Recensione Fairy Tail

Fairy Tail è una delle più potenti Gilde del mondo conosciuto ma contemporaneamente i migliori a mettersi nei guai.

recensione Fairy Tail
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Forze ultraterrene e azione, due elementi che corrono di pari passo nella maggior parte dei manga action in cui sono presenti personaggi dalle caratteristiche innate o esclusive, basti pensare a titoli come Le Bizzarre Avventure di Jojo in cui le estensioni mentali dei protagonisti prendono forma e sfruttano poteri sovrannaturali, oppure One Piece dove un Frutto del Diavolo regala poteri strambi ma nega l’accesso al mare. Di esempi se ne possono fare a bizzeffe e l’autore Hiro Mashima coglie in pieno queste caratteristiche così accattivanti creando Fairy Tail, opera in cui vengono narrate le gesta di una gilda di maghi alle prese con una lunga serie di mirabolanti avventure.

L'era dei nuovi eroi

Fairy Tail si apre nel più metodico dei modi, facendo incontrare due dei protagonisti per puro caso, Natsu e Lucy, sbarcati in una piccola cittadina per motivi di ricerca; uno scambio di persona, un desiderio espresso a voce alta e un combattimento a bordo di una nave portano la Maga degli Spiriti Stellari Lucy nella gilda di Fairy Tail grazie proprio al nuovo amico Natsu, mago del fuoco ed esperto del Dragon Slayer.
La gilda è famosa per i disastri combinati durante le missioni dal momento in cui ogni compito viene portato a termine con contorno di edifici distrutti o momenti davvero esilaranti come accade a Gray, mago del ghiaccio, accusato di essersi spogliato a fine missione e messosi a correre nudo per la città. Vengono presentati poi molti dei personaggi chiave di Fairy Tail, primo fra tutti il master Makarov, arzillo vecchietto con poteri davvero enormi tanto da farlo entrare nel Consiglio dei Dieci, organo istituito per il controllo delle gilde agli ordini solamente del Concilio.
Alla neonata compagine Natsu e Lucy, accompagnati sempre dal gatto volante Happy, si aggiungono Gray e Elsa, detta Titania, il cui potere magico si concentra in un cambio stock, sostanzialmente un armor change istantaneo permettendole così di sostituire l'equipaggiamento a seconda del nemico; Elsa può contare inoltre su rare armature e strumenti di offesa incantati, come ad esempio l’Armatura del Purgatorio o le Circle Swords. Fin da subito si nota il rapporto di amore e odio tra Gray e Natsu, proprio adatto alle loro caratteristiche incompatibili, fuoco e acqua, dettaglio sottolineato anche da Lucy, il tutto però condito dalla condizione di “terrore” verso Elsa, una vera e propria leader sia per carisma che potenza.
Le avventure che vedono i nostri eroi protagonisti sono molteplici e di varia natura, soprattutto ordinate per difficoltà, utilizzando il medesimo metodo già visto nella serie Naruto in cui la lettera associata indica il livello della missione, ad esempio i compiti di classe S possono essere eseguiti da particolari maghi abilitati a salire al secondo piano della gilda e aventi abilità fuori dal comune.
I maghi creati da Hiro Mashima raccolgono la tendenza di cambiare le credenze createsi nel corso della storia nei racconti fantasy, in cui lo stereotipo del mago rimane ancorato ad un bilanciamento di classe a discapito della forza fisica. In Fairy Tail gli stregoni sono in grado di sfoderare abilità fisiche degne di un vero guerriero aggiunte alle abilità sovrannaturali acquisite nel corso degli anni: Natsu ad esempio utilizza il suo potere come vero e proprio amplificatore di velocità e potenza tralasciando l’abilità di incendiare qualsiasi oggetto, mentre Lucy evoca gli Spiriti Stellari anche solamente per non prendere freddo, come accade nella prima missione di salvataggio a cui partecipa, richiamando Horologium, una sorta di orologio a pendolo con le gambe e sedendosi al suo interno. Proprio i sottoposti di Lucy posseggono un design tanto accattivante quanto ironico: Sagittario ad esempio è un uomo inglobato in un cavallo, uscendo dalla classica concezione di centauro e dimostrando così la fervida immaginazione di Mashima, ancora una volta pronta a sconvolgere tutti i luoghi comuni conosciuti finora.

Una vera e propria opera d'arte

Tecnicamente parlando, Hiro Mishima compie il salto di qualità che ci si aspettava ai tempi di Rave, opera precedente a Fairy Tail ma avente un tratto meno dettagliato e chiaro rispetto all’ultima fatica dell’autore giapponese. Le numerosi fasi di combattimento presenti risultano sempre precise e nessun movimento o azione viene lasciata nella confusione del momento, concezione fondamentale che in un titolo di questo genere non deve essere mai dimenticata. I personaggi sono ottimamente caratterizzati buoni o cattivi che siano; ognuno di essi ha una storia da raccontare, sfociando spesso in momenti davvero commoventi, come accade per esempio a Loki, belloccio membro di Fairy Tail, nel momento in cui viene svelato il suo timore verso i maghi degli Spiriti Stellari.
L’ispirazione all’opera di Eiichiro Oda, One Piece, è palese soprattutto nello stile utilizzato nel disegno e l'ironia di cui è pervasa l’intera serie, onnipresente grazie alle continue uscite di Natsu e Happy, ma anche Elsa quando ci si mette sa davvero far ridere, come accade in una missione secondaria in cui il gruppo si ritrova a recitare su di un palco inscenando una commedia davvero di pessima fattura ma assicurando al lettore momenti di goliardia ai massimi livelli.

Fairy Tail Fairy Tail possiede tutto ciò che un manga action deve regalare al lettore: carisma, ampiezza, verve, ironia e una grandissima dose di combattimenti sempre freschi e mai ripetitivi; la caratterizzazione dei personaggi sfiora la perfezione ricordando molto la precisione dei maestri Buronson e Hara nella loro opera più famosa, Hokuto No Ken. In più Fairy Tail fonde perfettamente momenti tragici e tesi con battute in grado di spezzare la pesantezza del momento e ripartire dall’interruzione senza mai scadere in momenti poco ispirati.