Recensione Fractale

il Fractale System, ci sostiene, ci governa. Dobbiamo Adorarlo.

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Dopo il first look ci eravamo congedati con buone impressioni e belle aspettative lasciate da un anime che poggiava su buone basi per un altrettanto buon prosieguo.
Cominciamo con ordine dall'aspetto che più aveva colpito: la trama e le implicazioni psico-filosofiche che essa comportava.
Riprendendo i tratti fondamentali, il mondo di Fractale è un mondo in cui il progresso prende il sopravvento, amalgamandosi con la natura e la biologia terrestre. Gli uomini sono provvisti di un sistema globale in grado di monitorarli, curarli e dargli supporto nel corso delle loro vite.
Tale sistema viene associato ad una divinità che protegge coloro che la venerano. Un gruppo di uomini col nome di Lost Millenium si oppone a tale tecnologia rea di controllare le vite e le menti dei propri adepti.
Il protagonista, Clain, incontra Phryne e Nessa che saranno la chiave di volta del "mistero" dietro cui si celano le origini e i fini del fractale system, e inizierà ad appoggiare la causa dei Lost Millenium.

Botte vuota e moglie sobria

Tornando a noi, la trama era partita col piglio giusto. Anche se con qualche pecca dal punto di vista del mordente, era riuscita a fornire elementi su cui lavorare, ragionare ed elaborare la più mistica e profonda trama possibile. Purtroppo tali aspettative si sono infrante col proseguire delle puntate.
Le puntate centrali della serie hanno evidentemente il compito di approfondire contemporaneamente i tre personaggi principali e il mondo in cui essi si muovono. A nostro parere, essendo le tematiche trattate molto profonde e di non banale disquisizione, il tempo dedicatogli è risultato a dir poco irrisorio. Ciò si è tradotto in tempistiche inferiori alle necessità e ad uno sviluppo dei personaggi superficiale senza nessun risvolto innovativo.
Insomma, il detto "non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca" fa proprio al caso nostro!
I temi a cui la serie accenna sono molto particolari e di difficile trattazione (come la dipendenza morale da un dio, la necessità di sentirsi parte di un "tutto", il controllo supervisore che i potenti vogliono tenere sul popolo). Essi però non vengono sviluppati, non vengono affrontati veramente, vengono menzionati, accennati e poi lasciati appesi come per mancanza di tempo (che però viene sprecato con un paio di puntate da commediola qua e là).
Caratterialmente Clain & company risultano essere scialbi e senza profondità, con background poveri ed inconsistenti. Ma la cosa che più spiace è che tali inconsistenze caratteriali intaccano anche il plot narrativo, il quale perde quel fascino acquisito nelle prime puntate cambiando velocità narrativa nella fase finale, e rischiando di generare confusione e un senso negativo di approssimazione narrativa nello spettatore. In particolare Clain viene presentato per gran parte dell'anime come un ragazzino innocente ed ingenuo. Nonostante ciò, la sua personalità talvolta assume aspetti adulti e maturi che poco si confanno alla figura conferitagli fino a quel momento.
Altra menzione poco lusinghiera è da fare ad alcune immagini che riserva il finale che rischiano di confondere non poco le idee, dando una sensazione di inutilità a tutto ciò che è avvenuto fino a quel momento.

Questione di stile

Tecnicamente l'anime resta sui binari in cui si era incamminato. La colonna sonora resta impalpabile anche se molto orecchiabile. Per contro il suo ruolo nella storia risulta essere più importante di quello che possa sembrare. Il doppiaggio invece è di buona fattura e spesso riesce a risollevare le sorti di situazioni non sempre ben trattate.
Graficamente l'anime resta buono con qualche picco verso il finale, ma nulla di davvero sconcertante né in negativo né in positivo.

Fractale Dopo alcune righe poco lusinghiere, ci sentiamo in dovere di evidenziare il fatto che molte delle critiche mosse non sono frutto di un prodotto di scarsa qualità, bensì scaturiscono da una forma di delusione latente verso un titolo che sembrava offrire molto, ma che in realtà non è riuscito a stupire ed appassionare trattando tematiche di indubbio spessore non trattandole con il giusto merito. Tali tematiche infatti sono inserite in un contesto verosimile in cui taluni aspetti risaltano in modo evidente ad un occhio anche poco esperto. Detto questo, va fatto un plauso al coraggio e alla maturità dimostrati nell’inserire tali tematiche in un mondo in cui l’anime diviene sempre più “ignorante” e poco sensibile alla vera motivazione per la quale essi NON sono cartoni animati: le argomentazioni mature e l'elemento culturale che ne scaturisce.

6.8

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