Recensione Blitz Royale

Il nuovo manga Shin Vision dedicato a Battle Royale!

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Blitz Royale

L’ultimo manga edito da Shin Vision è una delle tante opere ispirate al fenomeno Battle Royale, originato dal romanzo di Koushun Takami da cui è stata tratta una trasposizione cinematografica di grande successo. La pellicola, che vantava anche la partecipazione del pluripremiato regista Takeshi Kitano, narra di come, a causa di un progetto governativo, alcune classi di terza media del Giappone venivano selezionate e trasportate su un’isola, con l’unico scopo di uccidersi a vicenda. Mentre un collare esplosivo eliminava il problema di potenziali fughe, le armi consegnate a caso agli studenti davano loro qualche possibilità di sopravvivenza. Inutile sottolineare la tendenza splatter del film, e la crudezza del mettere uno contro l’altro coloro che pochi minuti fa si potevano chiamare amici. Oltre alla copiosa dose di violenza, che ha scatenato le solite polemiche dei benpensanti, il film risultava interessante anche per il tentativo di analizzare la psicologia dei vari protagonisti in quella situazione disperata, mostrando le diverse reazioni di quei giovani sfortunati.
Oltre al fumetto omonimo, edito anche in Italia, è stato ovviamente prodotto un seguito cinematografico nel vano tentativo di aggiungere qualcosa in più, e questo Blitz Royale si colloca proprio in quest’ambito, ispirandosi appunto al sequel.

La Storia

In un futuro tanto vicino quanto imprecisato in cui esiste un’unica organizzazione governativa (La Repubblica della Grande Asia dell'Est), il progetto originario è stato sospeso in favore di una nuova idea. Questa volta i ragazzi vengono addestrati a rischio della vita per diventare dei soldati, e solo successivamente fatti combattere tra loro. Anche la metodologia è differente: non più alla “Battle Royale”, come dice il titolo stesso, tutti contro tutti, ma in squadre organizzate (perlomeno i ragazzi venivano spinti verso questa direzione...), con l’equipaggiamento adeguato e la possibilità di fare alleanze e studiare tattiche.
Nonostante si tratti tutto sommato di un’opera corale, si può individuare anche una sorta di protagonista, Makoto Hashimoto, famosa per la sua proverbiale sfortuna. Ed è proprio a causa di questa jella portentosa che teme che lei e la sua classe saranno scelte per il progetto, e difatti così accade. Da lì la situazione precipita e gli ingenui ragazzi vengono gettati nella mischia, costretti dapprima a fare un percorso, diciamo, “di qualificazione”, e successivamente ad eliminare un disertore cecchino, il tutto mentre un losco generale si diverte a scommettere su chi saranno i primi caduti. E proprio l’insensibilità di chi gestisce la situazione è uno dei fattori costanti nel manga e in tutto quello che circonda Battle Royale, al lmite dell’assurdo.
Frattanto cominciano ad esserci le prime vittime, con tutti i risvolti del caso: paura, odio e rottura dei legami d’amicizia prima apparentemente così saldi. Nel contempo l’attenzione si sposta sulla protagonista e sulla sua convinzione, destinata ad essere demolita, di essere la causa di tutto perchè fulcro della sfortuna.

Uno stile inadeguato?

Il manga finisce ovviamente nella tragedia e consta solamente di due numeri, con tutte le conseguenze del caso. Per quanto l’autore si sforzi e riesca tutto sommato a rendere abbastanza bene sia l’atmosfera di tensione che i problemi dei protagonisti, la brevità della storia e la sua conclusione, per certi versi scontata, lasciano l’amaro in bocca, portando il lettore a chiedersi il senso di tutto ciò. Senso che è insito nei comportamenti dei personaggi, ma che non riesce a colmare il senso di vuoto che si ha leggendo, dando l'idea che il tutto sia solamente fine a se stesso.
A peggiorare le cose è anche il tratto, che, almeno sulla carta (scusate il gioco di parole), non ha le carte in regola (ok, ora la smetto...) per descrivere una storia del genere. I disegni infatti sono morbidi, poco particolareggiati, e fanno sembrare i personaggi quasi delle caricature o delle versioni super deformed. Impossibile non storcere il naso. Superato l’impatto iniziale, però, nonostante in ogni caso possa non piacere, bisogna ammettere che questo stile riesce in fondo a descrivere bene gli stati d’animo e le situazioni, seppur permanga quell’espressione un po’ ridicola sui volti, con quel segno tremolante.
L’edizione Shin Vision è senz’altro curata ed il rapporto qualità/prezzo è discreto. Da notare come alcune tavole con pesanti scritte o tabelle in giapponese siano state lasciate nella loro forma integrale nella storia, e riproposte tradotte a fine volume: scelta sicuramente discutibile, ma forse qualcuno dovrebbe imparare che se proprio si vuole lasciare inalterato per rispetto della versione originale, un modo per rendere il tutto comprensibile c’è...

Blitz Royale Blitz Royale non è un manga per tutti, e di sicuro molti suoi aspetti lo renderanno indigesto: in primis il tratto non incontrerà il favore di tutti i palati, ed in secondo luogo la storia stessa, vuoi per la brevità, vuoi per la sua natura, si presta a pareri discordanti. Nonostante gli appunti sopra elencati va comunque detto che la vicenda è interessante e che le pagine scorrono via veloci, segno che la visione dell’autore riesce a reggere, creando qualcosa di tutto sommato interessante che, seppur superficialmente, tocca qualche aspetto degno di attenzione.

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