Recensione Blame Academy! And so on

Spin off di Blame!, contenente anche altre storie di Tsutomu Nihei

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Eccoci alle prese con l'ultimo lavoro del Maestro Nihei arrivato in Italia: Blame Academy! Stavolta si tratta di un volumetto che raccoglie 10 storie autoconclusive, di diversa lunghezza. Come si evince dal titolo, alcuni racconti sono da ricollegarsi al lavoro più famoso del mangaka, mentre altri, pur mantenendo le classiche ambientazioni claustrofobiche e fantascientifiche caretteristiche dei lavori di Nihei, hanno uno sviluppo differente. La seconda parte del titolo, oltre a riferirsi alle "altre storie" è a sua volta un riferimento al mondo di Blame!, infatti, nell'interno della sovraccoperta, vi è una breve introduzione in cui si spiega che l'"And so on", era un robot da guerra che aveva progettato e iniziato a costruire Cibo, la scienziata protagonista del ben più famoso Blame!, prima di venire destituita dal suo incarico alla fabbrica delle elettrovite.

I racconti

Come già detto, le storie sono dieci, alcune sono una sorta di spin-off di Blame!, mentre altre vi si ricollegano solo lontanamente, più che altro nell'ambientazione. Bisogna premettere che tutti i racconti sono nel solito stile del mangaka: hanno dialoghi molto scarni, una sceneggiatura quasi assente e spesso sembrano veramente privi di un qualsiasi significato e volontà di organicità. Il volume si apre con la storia "Zeb-Noid", di poche pagine, in cui è narrata la breve battaglia all'interno di due navi spaziali mostruose, tra due esseri antropomorfi del futuro, che poi finiranno per amarsi. Dopo questa sorta di "introduzione", in cui sono presenti belle illustrazioni, inizia il vero e proprio corpo del manga, composto da tre capitoli di una stessa storia (anche se piuttosto disgiunti tra loro), ambientata in un mondo alternativo a quello di Blame!, in cui all'interno della "City", sorge una grande accademia, dove ritroviamo tutti, o quasi, i personaggi del famoso manga. Alcuni di essi sono professori, altri alunni, altri ancora semplici abitanti della città.
I protagonisti sono sempre loro: Killy e Cibo, gli "eroi" del capolavoro di Nihei. In questo mondo alternativo essi sono grandi amici e si può notare come in fondo sia nato qualcosa di più profondo tra loro. Gli eventi evolveranno tra simpatiche scenette umoristiche, che porteranno sempre a far perdere i vestiti a Cibo, e incontri con i vecchi nemici di un tempo, che cercheranno di vendicarsi in modi alquanto divertenti. Nell'ultimo capitolo i personaggi verranno addirittura trasformati in protagonisti di uno shojo, con i tratti caratteristici del genere (occhioni lucenti, e così via).
Segue il brevissimo racconto "Il pacco", e poi il più corposo "Netsphere Engineer", ambientato in uno dei livelli della Terra (interamente coperta dalle strutture create dalle macchine) dove ormai si è piombati in un nuovo medioevo e si è persa la memoria delle conoscenze della Netsfera. Gli abitanti di un villaggio e poi i soldati del governo centrale, se la dovranno vedere con un residuato del vecchio mondo, una torre di conversione strutturale, e con le safeguard che la proteggono.
Il capitoletto successivo, "Pompa", è un'originale visione di una possibile evoluzione e mutazione dell'uomo, molto ironica e cinica.
La storia di Blame!², invece, è una sorta di sequel del capolavoro di Nihei, in cui viene narrata l'avventura di una ragazza appartenente agli "Esseri di Silicio". Seguono poi gli ultimi due racconti: il divertente "La divinità della palude" e "Sphingidae", in cui domina il colore vermiglio.

Lo stile Nihei

Chi ha letto le altre opere di Nihei, riconoscerà subito il tratto caratteristico del mangaka. I disegni sono tetri, le ambientazioni futuristiche e oscure, i personaggi quasi mai umani. Nel mondo degenerato dove essi vivono, lo stesso di Blame!, ci sono state mutazioni e aberrazioni e la vita è diventata qualcosa di mostruoso e artificiale. A volte il disegno può anche risultare sgradevole, vista l'abbondanza di creature deformi tratteggiate molto realisticamente, ma a pagine di questo genere, si alternano anche momenti in cui si palesa l'eccezionale abilità tecnica che Nihei ha nel raffigurare anche soggetti più "rassicuranti", in illustrazioni molto dettagliate di quei pochi uomini rimasti. Come al solito ampio spazio è dato a grandi costruzioni goticheggianti e ambientazioni futuristiche e apocalittiche, disegnate sempre con l'usuale stile del mangaka, mutuato dagli studi architettonici della gioventù. La cosa che vi colpirà di più appena sfoglierete il volume, però, saranno i colori. Infatti tutte le storie hanno una colorazione, generalmente bicromatica, che renderà molto più piacevole la lettura. Questa novità, oltre che essere un'ottima scelta estetica, rende molto più distinguibili e profonde le figure e soprattutto le ambientazioni, che in effetti, negli altri manga di Nihei, spesso risultano un po' "pasticciate". Tutti questi elementi fanno sì che alcune pagine siano quasi paragonabili a quelle di un art book, tanto sono belle le illustrazioni e la colorazione.

Blame Academy! And so on Nelle 176 pagine di Blame Academy! And so on, troviamo un Nihei a tratti inedito, che si cimenta anche in altri generi e stili ma che rimane sempre uguale a se stesso nelle linee di fondo: un modo di fare fumetto incentrato soprattutto sul disegno, con scarsa trama e, tematicamente, una critica allo sviluppo tecnico e scientifico forsennato che potrebbe portare l'umanità alla degenerazione, come si vede chiaramente in "Pompa". Il Nihei nuovo è invece quello più vacuo e umoristico di Blame Academy!, dove i vecchi personaggi vengono addirittura reinterpretati in chiave fanservice. L'introduzione del colore, infine, rende l'opera molto piacevole da sfogliare. Su coloro che si accingeranno per la prima volta a leggere un lavoro di Nihei, l'assenza della trama e il tratto un po' "forte" del mangaka peseranno abbastanza, tuttavia per chi conosce e ama il maestro nipponico, il manga è caldamente consigliato.