Recensione Cronache del ghiaccio e del fuoco

La magia lascia spazio all'uomo. Un uomo vero.

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Sulla scia del successo che "A games of thrones" sta avendo non potevamo esimerci dall'andare a spulciare l'intera produzione martiniana che compone una delle più grandi ed emozionanti saghe fantasy degli ultimi decenni.
Lungi dall'essere un quindicenne alle prime armi, Martin è uno dei più prolifici e navigati scrittori. Affondando le proprie esperienze in un'interminabile catena di storie e racconti, nel 1991 inizia l'opera che lo renderà celebre in ogni dove grazie alla serie di suoi romanzi ‘del ghiaccio e del fuoco'.
Tale saga, ad oggi, è composta da cinque volumi in cui vengono narrate le vicende di un Paese che molto ricorda l'Europa medievale.
Il mondo offertoci dall'autore è molto vasto e particolareggiato. Esso inizia col presentarsi come un'enorme isola dalla forma oblunga le cui estremità, più ampie, sono connesse da una striscia di terra più sottile detta l'Incollatura (a forma di "8" per intenderci).

Questa immensa terra fornisce il giusto espediente all'autore per proporre al lettore una serie di scenari tra i più disparati ed originali di sempre. Tenendo conto che il nord è la terra del freddo, del gelo, di creature sconosciute e soprattutto di Grande Inverno, città dominante il nord dell'emisfero; per contro il sud è una terra calda e afosa, molto più ospitale rispetto al duro nord e quindi più propensa all'insediamento umano. Da questa netta distinzione di colori ambientali nasce il nome conferito alla saga in cui ghiaccio e fuoco, da sempre elementi contrastanti, andranno a combattere fra loro. Nulla è bene e nulla è male. Conta solo la forza.
I territori sono governati da sette casate nobiliari (Baratheon, Stark, Lannister, Arryn, Tully, Tyrell e Martell). Ognuna di loro domina una città-fortezza e i territori limitrofi. Ognuna di loro con i propri stendardi, con le proprie ambizioni e con i propri figli, figliastri, mogli e concubine.
Tutti e sette i regni infine devono render conto al "trono di spade" su cui siede colui che governa tutto: il re
Tratteggiate le linee salienti della morfologia e della politica ideati dalla mente di Martin, possiamo adesso analizzare quali sono le vicende che in tale teatro prenderanno piede.

Le cronache del ghiaccio e del fuoco non sono il solito fantasy farcito di elfi, nani, orchi e via discorrendo. Esse narrano di una quantità impressionante di protagonisti, tutti legati gli uni agli altri. Dal sangue. Dal passato. Dal futuro. Dall'amore e dall'odio. Ognuno di essi è tratteggiato con minuziosa arguzia e dedizione. Tutti sono importanti ma nessuno indispensabile.
Queste sono persone vere! Non i soliti eroi da fumetto pieni di baldanza e coraggio. Soffrono, vivono, muoiono e nascono.
Delle stereotipate presenze fantasy c'è solo un accenno. Ombre inquietanti che anelano nell'ombra al di sopra della Barriera nelle Terre Libere. Draghi e meta-lupi, simboli, e non solo, delle casate principali. Cadaveri dagli occhi blu che tornano in vita col solo fine di uccidere, portare a termine chissà quale missione.
Questi elementi sono briciole di storia. Dosati al massimo.
Il lettore deve sentirsi parte integrante della storia. Deve amalgamarsi con i vari personaggi. Vivere le loro vite. Provare i loro sentimenti. Non deve essere un mero spettatore.

Le forze magiche e le bestie fantastiche sono un qualcosa di lontano, arcano, forte. Un'arma potente da poter utilizzare in dispute di altrettanta rilevanza.
Sin da principio si viene introdotti in un mondo pulsante di vita; provvisto di una propria storia e di legami pregressi. Questa immersione all'inizio intimorisce e disorienta i lettori meno strenui, riuscendo nondimeno ad affascinare con una complessità a dir poco imbarazzante. A poco a poco si riesce ad immergersi negli intrighi di palazzo. Pian piano si riescono a scorgere e a comprendere appieno i legami fra le varie parti, riuscendo pagina dopo pagina a mettere insieme un puzzle tanto complesso quanto affascinante.

Il linguaggio utilizzato non è certo quello di un ragazzo di sedici anni. Un lessico spesso adeguato, a volte forbito, riesce spesso a cogliere sfumature che le altre storie fantasy non riescono a rendere a causa dell'infantile modo di scrivere, del semplicismo col quale vengono rese le vicende.
Spesso le parole sono dure, come l'acciaio. Le scene narrate sono forti e vere. L'autore non si esime dalla descrizione di particolari inerenti ogni evento: da una battaglia all'ultimo sangue ad un concilio di lord, fino alle più estrose scene di sesso esplicito che sia per amore, che sia per passione.
Dedichiamo adesso qualche riga all'edizione. Nello Stivale la saga generata dalla mente di Martin è stata letteralmente ridotta in pezzi. Spaccata.

Ogni volume unico infatti, è stato suddiviso in due o più libri di dimensioni ridotte. Mentre questo può sembrare un vantaggio dal punto di vista della comodità (tenere in mano 300-400 pagine è differente che tenerne 700-800) risulta essere anche un piccolo scempio per la versione originale. E' come se decideste di comprare un film e vi dessero solo la prima mezzora di video. Ovviamente questo genera dei non-finali per i primi volumi divenendo così inutili senza il rispettivo prosieguo.
Esistono anche altre edizioni enormi o minuscole che siano, noi abbiamo analizzato la versione standard economica più comune in commercio.
Annotiamo infine un rincaro dei prezzi da parte della casa editrice di ben 0,50€. D'altronde quando un titolo incrementa le vendite, perché non sfruttare il momento? Oppure sarà causa del caro benzina?

Cronache del ghiaccio e del fuoco Le cronache del ghiaccio e del fuoco sono una delle saghe fantasy più particolari e meglio riuscite di tutti i tempi. Se cercate draghi, maghi, elfi, ragni ed anelli questo non è campo per voi. Qui si parla di uomini veri, sangue, lotte di classe e di potere, sesso, matrimoni combinati e intrighi di palazzo. Le guerre sono combattute da spade, lance ed archi. La magia c’è, i mostri pure. Ma sono qualcosa di arcano e lontano. Qualcosa del passato che potrà rientrare in un futuro ancora più forte di prima. Ma sempre in mezzo a personaggi vivi e veri. Personaggi la cui caratterizzazione e il cui numero è un qualcosa di incommensurabile per minuziosità e dovizia di particolari. Infine un lessico d’altri tempi rende quest'opera un lavoro degno di lode, al cui confronto le storielle fantasy di moda ultimamente non possono far altro che impallidire e chinare il capo in segno di doveroso rispetto.