Recensione Crying Freeman

Torna in italia il killer più umano di tutti i tempi!

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L’opera

Frutto del genio di Ryoichi Ikegami e Kazuo Koike, Crying Freeman costituisce una delle pietre miliari del fumetto nipponico degli anni recenti. Ideata nel 1986, l’opera è stata il volano grazie al quale si è definitivamente affermato il talentuoso disegnatore nipponico; l’enorme successo di questo fumetto, frutto della straordinaria sceneggiatura di Koike, ha fatto sì che nel 1988 ne venissero realizzati 6 OAV ad opera di Toei Animation, seguiti negli anni successivi da numerosi Live Action Movies, dei quali il più noto è probabilmente “Crying Freeman” del francese Christophe Gans (Il patto dei lupi, Silent Hill), realizzato nel 1995 con la partecipazione di Mark Dacascos nelle vesti di Freeman.
Tutto questo fa capire l’importanza di una serie di strabiliante successo.

La storia

Yo Hinomura è l’assassino dal nome in codice “Crying Freeman”, spietato strumento di morte nelle mani dell’organizzazione dei 108 draghi, la potente mafia cinese. Un tempo Yo era un giovane ceramista di notevole successo, ma un giorno la sua vita cambiò completamente: durante una mostra espositiva negli Stati Uniti, un fotografo inseguito dagli scagnozzi dell’organizzazione nascose in uno dei suoi vasi le foto di un assassinio da questa perpetrato. Intenzionato a svelare tutto alla polizia, il giovane Hinomura si ritrovò costretto ad affrontare un’organizzazione estremamente potente. Ben presto egli venne catturato e trasformato, grazie ad un comando ipnotico, in un sicario spietato. Fotografato durante la sua prima missione, Yo venne quindi ricattato dall’organizzazione e costretto a diventarne membro suo malgrado. Da allora egli è diventato il più abile tra gli assassini dell’organizzazione dei 108 draghi ma non ha perso la sua umanità: ogni volta che uccide Yo si libera del comando ipnotico impartitogli e piange disperatamente: proprio questa sua caratteristica gli è valsa il nome di Crying Freeman.

Emu Hino è una giovane pittrice: un giorno la ragazza quasi trentenne assiste all’assassinio di un mafioso cinese sulla cima di una collina nei pressi di Tokyo. Il killer scoppia a piangere dinanzi ai suoi occhi e la giovane rimane colpita dalla tenerezza di un uomo che seppur colpevole di un crimine tanto efferato appare dolce ed amabile. La giovane gli offre quindi un fazzoletto per asciugarsi le lacrime e l'uomo ringraziandola, prima di salutarla, le rivela il suo nome: un gesto inequivocabile, Emu ha visto il suo volto ed ora conosce il suo nome, Crying Freeman tornerà da lei per ucciderla e la giovane lo sa bene. Seppur scioccata da quell'incontro la giovane pittrice si è ormai perdutamente invaghita di quell'uomo e per quanto possa sembrare incomprensibile attende trepidante il loro prossimo incontro. Pochi giorni dopo l'efferato omicidio cui aveva assistito, Emu si ritrova nuovamente di fronte Yo: Crying Freeman infatti uccide proprio davanti agli occhi della giovane il presidente Shimazaki, membro dell'Hakushin-kai, la più potente tra le organizzazioni mafiose giapponesi; l'uomo si era recato dalla polizia: a fronte del pericolo che una organizzazione tentacolare come quella dei 108 draghi giungesse in giappone, la polizia aveva infatti deciso di scendere a compromesso con l'Hakushin-kai, chiedendo una collaborazione a Shimazaki, noto per disdegnare il commercio in stupefacenti e pertanto ritenuto di gran lunga preferibile alla mafia cinese che proprio su quel commercio si basava per poter invadere il Giappone.

La morte di Shimazaki costituisce un duro colpo per l'Hakushin-kai; per quanto coperto da una maschera, Yo viene facilmente riconosciuto dalla giovane Hino, che esclamando ad alta voce il suo nome per lo stupore, si ritrova costretta poi a passare numerose ore in procura per spiegare i suoi legami col misterioso assassino. La ragazza però si rifiuta di fornire alcuna informazione ed anzi nega di conoscere lo spietato killer. Incapaci di estorcerle le informazioni desiderate, i membri della procura decidono di lasciare che ci pensi l'Hakushin-kai a convincere, con le buone o le cattive, quella donna a parlare. Ma proprio la notte in cui l'Hakushin-kai si muove per rapire Emu Hino, Crying Freeman si introduce nel suo appartamento anticipando le mosse dell'organizzazione nipponica.
La polizia, gli uomini dell’Hakushin-kai e lo stesso Yo Hinomura vogliono mettere le mani su di lei, che ne sarà di Emu Hino?

Gli Autori

Ryoichi Ikegami è il genio che si trova dietro le strepitose tavole di “Crying Freeman”. Artefice di numerosi fumetti di successo quali “Sanctuary” (Star Comics), Strain (Star Comics), ed il più recente “Heat”, oltre a svariate opere brevi (“Love Bullet Kyoko” e “Odissey” giusto per citarne due edite in italia da Flashbook Edizioni), Ikegami ha iniziato la sua carriera di disegnatore con la pubblicazione di un suo fumetto su Garo, magazine dell’underground fumettistico nipponico, che gli valse il lavoro di capo assistente presso Shigeru Mizuki (autore di “Gegege no Kitaro”). Il primo successo per l’abile disegnatore arriva nel 1973 con la pubblicazione di “Auieo Boy” in collaborazione con Kazuo Koike, ma è solo nel 1986 con Crying Freeman che arriva il trionfo. Originariamente presentato in 9 volumi, Crying Freeman è diventato una serie cult, ottenendo apprezzamenti in tutto il mondo grazie alla sapiente miscela di azione e romanticismo contenuta in una storia cui calza a pennello lo stile realistico di Ikegami, autore dal tratto raffinato, attento al particolare ed estremamente singolare. Le sue opere sono contraddistinte da un’intensità, una crudezza ed un realismo esasperati, elementi questi che cozzano talvolta con la singolarità di certe tematiche, che per quanto surreali appaiono estremamente vivide grazie alle sue matite.

Kazuo Koike è lo sceneggiatore di “Crying Freeman”, ed è a lui ed alla sua sapiente regia che si deve gran parte del successo di quest’opera. Noto in Italia per “Lone Wolf and Cub” (Panini Comics), serie di 28 volumi ambientata nel medioevo nipponico ed incentrata sulle vicende di Ogami Itto, ex giustiziere al servizio dello shogun, divenuto assassino a pagamento, che vaga per il Giappone assieme al suo giovanissimo figlio, l’abile romanziere è autore di numerose opere di successo, tra le quali spiccano certamente “Kozure Ookami Kubiri Asa” e “Ni-Jitte Monogatari”.
Koike è uno dei più famosi sceneggiatori nipponici, collaboratore non solo di Ikegami (con cui ha realizzato oltre a “Crying Freeman” anche “Offered”, “Kizuoibito” ed il già citato “Auieo Boy”) ma anche di Satoshi Kon e numerosi altri autori di successo; romanziere, soggettista e sceneggiatore, Koike ha all’attivo oltre 100 pubblicazioni! Dal 1977 per quasi 10 anni l’autore si è dedicato all’insegnamento crescendo gran parte degli autori più giovani e promettenti, e dal 2000 è divenuto docente dell’università di Osaka presso cui tiene un corso di fondamenti dei personaggi.
Abile tessitore di trame, attento al particolare e dedito alle ricerce minuziose, Koike è sicuramente il principale artefice del successo di quest’opera.

L’edizione

L’edizione Panini è davvero particolare: “Crying Freeman” è pubblicato in 5 maxi volumi da 400 pagine ciascuno (una soluzione ad oggi inedita in Italia), con una sovracopertina molto sottile (un vero peccato) ed un poster colorato all’interno, in edizione similare alla controparte nipponica.
Avremmo certamente preferito una cover più spessa e pesante, e l’eliminazione di un poster colorato che ci appare piuttosto superfluo.
L’adattamento è singolare: Panini ha infatti deciso di mantenere intatte le onomatopee inserendo al loro fianco il testo tradotto rubando così spazio alle immagini di sfondo, preferendo così un scelta di più facile lettura ad una di maggior funzionalità quale l’inserimento di una traduzione a piè pagina o sotto la vignetta. Una scelta apprezzabile, che costituisce certamente un passo in avanti verso la eliminazione delle fastidiose pecette che da sempre contraddistinguono gli albi dell’editore modenese, per quanto non ancora del tutto soddisfacente da un punto di vista meramente pratico: il rischio è di creare confusione nella lettura, coprire eccessivamente le immagini di sfondo, o dover strozzare troppo i font utilizzati.

Un killer davvero umano..

Ciò che stupisce in Crying Freeman, oltre allo stile realistico e ricco di particolari di un abile, per quanto ancora acerbo, Ryoichi Ikegami, è sicuramente l'umanità del protagonista: Yo Hinomura è un assassino, ma un assassino dal cuore puro e dalla personalità limpida, una figura assolutamente diversa da quella del sicario gelido spietato che ci si aspetterebbe di vedere al soldo di una organizzazione mafiosa. Koike riesce in quest'opera a realizzare uno splendido ritratto di un personaggio dalla caratterizzazione veramente raffinata, forse debitore di quel "Golgo 13", spietato sicario ideato da Takao Saito, su un idea dello stesso Koike nel 1969.
Di converso appaiono forse eccessivamente stereotipati alcuni personaggi di secondo piano e comprimari, quali la stessa Emu Hino, una ragazza capace di invaghirsi di un uomo visto una sola volta al punto tale da non temere di morire per mano sua ed anzi disposta a perder tutto purchè questi le rubi la sua verginità, o ancora l'anziana Hu Fengling, maestra di Freeman, capace di fare cose assolutamente sovraumane nonostante la sua veneranda età.
Elementi questi che possono certamente infastidire gli amanti del realismo esasperato, ma che costituiscono il cuore pulsante di un manga estremamente raffinato ove la violenza e il sesso, elementi comuni nel genere e fors'anche abusati dallo stesso Ikegami, non sono fini a sè stessi, non sono utilizzati per stupire o per impressionare, ma sono volti a dare maggior realismo, umanità e validità ad un contesto che seppur surreale risulta estremamente verosimile e realistico.

Crying Freeman Crying Freeman è un prodotto imperdibile per gli amanti del fumetto d’autore. Un seinen di gran classe, certamente uno dei migliori in Italia. L’opera di Ikegami e Koike è di gran lunga superiore alla maggior parte dei prodotti pubblicati oggi giorno in Italia e pertanto non possiamo che apprezzare la scelta di Panini di proporre nel desolante panorama fumettistico italiano, dominato da fumetti fotocopia e prodotti di assai dubbio valore, un manga di gran classe e di indubbia qualità. L’edizione dell’editore modenese, per quanto non sia esente da difetti, risulta sicuramente curata e qualitativamente soddisfacente; nonostante il prezzo proibitivo (8€ ad albo), la bellezza dell’opera, la sua breve durata (soli 5 volumi) e la certezza di una conclusione in tempi rapidi (elemento questo da non sottovalutare in un ambiente ormai dominato da pubblicazioni trimestrali o semestrali) ci spingono a consigliarne caldamente l’acquisto. Un prodotto rivolto davvero a tutti, da avere assolutamente.

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