Recensione Dragonero

Abbiamo messo le mani sulla nuova serie fantasy targata Bonelli, e...

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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Il fantasy è da sempre uno dei generi più amati, e su di esso si sono plasmati e codificati tanti linguaggi della narrazione e innumerevoli universi immaginifici. Ma anche se in Italia si è affermato fin dagli albori, la produzione autoctona di genere raramente ha sfornato opere meritevoli, che si parli di cinema, fumetti o romanzi. Qual è il motivo? Difficile dirlo: sta di fatto che, mentre generi come il western, il poliziesco e anche il fantascientifico hanno diversi punti di riferimento anche nella produzione italiana, per il fantasy viaggiamo in un limbo che vaga tra Fantaghirò e Le Cronache del Mondo Emerso, con ben poche punte d'eccellenza.
Il tutto si riflette anche nel mondo dei fumetti targati Bonelli, istituzione editoriale italiana che ha dettato legge e fatto sognare migliaia e migliaia di lettori con personaggi leggendari come Dylan Dog e Tex. Ma, se andiamo a vedere, nonostante i riferimenti al mito presenti sulle pagine di questi personaggi e tanti altri della casa milanese -Martin Mystère in primis- il fantasy classico (in stile Il Signore degli Anelli o Dungeons & Dragons, per intenderci) manca sostanzialmente dal panorama editoriale di questa grande casa editrice.
O, perlomeno, mancava: nel 2007, difatti, la straordinaria accoppiata formata da Luca Enoch e Stefano Vietti, con l'ausilio dell'ottimo tratto di Giuseppe Matteoni, sforna il primo romanzo a fumetti di genere fantasy pubblicato da Bonelli, ovvero Dragonero. Un'operazione che ha conquistato in molti, e che finalmente, a distanza di un bel po' di tempo, trova il suo giusto seguito in una serie regolare.

I nomi coinvolti sono di nuovo quelli dei veterani Enoch, Vietti e Matteoni, conosciutissimi nell'ambito del fumetto italiano (ma non solo) con, in più, altri artisti a illustrare i prossimi numeri dell'opera: da Gianluca Pagliarani a Cristiano Cucina, da Gianluigi Gregorini a Luca Malisan passando per Giancarlo Olivares. Insomma, una squadra di grande talento ed esperienza per questa prima, vera incursione bonelliana nel fantasy classico.
Dragonero è un seguito alle vicende dell'omonimo one-shot del 2007, eppure non è strettamente necessario averlo letto per addentrarsi subito nelle avventurose vicende dei suoi protagonisti.
La serie segue le gesta di un gruppo di avventurieri che, per conto dell'Impero, indagano su loschi traffici e pericoli di ogni genere. Tra loro vi è Ian Aranill, della stirpe dei Varliedarti, valente e scaltro scout che, in seguito all'uccisione e alla susseguente ingestione di sangue di drago manifesta dei misteriosi poteri che non sa bene come gestire, controllare ed accettare.
Ad accompagnarlo il suo migliore amico Gmor (un Orco tutt'altro che primitivo), una gioviale -ma a volte un po' lunatica- elfa dei boschi, Sera, e la bella e intelligente sorella di Ian, Myrva, adepta della Gilda dei Tecnocrati dalle conoscenze scientifiche superiori. A loro si aggiungerà anche un saggio mago, Alben, nel tentativo di svelare segreti e sventare complotti.

Noi di Everyeye abbiamo avuto la fortuna di leggere il primo numero della serie -in uscita l'11 giugno prossimo in tutte le edicole- e vi possiamo anticipare che se amate D&D ed epigoni vari, Dragonero è un appuntamento immancabile. Ma la creatura di Enoch e Vietti può interessare anche un tipo di pubblico solitamente lontano da queste atmosfere, che può avvicinarvisi grazie al tratto tipicamente bonelliano (sia nell'ottima grafica che nell'impostazione delle storie) scoprendo nuovi 'amici di carta' da attendere con trepidazione per ogni nuova uscita.
L'ambientazione, le razze, l'atmosfera è piacevolmente familiare, dato che, almeno all'inizio, gli sceneggiatori non 'osano' più di tanto con trovate originali, ma questo non vuol dire che Dragonero non abbia una sua personalità, anzi. Gli scenari dell'azione pullulano di vita, ed è facile entrare in empatia con i protagonisti, ottimamente tratteggiati anche nei rapporti interpersonali.

Dragonero 94 pagine piene di avventura, in pieno stile Bonelli, ma con un'ambientazione del tutto nuova per la casa milanese: quella del fantasy classico, riprendendo ed espandendo la mitologia del romanzo a fumetti pubblicato nel 2007 ed oramai quotatissimo. Un nuovo mensile dalla qualità indiscutibile, visti i nomi coinvolti nell'operazione (e, del resto, le pagine in anteprima che vi mostriamo parlano chiaro) e che certamente invoglia a proseguire nella lettura. Si potrebbe forse obiettare su un'iniziale, apparente, poca originalità nell'approccio al fantasy, estremamente classico, di matrice D&D, ma crediamo sia solo un punto di partenza molto 'friendly' per permettere agli sceneggiatori di introdurre un mondo che mostrerà presto il proprio carattere distintivo. Appuntamento all'11 di giugno, dunque!