Recensione Bleach

Ichigo nel mondo degli Shinigami...

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Dove nasce la favola di Bleach...

Bleach nasce nell’ormai lontano 2001, sulle pagine della rivista settimanale Shonen Jump, dalle matite di Kubo Tite. Quest’opera ha dato vita ad una serie animata omonima che ha riscosso, e riscuote, notevole successo in Giappone, Nord America e varie parti d’Europa. Giunto al 29° volume in patria, è pubblicato nel nostro paese da Panini. Sul successo nostrano di Bleach si può dire che soffre qualche crisi d’identità, forse dovuta al fatto che è stato costantemente propagandato come uno shonen (ndr: manga per ragazzi) d’azione dai mille pregi e al costante paragone con la pregevole serie animata. Difatti appena arrivato in Italia chi era più avanti con la trama si è lasciato andare a spassionati commenti andando a fomentare un hype riguardo la serie che l’ha penalizzata, non incontrando il favore del pubblico come invece si poteva presuppore. Ma questa è un’altra storia...
Bleach è una serie che ripercorre tutti gli stereotipi, i cliché e i punti di forza (e non) degli shonen, ma lo fa con un rinnovato e apprezzato stile grazie alle alchimie e alle chicche di Tite Kubo, autore conosciuto solo per una miniserie di 4 volumi, di nome Zombie Powder.
Per la prima volta alle prese con una serie lunga, bisogna dire che questo mangaka sfoggia tutte le sue capacità narrative e di disegnatore per una fumetto di buon livello.
Piccola curiosità: il titolo Bleach è dedicato a una nota canzone del gruppo Nirvana.

Trama

Ichigo kurosaki è un ragazzo di 15 anni, apparentemente normale, dai capelli arancioni. Ma qualcosa di particolare salta subito all'occhio: egli è difatti in grado di vedere gli spiriti delle persone morte. Questi spettri possono essere di due nature, buona (aspettano solo di tornare alla Soul Society, una sorta di paradiso) e cattiva, vale a dire gli Hollow, spiriti erranti che attaccano le anime umane, presumibilmente senza motivo. Ichigo è in grado di donare pace a queste anime buone, finchè un giorno la sua famiglia non viene attaccata da un Hollow. Nel combattimento interviene una Shinigami (ndr: un Dio della Morte), Kuchiki Rukia, che tenta di aiutare il ragazzo, ma dopo concitati eventi è costretta a cedere i suoi poteri a Ichigo.
Il giovane quindi inizia la sua lotta in qualità di vice-Dio della morte, usando i poteri acquisiti per dare la pace eterna anche agli Hollow. La battaglia è ardua, ma Ichigo riesce a vincere. Le sue disavventure cominciano proprio con questo scambio di poteri: finchè la Shinigami non sarà in grado di recuperarli, Ichigo dovrà occuparsi dei suoi compiti ed agire in sua vece. Anime erranti da salvare e Hollow da sconfiggere saranno solo l’inizio; si passerà poi a problemi ben più grandi. Caratteristica della storia è di esser divisa in saghe e Bleach dopo un incipit in cui mostra i suoi ingredienti migliori decolla con la saga della Soul Society...

Pregi e difetti

E’ tutto oro quel che luccica? Bleach è stato presentato in Italia come una delle migliori serie shonen di combattimento, e in questo riesce davvero bene dato che gli scontri tra i vari avversari sono ben sviluppati e anche molto variegati. L’impostazione in generale prevede che ci sia prima una scontro di “conoscimento” e poi quello in cui i combattenti danno il meglio di loro, seguendo uno schema decisamente collaudato. Da questo punto di vista Bleach è quindi ben sviluppato, complice il fatto che ci sono un ricco numero di personaggi, ben caratterizzati e soprattutto carismatici. Un limite del mangaka Tite è però proprio quello di non saper dare il giusto spazio ai comprimari di Ichigo, prima presentati in modo sontuoso e poi scomparsi via via col passare dei numeri.
La trama di Bleach è decisamente lineare, difatti l’originalità di questo fumetto si cela soprattutto nei primi 7/8 numeri in cui l’autore introduce i personaggi e la realtà corrispondente in cui vivono (ovvero il Giappone dei giorni nostri) e difatti è in questa parte che l’autore arricchisce Bleach di “chicche” e di colpi di stile come gli abiti di Ichigo&Co., dal gusto marcatamente pop.
D’altro canto, una volta presentata la Soul Society, la storia diventa quasi una sorta di avanzamento di "dungeon". La Soul Society, che rappresenta il paradiso, è una specie di Giappone medievale, organizzato gerarchicamente con una piccola oligarchia al comando. L'andamento della storia è prevedibile, ma presenta diversi colpi di scena importanti. Qui arriva un altro problema: l’autore non introduce passo passo degli indizi che magari rivisti col senno di poi possano portare ad una conclusione, bensì arriva ai punti di svolta aggiungendo nuovi elementi fondamentali per far quadrare il tutto. Va specificato che questo fa parte proprio dello stile dell’autore e può esser visto sia come un difetto sia come un pregio, proprio perché imprevedibile.
Ma Bleach certamente non è solo pieno di difetti, è un fumetto capace di coinvolgere con una straordinaria facilità: viene facile avvicinarsi ad uno o più personaggi, così come il perfetto intreccio di sfide non mancherà di donare più di un'emozione ai lettori. Infine, l’ambientazione e lo stile dei vari mondi in gioco (quello degli Hollow e quello degli Shinigami) da un ulteriore tocco che impreziosisce il manga.

Disegno ed edizione

Il disegno è di sicuro ricco di stile. Bleach non si avvicina a serie conosciute e fa del tratto chiaro e limpido uno dei suoi punti di forza, tanto che durante i combattimenti non si hanno affatto difficoltà a capirne la meccanica. Peccato che non siano presenti le pagine a colori che avrebbero sicuramente ravvivato e reso ancora di più l’idea delle capacità artistiche di questo mangaka.
L’edizione con cui viene presentato Bleach è la canonica Panini dedicata agli shonen. Si tratta del volume 12x18, privo di sovraccopertina. Ma a favore di questa serie possiamo dire che è stato fatto un lavoro fantastico e l’adattamento (a cura di Simona Stanzani) è fedele all’originale, soprattutto per quanto riguarda le mosse, con buona pace degli appassionait. E' infatti in parte frutto di un’intensa collaborazione tra i fan che frequentano il forum Panini e una delle persone che lavorano direttamente alla serie. Una cosa sicuramente gradita, per quanto inusuale.

Bleach Ci troviamo di fronte ad una serie shonen di combattimento in piena regola: trova i suoi punti di forza negli scontri tra personaggi carismatici e sempre più potenti, così come vede in alcuni sviluppi della trama (e dei protagonisti), privi di fondamenti logici, le sue piccole debolezze. Si tratta di un manga indubbiamente esaltante che punta sul coinvolgimento emotivo e sulle simpatie per uno o per l’altro personaggio, una serie destinata in particolar modo al pubblico giovane e a chi ha nette preferenze per questo genere. Se non vi aspettate grandi stimoli di riflessione, allora siete tutti benvenuti: Bleach vi saprà coinvolgere.