Recensione Boneyard

Un fumetto atipico di un autore americano, Richard Moore. Shin Vision ci fa assa

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BoneYard - The Story

Michael Paris si reca nella città di Raven's Hollow per prendere in eredità un terreno lasciatogli dal nonno defunto, ma si renderà conto che questo regalo è molto di più di un semplice appezzamento.
Già all'arrivo Michael avverte qualcosa di strano nella cittadina, qualcosa di lugubre. Ben presto viene a sapere che l'eredità non è altro che un cimitero abbandonato e per giunta infestato da mostri di ogni sorta. Tutta la popolazione di Raven's Hollow, con a capo il sindaco, lo accoglie a braccia aperte nella speranza che Michael sia disposto a vendere senza problemi il cimitero che, nelle intenzioni del sindaco, dovrebbe essere smantellato al più presto.
Micheal intanto conosce gli "abitanti" della sua proprietà, tra i quali un'avvenente vampira di nome Abbey. Lei e gli altri mostri, ovviamente, sono contrari alla distruzione della loro "casa" e farebbero di tutto per difenderla. Michael si schiererà con il sindaco o con i mostri?

Il cimitero di Raven's Hollow

Boneyard si rivela come un fumetto atipico. Da un primo approccio abbastanza realistico, si passa all'improvviso a un mondo di fantasia dove mostri e uomini "convivono" nella stessa città. Tutto questo condito da una pungente e sottile ironia che vuole mettere in risalto, da un lato l'associazione tra le discriminazioni presenti nel fumetto con quelle presenti nella vita reale e dall'altro il desiderio di prevalere delle persone importanti, identificati in questo caso dal sindaco.
I personaggi sono tanto simpatici se si tratta dei mostri, quanto antipatici se si tratta dei cittadini (e in particolare il sindaco). Michael è la pedina esterna: gettato nella mischia in una situazione per lui assurda si dimostra all'inizio manovrabile e insicuro, ma cambierà atteggiamento col prosieguo della storia. Il disegno è molto fumettoso e quasi caricaturale, i mostri sono disegnati con aspetto e atteggiamento tipicamente umani, come la gestualità, il portamento e addirittura il modo di abbigliarsi. Gli uomini, invece, sono poco espressivi nell'aspetto e grotteschi nel comportamento: sono loro in realtà i veri mostri.

Boneyard Tutto sommato Boneyard si presta a una lettura piacevole e scorrevole, con qualche battuta sarcastica e qualche momento inbarazzante che fanno sorridere. Moore (autore, a dire il vero, poco conosciuto in Italia) in ogni caso, ha voluto darci qualcosa di più di un semplice fumetto, aggiungendo qualche spunto di riflessione interessante.