Recensione Detonation Island

Motociclette, esplosioni e gioventù bruciata degli anni '80.

Articolo a cura di

Testi di Mattia "Nini" De Poi "Tu sei il vento e cavalcandoti divento vento anche io" Salire in sella ad una moto è un sogno per molti di noi, un rischio che si può correre per provare una sensazione di libertà unica e completamente diversa rispetto a tutto quello che si è provato fino a quel momento. Di questo e di molto altro tratta il nuovo manga di Takahashi Tsutomo: Detonation Island. Proposto da GP Publishing in un'edizione ben curata, il volume presenta oltre 250 pagine di cui alcune a colori.

Tokyo 1980. Il giovane Takashi è stato costretto a cambiare scuola a causa di problemi disciplinari avuti in precendenza. In un istituto sito nella periferia della metropoli giapponese il ragazzo dovrà ripartire da zero nell'instaurare nuovi rapporti interpersonali, cosa che nel Paese del sol levante non è propriamente cosa facile. Fin da subito visto come ribelle e non conforme alle regole, Takashi viene avvicinato da alcuni ragazzi "non proprio raccomandabili" e, senza ben capire come, si ritrova a un raduno degli Zeros: una banda di motociclisti che scorrazzano per le strade della capitale. Per la prima volta in sella ad una moto Takashi scopre la sensazione di brivido e libertà che si provano esclusivamente su questo veicolo. Da questo momento il giovane sarà completamente rapito dal mondo motociclistico e dei Bosozoku ed è proprio in questo mondo che la nostra storia prende piede.

Il manga tratta principalmente la tematica del cambiamento personale di Takahashi e del modo in cui esso vuole inseguire il suo sogno di libertà in sella ad una moto. Durante la lettura di questo primo Tankobon notiamo come i cambiamenti del giovane siano significativi sia dal punto di vista caratteriale sia estetico. Cambierà non solo il modo di acconciarsi i capelli e di vestirsi (in perfetto stile Bosozoku), ma anche il modo di vedere le cose e di approcciarsi alle altre persone, insomma: subirà una svolta radicale. Takashi è un ragazzo che vuole fuggire dalla monotonia della vita, è alla ricerca di emozioni nuove, forti, che gli permettano di sentirsi vivo. Entrando a far parte degli Zeros tutto questo è a portata di mano. In sella ad una moto, per la prima volta, il giovane si sente libero e padrone delle sue azioni. Se la prima corsa su una motocicletta è sinonimo di paura ed eccitazione, a mano a mano che il rapporto con questo mezzo diventa più costante, Takashi riesce a capire il vero significato dell'indipendenza e del seguire un sogno con tutte le forze.

Sarà l'incontro con Kazuya, giovane membro degli Zeros, a mettere in luce tutte le mancanze del nostro protagonista. Rispetto a Kazuya, Takashi non sa nè cosa vuol fare della sua vita, nè come impossessarsi di una moto. Kazuya, seppur giovane, diventa da subito un modello per Takashi che per questo si accoderà a lui nell'importante raduno di inizio anno. Il mondo dei Bosozoku è composto da centinaia di persone, giovani e meno giovani, che si incontrano periodicamente e percorrono insieme le strade di Tokyo. Al loro interno ogni gruppo è gestito da un vertice che molto spesso ha svariati interessi legati al denaro o alla malavita e che ha completamente perso il senso più puro e antico del motociclismo. Takashi entra a far parte degli Zeros per il semplice piacere di stare in sella ad una moto e non è minimamente interessato ai giochi di potere che ruotano attorno a questo mondo, anche se involontariamente ne entrerà a far parte vendendo gli adesivi della banda col semplice scopo di entrare nelle grazie di un senpai. Il tratto dell'autore risulta perfetto per le atmosfere rappresentate e per raffigurare personaggi dai volti duri e spigolosi. Molta importanza viene poi riservata alle moto, che sono disegnate in ogni minimo particolare in quanto elementi fondamentali del racconto al pari di Takashi.

Detonation Island Leggendo Detonation Island si percepisce l'irrequietezza tipica della gioventù che deve in tutti i modi trovare un canale di sfogo. Per Takashi questo canale è il motociclismo. Una strada che non risuona di bande di motociclisti è una strada silenziosa... e allora tutti in sella!

7