra i vari personaggi secondari (di cui certo non si può fare a meno) abbiamo il capo di una banda, giovane che pare vecchio dalla pelata brillante e sempre con indosso un paio di occhiali scuri, che in un batter d'occhio diventerà amico dei due protagonisti, e li aiuterà nel momento del bisogno. Abbiamo genitori mancanti sostituiti da un misterioso aiutante di famiglia, un tipo che pare losco ma che in realtà è una macchietta. Vuole un bene spassionato al giovane di cui dovrebbe teoricamente occuparsi ma lo lascia sempre solo, in quanto impegnato ad occuparsi di affari in tutt'altra zona del mondo.

Perfino stilisticamente rientra nei canoni dello shōjo, è impressionante come basti aprire a caso il volumetto per accorgersene. Sfondi luccicanti, cosparsi di fiorellini o piume, espressioni accentuate da rossori generici o ombreggiature pesanti nella zona degli occhi. Quasi sbrodolante uso dei retini. Forse la mano dell'autrice è un po' inesperta, data la rigidità delle figure e dei movimenti, la semplicità quasi minimale dei tratti e la mancanza di dettagli, cose di cui qualcuno può anche fare a meno quando ricerca solo una storia d'amore propria da manga per ragazzine. Non ci si risparmia qualche sorriso alla vista della facce buffe nei momenti comici.
A fine volume è aggiunto anche un vecchio lavoro della mangaka Kyosuke Motomi, Fly, un racconto sulle pressioni, le indecisioni e le fatiche legate alla scelta della strada da percorrere verso il futuro.

Beast Master Cosa accadrà ai due? L'aggressività animalesca di Leo verrà definitivamente domata da una studentessa adolescente dal grande cuore? Quali ostacoli si apporranno alla storia di Yuiko e Leo? Sapranno superarli per essere, infine, felici e contenti? Se sono domande che vi state ponendo, non preoccupatevi, ci saranno i prossimi volumi a rispondere.

6.5