Recensione Fantastici Quattro: The End

La storia conclusiva del famoso quartetto

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FFF: il finale dei Fantastici Quattro

This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end
Of our elaborate plans, the end
Of everything that stands, the end
No safety or surprise, the end
I'll never look into your eyes... again


Così cantava Morrison e forse i vertici della Marvel, ispirati da questi versi, hanno deciso di porre una fine alle loro avventure.
Sia ben chiaro che le storie di mutanti, vendicatori, arrampicamuri, punitori e fantastici quattro continuano anche se il puntello della loro fine è ormai piazzato.
Oggi per voi abbiamo visto la fine dei Fantastici Quattro.

Nel più classico dei frattempo

Fantastici Quattro: The End (così come la Panini ha voluto) è la storia finale delle avventure del quartetto, scomposta in sei capitoli, scritta e disegnata dalla mente britannica di Alan Davis (già noto per Excalibur) e inchiostrato da Mark Farmer.
Tutto ha inizio, o forse dovremmo dire finisce, quando il quartetto nella sua formazione più classica, ovvero Mr. Fantastic (Reed Richards), la Donna Invisibile (Susan Storm in Richards), la Torcia Umana (Johnny Storm, fratello di Susan) e la Cosa (Ben Grimm, nipote di zia Petunia e idolo delle folle di Yancy Street), combattono un Dottor Destino (Victor von Doom) più macchina che uomo. Nello scontro perdono la vita Franklin e Valeria (i due figli di Reed e Susan).
La scomparsa dei due figli porta Reed a rifugiarsi e a rinchiudersi sempre di più nelle sue ricerche, tant’è che mentre Susan è impegnata in una serie di ricerche sottomarine, Reed vive in un asteroide nell’orbita della terra. Johnny è il leader dei Vendicatori mentre Ben Grimm ha sposato la sua eterna fiamma, la scultrice cieca Alicia Masters, trasferendosi con i loro tre figli (Jacob, Daniel e Yancy!) su Marte. L’isolamento di Reed è allarmante così She Hulk (ex membro del quartetto) lo segue in terapia mentre è impegnato in un delicato esperimento assieme a Wyatt Wingfoot (l’indiano già ex di She Hulk) e Thundra (anche lei sostituta della Cosa nel quartetto).
Johnny Storm fa ormai parte dei Vendicatori in un settore spaziale, quello solare posto in quarantena, e si scontra con due classic Villain come il Pensatore Pazzo e Diablo, per poi venir raggiunto da Ben, accompagnato dagli Inumani, poco prima di andare a controllare una trasmissione illegale oltre la zona in quarantena. Ben non è più intrappolato nel corpo roccioso della Cosa, ora può tornare a piacere nella sua forma umana.
Sue è invece impegnata in una ricerca sottomarina, alla caccia di antichi manufatti, e dopo aver incontrato Namor e sconfitto Attua si lancia all’interno di un vulcano, dove da tempo si è rifugiato l’Uomo Talpa (il primo avversario dei Fantastici Quattro).

Diverse formazioni

I F4 nella loro lunga storia hanno pià volte visto modificarsi la loro formazione, da menzionare sicuramente quella più borderline che vedeva i F4 (anche se solamente per un numero) composti da: Wolverine, Ghost Rider, Spiderman e Hulk

Alan Davis il factotum dei Fanstastici Quattro

Non ce ne voglia l’ottimo inchiostratore scudiero Mark Farmer, ma l’uomo dietro a tutto è lui e solamente lui, Alan Davis. Dal 1987, l’anno che ha segnato il suo ingresso in casa Marvel dopo essersi fatto notare negli USA per il suo lavoro su Batman, il nome di Alan è sinonimo di qualità, basta vedere la sua miniserie dedicata alla Justice Leauge America: Il chiodo (in Italia edita da Play Press) o il suo ciclo sui Vendicatori o sugli X-Men.
Memore della sua abilità nel gestire un sottobosco infinito di sottotrame e della sua padronanza storica dei comics, i vertici Marvel hanno così deciso di affidargli l’impresa storica di creare l’ultima storia del quartetto.
Mr.Davis in questi suoi sei numeri riesce così a omaggiare tutti (o quasi) i grandi autori e personaggi che in oltre quarant’anni di storie sono transitati sulle pagine dei Fantastici Quattro, come Lee e Kirby su tutti ma anche Byrne, Simonson e altri.
Ma non solo, per tutta la vicenda sembra proprio che Davis strizzi l’occhio al grande scrittore di fantascienza Philip K. Dick, le cui storie hanno certamente influenzato tutto il mondo del fantastico.
Il suo lavoro qui è magistrale, inconfondibile con quel suo tratto morbido e pennellato, ben supportato da Farmer, e fautore puro di storie del fantastico, in dialoghi classici ma mai forzati che ben si sposano con l’atmosfera di Grandeure di tutta la storia.

Ma ci sarà un difetto?

Pregi, solo pregi e nessun difetto?
Proprio a voler essere pignoli, un difetto c’è, che poi è quello che attanaglia anche i film dei super eroi. Voler riassumere e condensare trenta o quarant’anni di storie in così poco tempo è una forzatura bella e buona. Cosa che ad esempio non è successo in Hulk: The End.
Si rischia di congestionare tutto, di far confusione, di spiazzare i neo lettori e di scontentare gli appassionati. Ma questo può piacere o può non piacere, in fondo è solo intrattenimento e Fantastici Quatto - The End intrattiene davvero.

Fantastici Quattro:the end Come spesso accade per le "storie finali" anche Fantistic Four - The End ha visto esaurirsi la sua prima edizione venendo così ristampato. Le due versioni hanno prezzi differenti, ma è inutile dirvi che se volete accapararvi la prima dovete spendere qualcosa in più del prezzo in copertina. Per chi si accontenta di una seconda edizione possiamo dirvi solamente che i vostri 13 euro sono ben spesi. Dimenticavamo di segnalare, come recita il titolo in copertina, che i Fantastici Quattro sono il più grande fumetto del mondo.

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