Recensione BLAME!

Grazie a Panini ecco di nuovo disponibile uno dei manga fantascientifici migliori di sempre!

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Sulla scia del successo editoriale riscosso dal neo ri-edito Monster di Urasawa, Panini Comics per la collana Planet Manga ci onora di una riedizione simile di uno dei più grandi successi manga di tutti i tempi: il fantascientifico BLAME!. Il manga di Tsutomu Nihei, la cui prima edizione era terminata nel 2003, era ormai, come tutti i titoli Panini, sparito dal commercio e divenuto una sorta di reliquia introvabile se non a prezzi esorbitanti. Unico modo per poterne fruire era il prestito da parte di coloro che ne potevano vantare il possesso o le tanto ignobili e indecorose scan pirata.
Rimandando di qualche paragrafo l'analisi della ri-edizione, immergiamoci nel futuristico mondo di Nihei.

Nel vastissimo mondo di BLAME! ci viene proposta una visione tanto affascinante quanto brutale di un'umanità che di umano ha ben poco. Un mondo la cui volta celeste è impossibile da scorgere. Un mondo suddiviso in lungo, in largo, ma soprattutto in altezza tramite livelli. Livelli in cui risiedono varie specie autoevolutesi con lo scorrere del tempo.
Nel viaggio che Killy, il protagonista, intraprende vengono proposte varie forme di vita più o meno intelligenti. Esse sono talvolta veri e propri robot sintetici, esseri di silicio, cyborg e abominii della tecnologia fusa alla biologia.
Il mondo risulta essere un'enorme giungla in cui il più forte prevarica sul più debole e per necessità e per ignominia dell'anima.
Killy viaggia fra un livello e l'altro conoscendo di striscio persone che nell'arco di qualche vignetta vengono puntualmente uccise o scompaiono con la stessa velocità con la quale sono apparse. Scopo di questo iter fra i livelli è quello di trovare un essere umano provvisto dei geni della rete terminale. Motivo di tale ricerca? Boh! Le motivazioni di tale ricerca non vengono spiegate, bensì solo dedotte dal contesto. Ma queste sono solo elucubrazioni.
Nella sua ricerca Killy viene ostacolato da due gruppi di entità: gli esseri di silicio già menzionati e i guardiani. Entrambi con scopi e finalità differenti contrasteranno Killy nel suo incedere. Killy per contrastarli avrà a disposizione una pistola gravitonica, reliquia di una tecnologia sconosciuta e irriproducibile.

Il mondo fantascientifico che viene proposto ha un "non-so-che" di oscuro e blasfemo. Vengono infatti presentati personaggi e ambientazioni a forti tinte scure inneggiando un mondo in cui la tecnologia non è per niente la panacea che tutti noi crediamo.
In effetti le riflessioni sorgono spontanee e come un fiume in piena colpiscono il lettore attento. Viene senza dubbio posto in essere il dilemma di fondo secondo cui il progresso tecnologico sia ciò che di più antitetico possa esserci nei confronti dell'umanità intesa come forma di vita naturale.
Viene mostrata una versione catastrofista della vita verso cui gli studi di ingegneria genetica e robotica stanno inesorabilmente conducendo.
Il mondo di Nihei è un tripudio di arte mista a sconsolazione e tormento per una civiltà il cui futuro sembra essere sempre più segnato verso oscuri fasti.

Passiamo ora alla parte più succosa: l'edizione e la parte per così dire "tecnica".
Per quanto riguarda il manga inteso come opera d'arte, BLAME! è un qualcosa di paradisiaco, elegiaco, una manna per gli occhi. Lo stile infatti non è formato dal classico tratto fermo e deciso che contraddistingue la maggior parte delle opere del sol levante, ma un tratto certo ripetuto più e più volte. La sensazione che ne scaturisce è unica e inconfondibile: una vera e propria opera d'arte. Per contro, questo stile va a discapito della comprensione di alcune vignette che spesso, a prima vista, risultano indecifrabili e necessitano di una buona dose di tempo per decifrarne le movenze. Questa sensazione di incomprensione è molto fastidiosa, soprattutto all'inizio, quando l'occhio e la mente non sono ancora predisposti verso quel tipo di comunicazione grafica.
Ultimo aspetto che può fungere da deterrente è la massiccia scarsità di balloon (leggere dialoghi). I protagonisti infatti non si distinguono certo per la loquacità e spesso il lettore viene lasciato in balia delle immagini e delle onomatopee per molte, moltissime pagine. Questo tipo di scelta è tipica del mangaka ma anche molto controversa e rischiosa perché da un lato obbliga il lettore a focalizzare l'attenzione sulle immagini e quindi ad apprezzarne l'arte e lo stile, ma dall'altro lascia un senso di vuoto che la non narrazione verbale del plot fornisce.
Bene! Ora, per quanto riguarda l'edizione diciamo che siamo rimasti piuttosto soddisfatti, anche se per il prezzo proposto si ci attendeva una cura maggiore del dettaglio.

Il volumetto racchiude ben quattrocento pagine (i primi due volumi della serie originale) rilegate secondo brossura a filo e colla, rilegatura che risulta molto resistente all'usura. La carta è di ottima qualità come anche la stampa. Purtroppo c'è da evidenziare una pecca nell'impaginazione e nel taglio delle pagine che risultano essere sfasate di 1-2 mm nelle prime 40-50 pagine. Fortunatamente tale imprecisione non lede in modo massiccio la lettura.
La copertina è abbastanza robusta e costituita da cartoncino non troppo spesso. Essa è rivestita da una sovraccoperta di buona fattura: caratteri in rilievo, laminata e molto bella alla vista. D'altra parte, però, tale sovraccoperta risulta essere lasca e non piegata con la dovuta accortezza nelle misure.
Infine una menzione la meritano le bellissime pagine colorate con acquerello in mezzo al volume. Davvero una piccola chicca per i palati fini.

Tecnologia o arte?

BLAME! Ci troviamo di fronte ad un'opera che ha fatto la storia dei manga fantascientifici e non. Gli aspetti positivi sono molteplici: dalle ambientazioni ai combattimenti, fino alle tematiche trattate. Il mondo è moto ben caratterizzato. Peccato per la difficoltà che si riscontra nella lettura a causa dalla scarsità di dialoghi e dai disegni a volte difficilmente interpretabili. Ultima nota stonata è la lentezza con la quale la trama prende piede riuscendo ad attirare l’attenzione del lettore sulle vicende solo alla fine del volume (leggi: fine secondo volume dell’edizione originale). In virtù di questi difettucci su cui non si può sorvolare e della neutralità con cui si deve giudicare un'opera che col prosieguo sicuramente farà faville, ecco il nostro giudizio: positivo ma ci attendiamo molto di più, sia per quanto riguarda l’edizione (migliorabile sotto alcuni profili) sia per quanto riguarda una trama che per ora non attrae in maniera spasmodica.

7.8