Recensione Eyeshield 21

Eyeshield ci dice addio! L'ultimo numero della serie!

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E alla fine vince lo sport. Ci è piaciuto? Diremmo proprio di no.
Abbastanza deludente l'escamotage più vecchio del mondo per salvare capra e cavoli quando si è indecisi, oppure quando si teme il generale scontento.
Come previsto quasi sin dall'inizio, questi ultimi tre numeri sono stati piuttosto inutili, fatti chissà se su richiesta dell'editore giapponese o per lo sfizio e il divertimento di disegnatore e scrittore.
Certo non mancano le scene che fanno esultare, ma ammettiamo che non erano necessarie dopo trentaquattro numeri di palpitazioni... soprattutto se per offrirci un finale che travalica di gran lunga la banalità. Oltre al fatto che dà quasi noia il continuo reiterare la differenza fisica tra giocatori americani e nipponici, ingigantendo la questione genetica quasi a volerla usare come scusa. Ovviamente è un fattore da prendere in considerazione, ma l'ostinazione con cui è ripetuto ogni quattro vignette ci fa quasi aspettare un commento del tipo: "Perché si sa, i neri hanno la musica nel sangue".
Sfiziose invece le ultime pagine in cui veniamo a scoprire, dopo uno skip temporale di due anni, che i ragazzi continuano ad assecondare la loro passione per il football americano giocando nelle squadre universitarie, rimescolate in team davvero allucinanti: Musashi con Gao, Kid e i "fratelli eh eh", tutti facenti parte dell'azienda di famiglia del buon "vecchiaccio di merda"; Takami insieme a Yukimitsu, i cervelloni che frequentano la facoltà di medicina. L'Ojo naturalmente ha una squadra a parte, essendo un tipo di scuola che ti accompagna dall'asilo alle porte del posto di lavoro, e per finire gli amici di infanzia Riku e Sena capeggiati da Kurita e Unsui (imbastardito, per finta, dal sangue di demone). Non poteva mancare la Super-squadra-che-nessuno-può-battere in cui convergono i sangue puro geni dello sport.

Orgoglio Otaku

Un vero Otaku non va mai in vacanza! (Forse va in Giappone, ma non è questo il punto!) Non ci credete? Seguiteci su Facebook e lo scoprirete! Tonnelate d'Orgoglio Otaku, tutto per voi.
Buon Divertimento!

Fortunatamente non è uno smielato finale in cui tutti vogliono sempre continuare a giocare con i vecchi amici e compagni ma piuttosto un'oculata scelta del meglio per il proprio futuro, il tutto condito da un po' di sana competizione. Ciò che li ha guidati per quasi tutto il manga.
Un manga che, non contando lo scivolone finale, tutto sommato è stata una lettura divertente ed emozionante.  Si sa, la maggior parte delle volte quando si ha a che fare con i giapponesi, è un chiedi e ti sarà dato.
Uno stile di disegno piacevole, ce n'è per tutti i gusti: sia per chi ama le forme morbide e tondeggianti sia per chi preferisce punte audaci e spigoli mordaci. Nel corso del tempo la mano si è affinata, dandoci immagini più belle e particolareggiate, sicuramente non parliamo di un'opera d'arte da cui non si riesce e staccare gli occhi ma ciò non toglie che non ci piaccia sfogliarlo e magari persino rileggerlo, passato il tempo necessario.
La storia è abbastanza prevedibile e forse appunto per questo abbiamo voglia di leggerla, perchè la sicurezza di sapere più o meno quello che ci aspetta in qualche modo rassicura e ci permette di gustare maggiormente le scene ad effetto.

Molti personaggi, caratteri diversi, tutti legati da una passione in comune per cui sono disposti a sacrificare molto, con fatica e copioso sudore, è così facile affezionarcisi che alla fine del primo quinto numero (forse addirittura alla fine del primo) quasi tutti avevano già scelto il proprio giocatore preferito: quello in cui ci si rispecchia di più o quello che in realtà vorremmo essere.
Alcuni sono un po' estremi, forse la maggior parte, basti pensare allo stesso Yo-nii mente e spirito del Deimon, manipolatore diabolico e apparentemente sprovvisto di anima. Credo che sia nel top delle classifiche di molti, e che abbia raggiunto quel posto senza fare il minimo sforzo, è bastato il sorriso da squalo.
Lo sfigato che diventa un dio è la punta di diamante di questo genere di fumetti, un evergreen che può aver stancato, ma che se si è decisi a disegnare un classico non può certo mancare. Il percorso di crescita di Sena è chiaro e lineare: da novellino che impara a correre più veloce della luce per assecondare il volere di bruti che lo bistrattano, diventa il giovane uomo che sa cosa vuole e si impegna per ottenerlo. Basic.
Tirando le somme di questo viaggio durato tre anni possiamo ritenerci complessivamente soddisfatti: abbiamo riso, pianto, esultato, ci siamo lasciati coinvolgere.

Eyeshield 21 Possiamo prendere l'ultimo numero e poggiarlo accanto agli altri con un sorriso disegnato sul volto... prima di uscire a giocare a football con gli amici. Viva lo sport!

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