Recensione Black Lagoon - The 2nd Barrage

Continuano le avventure della Lagoon Company

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The 2nd Barrage

The 2nd Barrage è la seconda serie di Black Lagoon, anche se parlare di seconda serie è sotto molti aspetti improprio. Innanzitutto le due stagioni non hanno una loro specifica unità d’azione: nel finale della prima non c’è nessun elemento che possa intendersi come la parola “fine” così come nella seconda non c’è un vero e proprio segnale d’inizio.
Si è inoltre scelto di mantenere la stessa formula registica, ovvero puntare sul divertimento pur offrendo qualche piccola speculazione filosofica come ciliegina sulla torta. Una piccola differenza tra le due c’è solo nell’OST, che nell’ultima serie riveste un’importanza minore risultando quasi impalpabile, mentre anche le animazioni, di Madhouse, sono le stesse che ci strapparono parole di ammirazione quando recensimmo la prima stagione (link). Che bisogno allora di scrivere due articoli ? Una recensione separata è stata ritenuta opportuna affinché ci si potesse concentrare meglio sui singoli aspetti di ogni serie che, soprattutto in questa seconda, offrono spunti per interessanti valutazioni.

L’epopea degli eroi neri. Neri come magia nera.

L’anime, come già detto sopra, comincia davvero in medias res presupponendo che si sia vista la prima stagione per avere conoscenza dei personaggi. La Lagoon Company è dove l’avevamo lasciata, solo i dissidi tra Rock e Revy sono ormai acqua passata e c’è il bisogno di qualcosa che vada oltre la “normale” routine di consegna merci per movimentare l’ambiente e dare all’anime la giusta scarica di adrenalina. Le 12 puntate vengono quindi tripartite in tre mini-serie, ciascuna della quali mossa da un inconveniente insolito anche per i ragazzi della Lagoon Company. I primi tre episodi parlano di Hansel & Gretel, spietati ragazzini che uccidono solo per divertimento, ritrovatisi a Roanapur per far fuori nientemeno che Balalaika dell’hotel Moscow. La seconda parte s’incentra invece su Janet, ragazza abilissima nel falsificare dollari ma imbranata in tutto il resto, che ingaggerà Revy e gli altri per essere portata in salvo da malavitosi che le danno la caccia. Scoppiettante il terzo ciclo, di ben 6 episodi, in cui Rock, ricondotto a Tokyo insieme a Revy da Balalaika, si troverà immischiato in una guerra intestina di Yakuza e dovrà chiudere i conti col suo modo di vita a metà.

Il giro di vite

“Se il fatto che ci sia un bambino dà un giro di vite di più all’effetto, che direste, allora, di due bambini?
Diremmo naturalmente - osservò qualcuno - che darebbero due giri di viti! E che vogliamo saperne qualcosa di più”


Difficilmente guardando il primo dei tre archi narrativi di The 2nd Barrage il pensiero non corre a Il Giro di vite di Henry James. L’idea sottesa alle due opere è la stessa: inserire due bambini, perversi sessualmente e in altri sensi, in un genere solitamente lontano da tali cose. In Black Lagoon hanno osato anche oltre, considerando che la follia e la cattiveria degli infernali gemellini non erano altro che una reazione alla follia e la cattiveria del mondo, conferendo un tipo di serietà e gravità ad una serie che, per risultare divertente, dato il modo in cui veniva posta, doveva tenersene il più lontano possibile. Il regista ci ha fatto si magistralmente sfiorare con mano l’orrore dell’innocenza compressa ma, al contempo, è stato alquanto misero e maldestro nel dipingere Roanapur e i suoi abitanti, consegnandoci, per quanto riguarda quest’arco narrativo, un’immagine che per contrasto ci appare pompata e gratuita, un singolare girotondo di uccisioni che mette in mostra la sua troppo evidente mancanza di spessore.
Poco da dire sulle puntate incentrate su Janet, consacrate al divertimento più puro e spensierato e refrattarie a ogni tipo di analisi. Due parole si potrebbero invece spendere sull’ultima parte della serie in cui molte cose vengono a galla e i personaggi si definiscono un po’ meglio. Nei termini di un esistenzialismo molto spicciolo ed elementare, Roanapur e tutti i suoi abitanti vengono etichettati, per cosi dire, come un mucchio di tanti Erostrato che hanno preferito la follia alla morte nell’anima e i cittadini di Tokyo e del mondo “civile” come salauds. In mezzo Rock si ritrova a dover scegliere nuovamente quale vita intraprendere, con aperta la possibilità di stabilirsi da sé un ulteriore sistema di valori. Attenti però a non prendere con eccessiva serietà quest’ultima parte e cadere così nella trappola cui spingevano gli episodi di Hansel & Gretel: Black Lagoon è ottimo per intrattenere ma appena sufficiente per riflettere!

Edizione DvD

L’edizione DVD mantiene gli standard adottati per l’edizione della precedente serie e pertanto rimandiamo alla recensione scritta al tempo chi volesse eventuali informazioni ( link ). L’unica differenza da segnalare, peraltro molto importante, è nel doppiaggio. Infatti non essendo l’anime stato doppiato in previsione d’un passaggio tv non c’è alcun tipo di censura. Il che, a dire la verità, non è neanche cosi esaltante visto che si guadagnano solo volgarità inutili a profusione. Mai e poi mai però vorremmo lamentarci della fedeltà all’originale a scapito delle nostre orecchie sensibili quindi benissimo così!

Black Lagoon - The 2nd Barrage Difficile non rimanere soddisfatti da questa seconda prova su schermo di Black Lagoon: rispetto alla prima infatti, sacrificando un po’ di pura azione, è stata aggiunta anche una buona dose di pathos e ora nell’anime c’è davvero di tutto. Discorso un po’ diverso per i palati fini i quali, se troveranno comunque questo 2nd Barrage sempre meglio della prima serie, insieme ad un ricordo di grande intensità legato alle puntate con Hansel & Gretel si porteranno dietro anche la consapevolezza (o ennesima dimostrazione) che usare temi toccanti può bastare a commuovere lo spettatore ma non a sviluppare un reale e sincero interesse pel dramma inscenato.