Recensione DEATH NOTE

Tutti gli uomini senza eccezione muoiono

Articolo a cura di

Questo mondo fa schifo

Raito è un eccellente studente all’ultimo anno di liceo con una vita apparentemente perfetta. È un ragazzo intelligente di bell’aspetto, le ragazze lo corteggiano ed ha una famiglia affettuosa.
Raito Yagami, però, è insoddisfatto della sua vita, gli manca qualcosa, trova il mondo noioso e marcio, ormai contaminato dalle ingiustizie e dalla malvagità. Il ragazzo è sopraffatto dal tedio di un’esistenza dove le sfide che combatte sono troppo facili da vincere per una mente brillante come la sua.
Tuttavia, Raito, riuscirà a trovare il potere per plasmare la realtà che lo circonda.
DEATH NOTE è un manga giapponese scritto e ideato da Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata, incentrato su un ragazzo che decide di liberare il mondo dal male con l’aiuto di un quaderno dai poteri sovrannaturali. Nel paese natale il manga è stato pubblicato in 108 capitoli sulla rivista settimanale Weekly Shonen Jump, prodotto da Shueisha, dal dicembre 2003 al maggio 2006. È stato, poi, raccolto in 12 volumi (tankobon) ed in seguito gli autori hanno reato un tredicesimo numero chiamato DEATH NOTE 13: How to reed, nel quale viene spiegato tutto ciò di cui non si viene a conoscenza nella storia. Il manga è diventato una delle serie più seguite in Giappone e sono stati prodotti una serie anime di 37 episodi e 3 film live action.
In Italia, DEATH NOTE, è edito da Planet Manga ed in edicola è uscito l’11 volume, mentre stanno apparendo anche numerose ristampe.
Durante la lettura del manga possiamo notare che Raito viene frequentemente chiamato Light. Ciò perché nella trascrizione giapponese Raito si scrive con l’ideogramma Tsuki che significa “luna”. Viene, però, esplicitamente inserita la pronuncia “Raito” in modo che trasponendolo in caratteri latini diventi Light (luce). Così, il concetto originario non viene modificato.

Tutti gli uomini senza eccezione muoiono

Ryuk è un dio della morte che dopo millenni e secoli di lavoro, trova il suo mondo mostruosamente noioso e triste. La sua è un’esistenza eterna dove non è contemplata la possibilità di fare qualcosa di divertente, tutti sono legati alle regole del mondo degli Shinigami. Così, Ryuk ha un’idea, va nel mondo degli umani in cerca di distrazione e decide di abbandonare il suo Quaderno della Morte.
Light è uno studente modello, annoiato dal suo stile di vita e disgustato dal mondo pieno di crimine e corruzione.
La sua esistenza cambia quando, nel 2003, trova per terra nel cortile della scuola uno strano quaderno con la scritta Death Note. Appena lo apre vi legge alcune frasi oltremodo singolari come “L’umano il cui nome sarà scritto su questo quaderno morirà” e “Questo quaderno non avrà effetto a meno che chi scrive non abbia in mente il viso della persona mentre scrive il suo nome. Quindi, le persone che condividono lo stesso nome non verranno colpite”. Raito pensa che sia tutto uno scherzo, ma prova a scrivere i nomi di due criminali e poco dopo verifica che effettivamente queste persone sono morte. Così, il ragazzo si convince della veridicità del Quaderno della Morte e viene assalito da un cinico delirio di onnipotenza. Grazie al Death Note purificherà il mondo per creare un’utopica civiltà libera dalla criminalità e governata dalle sue leggi e regole. Diventerà il dio di questo mondo.
Nel frattempo, Ryuk si presenta a Light e spiega al ragazzo che dal momento in cui egli ha usato il Quaderno è diventato il suo legittimo proprietario. Lo Shinigami, intanto starà a guardare divertito Raito che fa pulizia di delinquenti nel monto e diventa l’inafferrabile Kira.
Il grande numero di morti, però, attira l’attenzione dell’Interpol che vuole mettere fine alle azioni di questo misterioso assassino di criminali. Verrà, così, chiesto l’aiuto di un famoso detective conosciuto solo col nome Elle. Light capisce subito che questo misterioso personaggio sarà il suo più grande nemico ed inizia una lunga avvincente sfida tra due menti geniali che vogliono dimostrare la propria superiorità l’una sull’altra.

Disegno ed edizione

La mano di Takeshi Obata è veramente in grazia divina nella realizzazione di questo manga. Non è un’esagerazione, il disegno è superbo, la caratterizzazione dei personaggi è così particolareggiata che comprendiamo i loro stati d’animo, a volte molto complessi, solamente guardandoli in viso. Sono bellissimi i primi piani di Raito, ci fanno davvero capire la sua schizofrenica personalità: in pubblico è lo studente modello dal viso angelico, mentre in camera sua diventa Kira dal ghigno cinico ed inquietante. Anche gli ambienti e i fondali sono molto curati e sanno accostarsi alo stile thriller della storia. Le illustrazioni delle copertine, poi, sono eccezionali perché ci trasmettono già alcuni contenuti dell’opera dalle espressioni dei personaggi, dalle loro pose e gesti. La grafica del fumetto migliora numero dopo numero diventando iù cupa ed intrigante. Ognuno dei 13 volumi di cui si compone il manga ha un suo titolo e in Italia la Planet Manga ha già pubblicato la terza ristampa. La prima edizione risale al Novembre 2006 ed ha intensità bimestrale; in edicola possiamo trovare l’undicesimo numero.

Pregi e difetti

Il soggetto del manga è inusuale ed adulto, tratteggia una storia cupa dove non si possono identificare i buoni e i cattivi, è difficile scegliere da quale parte stare. Sicuramente, si viene immediatamente colpiti dal personaggio di Light, ma non è la sua simpatia a farci affezionare. È, piuttosto, una sorta di morbosa curiosità nel riuscire a scoprire come farà a tirarsi fuori da situazioni complicatissime e come farà a realizzare il suo obiettivo finale. Diciamolo, ci sta anche abbastanza sullo stomaco per le sue espressioni fasulle e la sua capacità di sfruttare le persone. L’opera può scoraggiare per la mole di lunghezza dei dialoghi e per la mancanza di scene di azione. È un manga che sfrutta un tipo di suspence più mentale ed intellettuale. Le battaglie affrontate sono incentrate su giochi di logica, ragionamenti che anticipano le mosse dell’avversario cercando di prenderlo in contropiede. È una lunghissima partita a scacchi con un tenore di tensione molto alto perché qui non si perdono pezzi della scacchiera, ma persone. Quindi, una volta superata l’iniziale diffidenza per la mancanza di azione tipica degli shonen si entra in un mondo surreale che vale la pena visitare. È un manga che va letto con calma ed attenzione per seguire il filo della storia perché ci sono alcuni particolari e ragionamenti che se persi rendono incomprensibili alcuni salti di trama.
La prima parte della storia è molto avvincente, forse un po’ lenta e giocata sulle sfide mentali tra Elle e Light. Nella seconda fase, invece, il ritmo diventa più incalzante, ci sono più azione e numerosi cambi di scena; aumentano anche i personaggi, gli avvenimenti paralleli e le morti. Probabilmente, per questo motivo seguire la storia diventa pesante e quasi estenuante. Ci sono troppi intrighi, ragionamenti mentali che sono lunghi e complicati. Non sono presenti momenti distensivi e gli attimi comici, o perlomeno sarcastici, sono inesistenti.

DEATH NOTE Manga È, indubbiamente, un bel fumetto perché ha un’ottima storia, originale e, inoltre, la grafica è superba. È molto avvincente, ma anche troppo lento a volte. Il manga è consigliato a tutti, ma dobbiamo avvertirvi, dovrete avere molta pazienza. Da astenersi coloro che non vedono l’ora di arrivare allo snodo focale della storia e che desiderano il lieto fine. Questo è un manga adulto e cupo, non accontenta il lettore, ma preferisce stupirlo e farlo rimanere a bocca aperta per la genialità dei ragionamenti dei personaggi e i colpi di scena.