Recensione C.A.T. Confidential Assassination Troop

Assassini, spie e feroci esperimenti genetici...

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L'opera

Opera prima di Fung Chin Pang, C.A.T. (acronimo di Confidential Assassination Troop) costituisce una piccola rarità dell’ancora ignoto, almeno a noi occidentali, panorama fumettistico cinese.
Frutto di un lavoro immenso protrattosi per oltre due anni, C.A.T. presenta notevoli similitudini stilistiche con “L’immortale” (titolo originale “Mugen no Jūnin”), manga di Hiroaki Samura edito in Italia da Panini.

La storia

CAT è un’assassina spietata che combatte per denaro accettando qualsiasi tipo di lavoro, anche i più difficili: quando crede di potercela fare non c’è missione che la spaventi.

All’età di sei anni, dopo la morte dei suoi genitori, venne rapita e sottoposta a feroci esperimenti genetici volti al potenziamento delle sue funzioni cerebrali; fuggita dal laboratorio dopo esser stata violentata a tredici anni, CAT è divenuta un killer feroce ed infallibile. Ciò che lei non sa è che quegli esperimenti furono orchestrati dalla CIA e che lei è tutt’ora oggetto della valutazione di Gran Alvas, capo della agenzia americana.

Alvas dopo averle ordinato l’assassinio di un membro della CIA custodito in un carcere di massima sicurezza russo al solo scopo di destare le attenzioni dei servizi segreti locali, le chiede di recuperare informazioni di vitale importanza per l’agenzia in possesso di Hao Long, un agente segreto cinese in viaggio in territorio nemico.

Ciò che CAT non sa è che quella missione costituisce il test finale cui Alvas vuole sottoporre il frutto dei suoi esperimenti genetici: il capo dell’agenzia americana fa infatti filtrare l’informazione dell’esistenza di documenti di vitale importanza per la CIA ai servizi segreti russi al solo scopo di verificare la validità del progetto C.A.T. e testarne la resistenza contro i Bearer, un gruppo di mutanti ideato dai russi e non ancora testato in battaglia.

Se il progetto C.A.T. è stato portato innanzi con lo scopo di potenziare i riflessi e le capacità cerebrali della cavia, il progetto Bearer aveva lo scopo di creare soldati dotati di una notevole resistenza fisica, di un grado di sopportazione del dolore che andasse ben oltre la soglia umana, ed una forza mostruosa.
Dei tanti uomini sottoposti a quell’esperimento solo tre sono sopravvissuti, e quei tre costituiscono il corpo dei Bearer. Riuscirà CAT a sopravvivere a quest’ultima sfida?

L'autore

Pochissimo sappiamo di Fung Chin Pang: C.A.T. è il primo lavoro del giovane autore cinese e per realizzare i due volumi di quest’opera ha impiegato oltre due anni.
Lo stile di disegno di Fung Chin Pang ha spinto in tanti a paragonarlo ad Hiroaki Samura ( “L’immortale” ) e lo stesso autore cinese ha detto di apprezzare particolarmente la sua controparte nipponica e di ispirarsi al suo stile di disegno, certamente uno tra i più ricercati e complessi di tutto il Giappone.

L'edizione

L’edizione di C.A.T. presenta innegabili pregi e difetti rispetto alla concorrenza: l’opera targata Free-Seishin, nonostante un formato atipico (più piccolo del normale), è dotata di una sovracopertina plastificata, spessa e di buona fattura, copertine morbide al tatto e al contempo spesse e resistenti (elemento questo non trascurabile, poiché rende assai più agevole la lettura rispetto a quelle edizioni contraddistinte da copertine eccessivamente rigide e legnose). Singolare è la carta utilizzata: giallastra e forse eccessivamente trasparente, si presenta morbida al tatto e tutto sommato adatta alla pubblicazione trattenendo l’inchiostro alla perfezione. Non perfetta pare invece la rilegatura, che denota alcune sbavature nella colla che tiene unita carta e copertina, elemento questo che ad ogni modo non pregiudica la resistenza dell’albo.

Ciò che lascia l’amaro in bocca è la traduzione e l’adattamento.
Se un plauso va fatto all’editore per l’assenza di pecette, è indubbio come, in particolar modo nel secondo volume, si notino facilmente svariati errori dattilografici (lettere mancanti e preposizioni non necessarie) ed in generale un costrutto molto farraginoso e pesante, che rende assai difficoltosa la lettura.
C’è da chiedersi se tale evidente limite sia dovuto all’incapacità dell’autore nella realizzazione di una trama all’altezza, alla difficoltà della lingua cinese, certamente più complessa di tante altre, o alla disattenzione dell’editore italiano e di chi sia da questi incaricato di effettuare l’adattamento ed un controllo sullo stesso, che parrebbe totalmente assente in questo caso.

Assassini a sangue freddo

C.A.T. è certamente un prodotto singolare, contraddistinto da uno stile grafico eccelso ma penalizzato dalla sua eccessiva brevità. Le tematiche affrontate, lo splendido design personaggi, la cura riposta nelle anatomie e nelle inquadrature, sono frustrati da una trama non all’altezza, elemento questo che svilisce l’eccellente lavoro stilistico di Fung Chin Pang.

CAT è un personaggio intrigante ma la sua personalità viene solo abbozzata, il suo passato illustrato troppo fugacemente, e la sua umanità mostrata in maniera poco incisiva e coinvolgente. Gli stessi Bearer pur essendo personaggi controversi e dalla complessa psicologia, escono di scena con eccessiva rapidità. Gli altri personaggi della vicenda, da Hao Long allo stesso Alvas finiscono per svolgere il ruolo di meri comprimari per gran parte della narrazione: ne viene fuori un quadro incompleto e non del tutto convincente.

L’errore principale dell’autore a nostro avviso è stato l’aver voluto introdurre in quest’opera troppi elementi che necessitavano di un approfondimento ulteriore, e restano invece in massima parte solo abbozzati o lasciati in sospeso. Di certo la cura nei disegni e lo stile adrenalinico dell’azione compensano i limiti che l’opera presenta da un punto di vista strutturale, ed è proprio grazie ad essi che Fung Chin Pang riesce ad incollare il lettore.

C.A.T. Confidential Assassination Troop C.A.T. rimane a nostro parere un’opera incompiuta: nonostante gli splendidi disegni, personaggi interessanti e tematiche affascinanti, una narrazione altalenante, i tanti aspetti solo abbozzati ed il finale aperto lasciano un po’ l’amaro in bocca. Sicuramente si tratta di un prodotto interessante, certamente una delle migliori miniserie (2 soli volumi) tra quelle che abbiamo avuto modo di legger recentemente, nonostante sia penalizzata da un adattamento a tratti eccessivamente legnoso e impreciso che rende difficoltosa la lettura. Consigliato a chi cerca un prodotto d’azione, personaggi carismatici ed uno stile di disegno elaborato, con tutti i limiti che un opera in soli due volumi presenta.